Burial – Burial

BURIAL

Burial – Burial

Menziono un disco non speditomi, che avrebbe gravato sulla mia coscienza se non l’ avessi recensito.

Il progetto Burial è qualcosa che spazia tra dub step, trip-hop e atmosfere notturne, si insinua nell’ aria muovendosi cadenzato, partendo dalle groviglie oscure e maleodoranti della Londra industrialmente operaia, per arrivare a brillanti luccichii stellari che traspaiono dalle nubi grigie della metropoli.

Il melting pot culturale che si respira in superficie, può richiamare alla mente i Massive Attack in senso generale, ma brani come Spaceape ci fanno intuire che il tutto non si ferma quì: i Burial si spingono in zone d’ ombra che il trio di Bristol ha solo sfiorato, muovendosi silenziosamente, calandosi, come un ladro, con una fune dal tetto a notte fonda; la calda ed emozionata vena soul- dub di Gutted apre spiragli luminosi nel plumbeo pulsare ritmico strutturale del disco che trova sublimazione in Broken Home.

L’ incedere narcotico della musica guida attraverso fumi oppiacei, fondali marini imperscrutabili, ciminiere fuligginose e torpide anoressie.

Prayer schiaccia letteralmente l’ ascoltatore sotto una vagonata di catrame bollente, candidandosi obbligatoriamente ad occlusivo proseguo di quello che fu la downtempo a Bristol nei ’90.

La organicità e la fisicità di questo lavoro permette ad esso di imporsi prepotentemente, con uno stile ed una eleganza sopra le righe.

Disco fondamentale ed imprescindibile.

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati

Tropical Fuck Storm - Submersive Behaviour_cover

Tropical Fuck Storm – Submersive Behaviour

È qui e richiede attenzione, perché i Tropical Fuck Storm hanno dimostrato più volte di saper far bene, di saper maneggiare il rock (alternativo, indie, noise, quello che volete) meglio di tanti altri – ma direi di quasi tutti.

Luca Ottonelli

Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.