Passover – Intervista

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Passover – Intervista

In occasione dell’uscita del loro Ep Il Lustro Del Palazzo, facciamo due chiacchiere con il Fede, basso e voce del gruppo della provincia alessandrina, che merita davvero un ascolto.

iye Ciao, ci potete raccontare la storia dei Passover?

I Passover sono una band dal nome longevo, nata nella provincia alessandrina, ma che ha formato il proprio carattere e le proprie sonorità un paio di anni prima dell’uscita del primo album “Convùndidi” nel 2009 uscito per Elevator Records e distribuito da Jestrai. Allora la band era formata da 4 elementi: io (voce/chitarra), Dani (chitarra), Guido (batteria) e Ale (basso), ma per motivi che la vita ti pone di fronte, la sezione ritmica ha mollato. Così durante uno degli ultimi concerti con loro, io e Dani abbiamo fatto la scelta di andare alla ricerca di un nuovo batterista ma non di un bassista, scegliendo di rimanere in tre in futuro. Io mi sarei spostato al basso e Dani avrebbe continuato sul suo strumento.
Pochi mesi dopo è arrivato Giorgio, un ragazzo molto più giovane di noi che ha dato nuova linfa e carattere al progetto, un ragazzo che apprezza lo stesso nostro genere musicale. E da allora abbiamo lavorato tantissimo sino alla realizzazione del nostro nuovo Ep uscito questo mese, Il Lustro Del Palazzo.

iye Il vostro secondo disco è un lavoro molto incisivo e potente, qual è stata la sua genesi ?

Come prima ho anticipato, “Convùndidi” è stato il disco di formazione, della ricerca delle sonorità e dell’ identità del gruppo. Da li c’è stata un ulteriore “evoluzione” che ha ampliato il nostro modo di intendere e di vivere la musica: ci siamo creati una casa, i Saffeyroad Studios, dove registrare e produrre quello che più ci piace; con dei carissimi amici con cui condividiamo questa passione profonda (gli Iceberg), abbiamo creato invece Falena Dischi, un’etichetta discografica tutta nostra. Insomma tutto ciò che facciamo o produciamo segue la regola del DO IT YOURSELF.
Vivere in provincia è svantaggioso e ulteriormente complicato dal punto di vista “artistico”. O ti logora o ti dà quegli stimoli extra da cui partono spunti interessanti. E’ difficile dire quale è stata la genesi di quest’album ma penso che Il Lustro Del Palazzo sia un disco incisivo e potente perché respira a pieni polmoni il periodo storico in cui viviamo e che ci rende protagonisti . Inutile dire che è un periodo buio per il popolo italiano, per le nostre città, per i nostri amici, per noi.
A volte certe cose nascono inconsciamente ed escono fuori così, senza che tu debba chiedere niente a te stesso.

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iye Il cantato in italiano rende moltissimo, lo utilizzerete anche in futuro ?

La scelta della lingua italiana è in parte una scelta ma anche una necessità. Altre lingue non ci darebbero l’opportunità di esprimerci nella maniera corretta o almeno nel modo più completo possibile. Penso che in futuro continueremo a utilizzare l’italiano.

iye Quali sono le vostre aspettative sul medio e lungo periodo ?

Per ora penso che porteremo Il Lustro Del Palazzo in giro per l’Italia con un tour, almeno fino al prossimo Settembre. La voglia di suonare e di esprimerci sul palco è enorme. Dopo chissà cosa ci aspetterà!

iye Quali sono le bands che vi hanno influenzato ?

Personalmente le sonorità della Seattle alla fine degli anni 80 hanno avuto un grosso impatto su di me e penso anche sui miei compagni. Kyuss e Queens of the Stone Age hanno fatto dischi che non potevano mancare sul furgone di Daniele, come del resto non possiamo non citare band importanti come Beatles, Led Zeppelin e Black Sabbath.

Grazie mille !!!

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