EDIPO – Intervista

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Edipo è un cantautore pop¬rap italiano. Il 31 marzo è uscito il suo nuovo disco, Preistorie di tutti i giorni con 13 tracce che parlano di quotidianità e rapporti umani in maniera schietta, diretta e tagliente.
Abbiamo fatto qualche domanda all’artista per conoscerlo meglio ed approfondire le tematiche ed i retroscena che hanno caratterizzato il suo ultimo grande lavoro.

iye Innanzitutto complimenti per il tuo nuovo disco, “Preistorie di tutti i giorni”. La prima domanda che vorrei farti è: quali sono le tue influenze musicali?

Ciao, le mie influenze musicali sono molteplici, mi sono approcciato alla musica con i dischi dei cantautori degli anni 60/70, finché da ragazzino sono impazzito per il rap. Crescendo poi ho espanso le mie conoscenze al rock a 360 gradi, partendo dai classici, i Beatles, gli Who, Bowie, i Velvet … insomma, la musica Bella!.

iye In che modo sono state determinanti in questo tuo ultimo album?

Penso che chi faccia musica si porta costantemente dentro il proprio bagaglio culturale, l’importante è continuare ad essere onnivori e curiosi, altrimenti ci si annoia.

iye L’album vanta di due collaborazioni tra cui quella con Dargen D’Amico che va avanti ormai da qualche anno. Come è collaborare con un rapper di spicco nella scena indipendente italiana?

Dargen è stata una bellissima scoperta, che è diventata una bellissima collaborazione, che è diventata una bellissima amicizia.

iye Come è nata invece la tua collaborazione con Yendry Fiorentino?

Mi era rimasta impressa dalla sua apparizione in tv al talent X-Factor. Oltre ad essere indubbiamente bellissima secondo me era pure bravissima, doveva vincere lei quell’edizione!. Comunque, sono riuscito a contattarla e lei ha accettato in modo entusiasta e puntuale di fare questa partecipazione. Le auguro una splendida carriera, ma tanto non ce n’è bisogno visto che è bravissima.

iye Ascoltando il tuo disco emerge molte volte un’esigenza di tornare alle origini, scaturita da una denuncia verso le società moderna, i suoi vizi e le sue contraddizioni. Me lo confermi?

E’ una visione corretta, è un disco che affronta molto la tematica dell’amore ma lo contestualizza nell’attualita’ e sicuramente emerge la voglia di tornare a vivere in un mondo meno “veloce”.

iye Siamo constantemente connessi con gli altri attraverso i Social Network ma paradossalmente sempre meno sociali. Come vivi tu il rapporto con i social network e quanto sono fondamentali per te e la tua musica?

Sono fondamentali certo, come per tutti, per chi cerca di far conoscere la propria opera sono la vetrina sul mondo. A me personalmente piace molto Instagram, il segreto è la didascalia.

iye Un pezzo che mi ha colpito particolarmente è “Terra”, il singolo. Dalle tue parole si percepisce una fragilità umana di fondo ed una voglia di evadere dalla realtà che ci circonda. Come vedi tu l’essere musicisti attualmente in Italia?

Difficile, ma meno utopistico di dieci anni fa. Ci vorrebbe però più passione nel seguire gli artisti dal vivo, la gente si dimentica a volte l’importanza e la potenza di un concerto.

iye L’uscita di “Preistorie di tutti i giorni” è stata affidata alla major Universal Music Italia. Quali sono i principali cambiamenti che ne sono conseguiti?

Nessun cambiamento, un’ottimo partner, ma artisticamente non ho avuto nessuna restrizione.

iye In “Amarsi in città” citi anche Milano (“…tu mi hai cambiato un po’, ma Milano molto”). Come è il tuo rapporto con questa città?

Dipende dai momenti, è una citta’ difficile, ma se la fai tua è la citta’ più bella del mondo.

iye il tuo stile è molto particolare perchè riesci a fondere sapientemente sonorità pop ad altre più rap e hip-hop. Quali altri artisti emergenti secondo te si avvicinano molto al tuo stile?

Non saprei, penso che il rap sia una genuinissima forma di cantautorato a prescindere dalle etichette.

iye Il tuo tour in giro per l’Italia è partito ormai da circa un mese. Quanto è importante per te il contatto diretto con il pubblico e con i fan? Quale grande palco brami di calcare in futuro?

Ti dirò … aprire il concerto di Caparezza in un Forum di Assago strabordante è stata un’emozione che non capita tutti i giorni, ora sono concentrato sulle date estive, mi sto divertendo molto e il pubblico sembra entusiasta delle canzoni riarrangiate per lo show dal vivo. Fosse per me farei 365 concerti all’anno.

iye La stagione estiva è ormai alle porte. Hai in programma qualche partecipazione ai festival estivi? in quale grande festival ti piacerebbe esibirti live?

Si quest’estate suonerò prettamente in Festival e a me piace molto questa dimensione perché ci si rapporta con un pubblico diverso. Le date stanno ancora entrando, ma vorrei suonare più spesso al Sud, Mi manca un po’ l’affetto che c’è da quelle parti.

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