Bernardo Cicchetti – Lo Specchio di Atlante

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Bernardo Cicchetti – Lo Specchio di Atlante

Una storia strana sia nel libro che fuori dal libro, un autore tra i più talentuosi e misconosciuti in Italia e una grande operazione di recupero del benemerito Duca di Baionette.

Lo Specchio di Atlante uscì nel 1991 per la casa editrice Fanucci di Roma, ed in apparenza passò inosservato, ma come tutte le grandi cose che vivono nel sottosuolo, rispuntò in superficie per vie tortuose e continuò il suo corso.
Solo grazie alla rete l’autore scopre che il suo libro era stato letto ed apprezzato da molti, cosa della quale non era affatto a conoscenza: questo punto sottolinea l’importanza della rete per questo tipo di informazioni agli autori, ma questa è un’altra storia e non va trattata in questo luogo.
Bernardo Cicchetti dopo questa pubblicazione partecipa a vari premi, sempre con romanzi non fantasy, e si fa apprezzare poiché è uno scrittore pieno di talento, come detto poc’anzi.
L’autore, insieme al Duca di Baionette, ha ripreso in mano e migliorato Lo Specchio di Atlante, portandolo ad una versione 2.0 davvero straordinaria.
Il libro parla di una storia di maghi, di Atlante e della sua malattia, di uno specchio di un mondo sotto attacco, di doppie o triple nature, e tanto altro.
In realtà questo romanzo breve è uno scritto filosofico, un viaggio di Alice nella natura umana, uno stupefacente scrigno che racchiude molti mondi.
Lo Specchio Di Atlante vive di molti stili, contiene azione ed introspezione, magia ed alchimia, rimanda a mondi lontani e ci fa guardare dentro, essendo dopotutto un romanzo su noi stessi e le gabbie dentro le quali ci richiudiamo.
La revisione effettuata con il Duca ha portato ad eliminare alcuni momenti riassuntivi, a vantaggio di una maggiore drammaticità, come afferma lo stesso nella sua consueta postfazione.
Uno dei fantasy migliori scritti sull’italico suolo, con la solita eccelsa copertina di Manuel Preitano, a dimostrazione di come anche nel nostro paese si possa scrivere qualcosa di eccellente in questo genere, senza scopiazzare pedissequemente.
Ennesima riscoperta ed adeguata valorizzazione del Duca, che porta avanti coraggiosamente e con fondatissimi motivi la sua battaglia per il ritorno del trattino nelle narrazioni: di cosa sto parlando o straparlando ? Leggetevi il libro, la recensione è solo propedeutica al più grande diritto del lettore: scegliere cosa leggere.

pag. 209

3,99 Euro

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