Bukowski Family - Unpleasantries Abundant 1 - fanzine

Bukowski Family – Unpleasantries Abundant

Annunciati da un look splatter-gore che definire eccessivo sarebbe eufemistico, i Bukowski Family, fin dalle prime note di questo loro Ep, dimostrano di non essere esclusivamente dei potenziali fenomeni da baraccone.

Il sound proposto dai folli ungheresi (forse …) è quanto di più adeguato possa esistere per accompagnare l’immagine che si sono scelti: un death purulento ai confini del grind, devoto a Cannibal Corpse, Suffocation, Carcass e compagnia.
Nulla che non si sia mai sentito, ovviamente, ma l’impressione è che quest’accozzaglia di pervertiti e malati di mente abbia diverse frecce al proprio arco per poter aspirare al podio ideale delle band più brutali e sanguinolente.
Non solo apparenza quindi, ma molta sostanza e anche qualcosa in più di una semplice furia cieca e distruttiva, basti ascoltare Fountain Of Woe, dove la velocità diminuisce sensibilmente e fanno capolino passaggi che, rispetto al resto dell’Ep, contengono tracce omeopatiche di melodia.
Venti minuti sono pochi, oggettivamente, per fornire un giudizio definitivo sui Bukowski Family, di sicuro, però, Unpleasantries Abundant è una ventata d’aria putrida e malsana: proprio quello che ci vuole per rendere più piacevoli gli ultimi giorni dell’estate ….

Tracklist:
1. Chair of Repentance
2. Carne Humana
3. Fountain of Woe
4. The Perversion of the Grim Tanner
5. 6Teen

Line-up :
Frank Bukowski – Bass
Wiktor Bukowski – Drums
Roman Bukowski – Guitars
Mimi Bukowski – Guitars
Piggy Bukowski – Vocals
Fats Bukowski – Vocals

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.