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Recensione : Motherpearl – The Motherload

La musica dei Motherpearl vi esploderà tra le mani e nei padiglioni auricolari, pura dinamite hard rock lavorata con materia funky!

Motherpearl  -  The Motherload - Recensioni Rock

Prendete l’hard rock ottantiano suonato da band quali Extreme, violentatelo con bordate funk metal in arrivo direttamente dagli anni novanta, chiamando a rapporto band come i Living Colour (meno impegnati e più solari) e … boom, creerete una bomba sonora, pura dinamite che vi scoppierà tra le mani e nei padiglioni auricolari, una musica che vi entrerà nelle viscere liberandovi da ogni pudore trasportandovi in un mondo di puro divertimento.

Dalla fredda Svezia arrivano i bollenti Motherpearl, band dedita a questa esplosiva commistione di generi, che trasporta, esalta, diverte, con un lotto di brani che scuote corpi ed allarga orizzonti, suonato divinamente e cantato ancora meglio: The Motherload vi rivolterà come calzini e non vi resterà che innamorarvene.
Tecnicamente straordinaria, la band spettacolarizza l’hard rock con ritmiche funky ad opera di una sezione ritmica esplosiva (Daniel Sjostrend al basso e Gustaf Hedstrom alle pelli), con un enorme lavoro della chitarra (Birger Wikstrom) e di un vocalist eccezionale (Martin Brishäll), funambolo delle corde vocali, dai caldi passaggi funky/blues abbinati ad una grinta da rocker: una decina di brani dove scatenarsi alla follia, riprendendo fiato solo a metà album con la ballad Sooner Or Later, che placa gli animi, prima di tornare a saltare come grilli, rapiti dalle folli ritmiche della band.
Canzoni spettacolari come Posterboy, Ropes And Dreams, la pazzesca Supervisionary Man, regalano grande musica, lontana dai soliti cliché: ottimamente prodotto, l’album rompe le dighe costruite su generi preconfezionati investendoci con una musicalità che non possiamo non fare nostra, spirito di quel rock che, in fondo, per prima cosa deve divertire, emozionare, lasciando che le note vibrino dentro di noi e ci trascinino in una danza irrefrenabile, accompagnati e presi per il collo da un basso stellare, figlio di quella musica nera che è parte integrante del DNA dei quattro musicisti.
Album straordinariamente sanguigno e colmo di feeling, da consumare senza indugi.

Tracklist:
01. Showstarter
02. Posterboy
03. Silver Spoon
04. Ropes and Dreams
05. Sooner or Later
06. Supervisionary Man
07. Waste My Time
08. Voodoo Queen
09. Simon Says
10. New Home

Line-up:
Martin Brishäll – Vocals
Birger Wikström – Guitars
Daniel Sjöstrand – Bass
Gustaf Hedström – Drums

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