Tre fatiche di Maico Morellini

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Maico Morellini è, a mio modesto parere, uno dei più interessanti scrittori di genere degli ultimi dieci anni. Emiliano, classe 1977, lavora nel settore informatico e ha il pallino per il fantastico. Nel 2010 vince il premio Urania con il romanzo Il re nero e nel 2016, sempre su Urania, vede la luce il suo secondo libro La terza memoria. Inoltre è una persona squisita, umile e molto disponibile. Lo scorso mese l’ho intervistato qui. Ora invece mi prendo un po’ del mio tempo, e del vostro, per parlare delle sue ultime fatiche fantascientifiche pubblicate lo scorso anno.

Iniziamo con Il costruttore (Delos, Robotica #48), un racconto lungo che ci porta nei meandri della mente e non solo. Qui Aaron Fanti, uno psicologo alle dipendenze del Ministero della Salute di un’ Italia distopica, inizia a soffrire degli stessi disturbi dei suoi pazienti. I problemi iniziano a verificarsi quando l’uomo smette di mangiare il cibo sintetizzato dal Costruttore, che ha il potere di intervenire sui centri neurologici della popolazione, modificandoli, ovviamene, a suo piacimento. L’idea di base del racconto è interessante, e anche molto forte (mi ha ricordato Campo Archimede di Thomas Disch, anche se lì era la sifilide a modificare la consapevolezza dei “pazienti”); la narrazione è molto vivida e scorrevole, tanto che forse ci si poteva tirare su anche un romanzo.

L’onda di Canterbury (Delos, Robotica #44) è un altro racconto lungo, ambientato dopo le vicende de Il re nero, ma godibilissimo anche senza aver letto il romanzo. La storia segue le vicende di un Dissonante, sorta di mutato psichico, o meglio psicotico, che “vede” con la mente la violenza tramutandola in una forza sovrumana. Siamo nel mondo di Polis Aemilia, in un futuro prossimo, in cui l’unica speranza di vita decente è da trovarsi proprio nel governatorato della metropoli che occupa il centro della Pianura Padana, dove una volta sorgevano Reggio Emilia, Bologna e Modena. Dopo una lunga prigionia presso Imola, il Dissonante, di cui il lettore non conoscerà mai il nome, viene inviato in una missione a Canterbury, antagonista religioso della Polis. Anche qui, l’autore ci porta per mano attraverso la decadenza della civiltà umana, in un’ambientazione da brivido.

Ed è proprio l’ambientazione di Polis Aemilia a essere la protagonista dell’antologia Voci della Polis (Vincent Books), una raccolta di sei racconti nell’universo di questa megalopoli. Morellini ama il cinema e l’azione, si capisce dalle lunghe descrizioni di sparatorie, fughe, battaglie con cui questi suoi racconti sono farciti. Ma l’autore è anche in grado di intrattenere con storie dal sapore quotidiano, facendo emergere spunti di riflessione che denotano una profondità filosofica non comune. In particolare, il racconto Il giusto prezzo narra di una coppia che per necessità è dovuta emigrare nella Polis e di tutte le difficoltà sociali che ha dovuto affrontare. Il finale, emozionante, prevede un terribile sacrificio da parte di lei: la rinuncia alla vita a favore di un’altra… Vorrei spendere anche un paio di parole sulla confezione della raccolta, elegante, semplice ed efficace dal punto di vista della fruibilità della lettura.

Insomma, secondo me siamo di fronte a un professionista che non ha nulla da invidiare ai grandi della fantascienza, né ai suoi contemporanei d’oltreoceano. Le sue storie sono ricche di pathos, avvincenti e ben scritte. In più, come già detto, Maico non è tipo da piedistallo, è felice che si parli delle sue opere ed è sempre curioso di conoscerne il giudizio del lettore. Merce rara di questi tempi.

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