Excalibur

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Excalibur di John Boorman è senza ombra di dubbio il film più riuscito sulla leggenda di Camelot e dei cavalieri della tavola rotonda, una vera opera d’arte cinematografica, lontana dai lustrini delle produzioni americane arrivate in seguito, epica ed oscura come la storia vuole, magicamente interpretata da un cast stellare e glorificata da una colonna sonora magnifica.

Il film segue le vicende della storia con buona meticolosità, dal concepimento di Artù, fino al decadimento di Camelot e alla ricerca del Graal, trovato dal cavaliere Parsifal, in passato scudiero di Lancillotto, il tutto in un’atmosfera drammatica, tragica e perfettamente in linea con l’aurea epico fantastica della storia.
Interpretazioni da Oscar (Nicol Williamson nei panni di Merlino e Helen Mirren in quelli di Morgana), sono solo chicche di questa pellicola che immortala la leggenda come era stata
scritta da Thomas Mallory nell’opera Le Morte d’Arthur.
Una sceneggiatura stupefacente, ambientazioni clamorose ( il film fu girato in Irlanda) e una descrizione dei personaggi matura e profonda si allontanano inesorabilmente dalla spettacolarizzazione tipicamente americana, per un approccio teatrale che valorizza le interpretazioni degli attori, in un mondo oscuro e crudele, fatto di inganni e magia, epiche battaglie ed eroi umanizzati dai pregi e difetti, debolezze e passioni tipiche di ognuno di noi.
La storia è conosciuta, tramandata nei secoli ed arrivata fino a noi per mezzo di film, libri ed opere musicali, per cui non mi dilungherò nell’esporvela, ma mi preme sottolineare come, più di trent’anni fa, il regista inglese diede vita ad uno dei più bei film a sfondo fantasy della storia, senza degenerare con effetti speciali, ma lasciando che la magia degli avvenimenti descritti entrassero in modo dirompente nell’anima degli astanti.
Excalibur è sicuramente un film attualissimo, da vedere ancora oggi con molta attenzione e riesce a mantenere anche dopo così tanto tempo la sua immane forza espressiva eguagliata da poche altre pellicole di genere.
La colonna sonora viaggia di pari passo con le atmosfere del film, scritta da Trevor Jones ed accompagnata da brani di Wagner e dai Carmina Burana di Carl Orff, valorizzando ancor più l’aura epica della storia.
Inutile dire che il film e consigliatissimo, specialmente a chi del genere si nutre e pure per gli amanti del metal, che troveranno richiami a band e album a loro familiari.
Progressive rock ed heavy metal, infatti, nel corso degli anni hanno letteralmente saccheggiato la leggenda dei cavalieri della tavola rotonda, forse solo superata dal Signore degli Anelli di Tolkien, in quanto a nomi e concept usati dalle band per la propria musica.
Pendragon, Galahad, Kamelot, Avalon, Morgana Lefay, Mordred, oppure le opere di Grave Digger (Excalibur) e Gary Hughes (Once And Future King) sono solo esempi del tributo che il mondo del metal/rock ha elargito negli anni alla storia fantasy per eccellenza di cui questo film è la migliore rivisitazione sul grande schermo.

regia di John Boorman
Nigel Terry: Re Artù
Nicol Williamson: Merlino
Helen Mirren: Morgana
Nicholas Clay: Lancillotto
Cherie Lunghi: Ginevra
Paul Geoffrey: Parsifal
Robert Addie: Mordred
Gabriel Byrne: Uther Pendragon
Keith Buckley: Uryens
Katrine Boorman: Igrayne

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Alberto Centenari

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