matteo guarnaccia (a cura di) – beat e mondo beat. chi sono i beats, i provos, i capelloni.

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Chi è interessato allo studio delle culture alternative del recentepassato in Italia e nel resto del mondo non può prescindere dallaconoscenza del lavoro di Matteo Guarnaccia. I suoi libri e i suoiarticoli sono quanto di meglio si può trovare sugli argomentisopracitati.

Dagli anni cinquanta del recente secolo in poi la cultura dominante nei paesi dell’Occidente è stata scossa da una serie di fenomeni controculturali che in forme diverse hanno minato alle fondamenta i modi di pensare e di agire di intere generazioni. Movimenti di contestazione culturale, sociale e politica, quasi sempre avversate dai poteri di turno si sono succedute negli anni con diversi caratteri e diverse azioni, rappresentando diverse fasi di un movimento che ha mantenuto un filo rosso di collegamento con i movimenti precedenti. Quasi sempre i movimenti nascono in luoghi simbolo, San Francisco per il movimento beat, la Parigi del 68 per i movimenti di contestazione più recenti e poi si estendono in quelle che a volte vengono definite le periferie dell’impero mantenendo alcuni tratti dei movimenti originari e assumendo caratteri locali che di volta in volta e di luogo in luogo li rendono in un certo senso unici.Movimenti certo sempre sconfitti e travolti dalle colture dominanti, ma capaci di lasciare semi che spesso in maniera improvvisa germogliano in altri luoghi, in altri momenti e in altre forme. Questi germi produrranno poi altri fenomeni controculturali o verranno assorbiti nelle culture dominanti perdendo o annacquando la loro carica dirompente e antagonista.Questo lavoro a cura di Matteo Guarnaccia riguarda il movimento beat, dalle sue origini statunitensi fino allo sviluppo in ambito italiano avvenuto con circa dieci anni di ritardo.Il libro è una raccolta di diversi contributi. Da un inedito di Jack Kerouac, alla trascrizione di un programma radiofonico a cura di Claudio Gorlier sul fenomeno beat statunitense. Il libro si conclude con una disamina del movimento beat italiano attraverso l’analisi di alcuni fenomeni come il campeggio denominato poi Barbonia City, o la rivista Mondo Beat a cura dell’autore. In questa ultima parte si mette in evidenza soprattutto la reazione della cultura dominante italiana all’avvento del movimento di contestazione. Si tratta cioè di una storia vista attraverso la lente degli altri, quella lente che ora appare così deformata ma che in quegli anni rappresentava l’atteggiamento delle stragrande maggioranza della cultura e della politica dell’Italia, con la sottolineatura di alcune meritate eccezioni.In sostanza un libro di grande interesse soprattutto dal punto di vista divulgativo, soprattutto rivolto a chi intende iniziare un approfondimento sui movimenti di contestazione. Magari avendo cura di prestare attenzione al trattamento del mostro. Per non incorrere negli stessi errori e per avere lo sguardo aperto sul futuro ad immaginare magari nuovi scenari di devianza dal sistema.
Stampa Alternativa.

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