Northumbria – Bring Down The Sky

Northumbria - Bring Down The Sky 1 - fanzine

Northumbria – Bring Down The Sky

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Per commentare un album come quello dei Northumbria per una volta è bene partire da un aspetto troppo spesso sottovalutato come la copertina.

La musica del duo di Toronto, attivo con questo monicker dal 2011, si sposa infatti alla perfezione con l’immagine che ci rimanda a distese desolate sovrastate da un cielo che plumbeo che, a seconda dello stato d’animo con il quale lo si osserva, pare promettere una pioggia torrenziale oppure far presagire un’improvvisa schiarita.
Un situazione quindi foriera di qualsiasi evoluzione, proprio come il sound dei Northumbria, minaccioso a tratti ma capace anche di stemperarsi melodicamente su coordinate quasi frippiane (The Ocean Calls us Home)
L’ambient drone dei canadesi ha, infatti, il grande pregio di non rappresentare una serie di suoni messi assieme tanto per saturare il minutaggio previsto, ma rappresenta invece un flusso costante che delinea paesaggi di mondi misteriosi, nei quali l’apparente serenità emanata dal sound può lasciare spazio poco dopo ad un soffuso senso di inquietudine.
Jim Field e Dorian Williamson con Bring Down The Sky trasportano questo genere musicale su un livello ben più elevato di quanto avviene solitamente (con il contributo in fase di registrazione del “guru” James Plotkin) e i quasi tre quarti d’ora lungo i quali il lavoro si sviluppa scorrono in maniera fluida senza annoiare.
Musica per l’anima e per la mente.

Tracklist:
1.Transcendence
2.The Ocean Calls us Home
3.Ostara
4.The Silver Forest
5.Bring Down the Sky

Line-up:
Jim Field – Guitar
Dorian Williamson – Bass guitar

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Stefano Cavanna
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Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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