Best of 2013 – di Stefano Cavanna

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Best of 2013 – di Stefano Cavanna

Il mio best of 2013 è limitato volutamente ai soli lavori gravitanti stilisticamente attorno al doom o al gothic metal, con alcune eccezioni riservate proprio a quella che, per distacco è stata la perla dell’anno appena concluso, “Skogslandskap” di Vali, e la menzione fuori classifica per lo spettacolare disco d’esordio dei californiani Xanthochroid, pubblicato in realtà nel dicembre nel 2012, che sarebbe criminoso ignorare solo per questo.

A livello di consuntivo, sono felice di smentire le troppe persone che, per partito preso o semplice pigrizia mentale, senza neppure aver provato ad ascoltare una sola nota, sostengono che al giorno d’oggi non venga prodotta musica degna d’essere ascoltata; a tutti costoro, dei quali rispetto comunque l’opinione lasciandoli volentieri a crogiolarsi nel passato, posso dire tranquillamente che mai come oggi la scena metal è vitale e che quella italiana in particolare, quasi in spregio e in controtendenza alle difficoltà del paese, ha visto uscire una serie di album di grandissimo livello, suonati e prodotti con una professionalità sconosciuta fino a non troppo tempo fa.

Ecco, quindi, quelli che secondo me sono stati i migliori dieci album del 2013 :

1) VALI – Skogslandskap
Questo è il folk come lo intendo io: un concentrato di pura magnificenza e di commovente poesia

2) HAMFERD – Evst
Dalle isole Fær Øer un death-doom in grado di spiccare sulla concorrenza anche grazie ad un uso formidabile della voce.

3) FALKENBACH – Asa
Il ritorno di Vratyas Vakyas dimostra che i Falkenbach, assieme ai Moonsorrow, sono lo stato dell’arte del folk/black metal

4) ECNEPHIAS – Necrogod
Il lavoro maturo ed impeccabile di una band che se avesse la propria base ad Helsinki invece che a Potenza otterrebbe quella popolarità che purtroppo dalle nostre parti è un’utopia ….

5) ATARAXIE – L’Être Et La Nausée
La band francese, con un album magnifico, dimostra agli scettici che anche un genere come il funeral è capace di trovare sempre nuovi sbocchi a livello di ispirazione.

6) MOURNING BELOVETH – Formless
Il bruco diventa farfalla e con “Formless” la band irlandese entra nel gotha della scena doom europea

7) SHALLOW RIVERS – Nihil Euphoria
Il capolavoro dell’anno in campo death-doom melodico nonché la scoperta di un talento cristallino come quello di Yuri Rhyzov

8) PROCESSION – To Reap Heavens Apart
La band cilena si è stabilita da tempo in Svezia, e forse è qualcosa di più di una coincidenza se pensiamo che oggi i Procession sono tra i pochi in grado d’essere definiti quali degni eredi dei Candlemass.

9) ABYSMAL GRIEF – Feretri
Un doom dominato da un Hammond capace di riportare la mente ad atmosphere da horror-movie degli anni ‘70

10) WHEN NOTHING REMAINS – Thy Dark Serenity
Il dolore si trasforma in pura poesia, in uno dei dischi più commoventi dell’anno

FUORI CLASSIFICA) XANTHOCHROID – Blessed He With Boils
Uscito alla fine del 2012 ma ugualmente uno dei dischi migliori ascoltati quest’anno. La band californiana è composta da musicisti giovani e geniali, in gradi di spaziare tra i generi con una disinvoltura concessa a pochi eletti.

Per finire, cito rigorosamente in ordine alfabetico ancora una manciata di dischi grandissimo valore, che abbracciano i diversi sottogeneri del metal e che, solo per poco, non sono rientrati nella lista dei migliori dieci, anche se talvolta la loro votazione è risultata più elevata di quelli che vi ho successivamente inserito:

ABORYM – Dirty
ACACIA – Tills döden skiljer oss åt
AMENRA – Mass V
CHALICE OF DOOM – Into Hypnagogia
DARKESTRAH – Manas
DAYLIGHT MISERY – The Great Absence
DESOLATION – Desoriented
DGM – Momentum
ECOCIDE – Eye of Wicked Sight
EMPYRIOS – Zion
GLORIOR BELLI – Gators Rumble, Chaos Unfurs
HEIMDALL – Aeneid
HERO’S FATE – Human Tides Black Light Inception
HOLLOW HAZE – Countdown To Revenge
MAKE A CHANGE … KILL YOURSELF – Fri
MECHINA – Empyrean
MONOLITHE – Monolithe IV
NUDE – Plastic Planet
REVELATIONS OF RAIN – Deceptive Virtue
SEIDR – Ginnungagap
STATION DYSTHYMIA – Overhead, Without Any Fuss, The Stars Were Going Out
WHELM – A Gaze Blank and Pitiless as The Sun
WHEN ICARUS FALLS – Aegean

Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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