Red Rose – On The Cusp Of Change

Red Rose - On The Cusp Of Change 1 - fanzine

Red Rose – On The Cusp Of Change

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In effetti, l’opener When Roses Faded sarebbe un ottimo biglietto da visita, trattandosi di un riuscito esempio di symphonic prog metal, dai marcati tratti melodici e dotato di un chorus coinvolgente, e anche Chasing Freedom, pur mostrando già un alleggerimento del sound, mantiene abbastanza elevato il livello. Peccato che il resto del lavoro si allontani progressivamente da questo canovaccio sonoro , facendo eccezione per la relativamente più cupa Original Sin, lasciando spazio così ad un AOR senz’altro ben eseguito ma oggettivamente troppo leggero per riuscire a fare breccia al di fuori della cerchia dei cultori del genere.
L’inserimento sporadico di qualche elemento di carattere etnico, come nell’intro di Don’t Believe These Tales può provocare qualche curiosità in più ma non può certo rivelarsi come un tratto distintivo del suono della band e anche il brano di chiusura Seize The Day è indubbiamente una ballad ben congegnata e melodicamente inappuntabile ma è On The Cusp Of Change, nel suo complesso, che si rivela un disco privo della necessaria profondità.
E’ probabile che i miei gusti personali influiscano in maniera decisiva sulla valutazione finale e per questo non me la sento di bocciare un lavoro oggettivamente ben eseguito, non potendo escludere peraltro che i Red Rose riescano a fare breccia su un pubblico più abituato a questo tipo di sonorità.

Tracklist :
1. When Roses Faded
2. Chasing Freedom
3. King of the Local Crowd
4. Original Sin
5. Alone in the Night
6. This Bitter World
7. Don’t Believe These Tales
8. Seize the Day

Line-up :
Eli Reeve Bass
Elnur Aliev Guitars
See also: ex-The Afterlife
Deion Kristen Keyboards
Leve Laiter Vocals

RED ROSE – pagina Facebook

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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