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Fran & The Groovies firmano per l’etichetta indipendente Fil 1933 incidendo il loro esordio con 5 brani dal taglio pop folk, benché si intravedano punte di rock! Il lavoro è una gemma impreziosita dalle liriche, dalla americana voce di Fran e dal sagace apporto dei Groovies, insieme miscelano gli ingredienti atti a smashare qualunque incantesimo.

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Quando la psychedelia è evocativa e fluida è difficile ascoltare di meglio

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Il Santo che recensisce un cantautore? Dove andremo a finire

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La varietà e la qualità della raccolta sono incredibili, e a noi italiani piacerà molto, perché ha un gusto vicino agli anni sessanta e settanta italiani, con pezzi quasi lounge nell’accezione di lounge italiano, e soprattutto è un documento molto importante di una musica sudamericana altra, molto diversa e varia.

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Landero è uno dei punti più alti della cumbia mondiale, e questa raccolta mette insieme alcune delle sue produzioni, ed è imprescindibile non solo per il conoscitore ma anche per chi vuole entrare dalla porta giusta in un mondo misterioso ed affascinante.

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Nulla è perduto lungo le mille strade che incrociano Portland, specie per tale quartetto che si specializza in un lucente indie rock connaturato con il country. La loro personale visione si diffonde a partire da questo energetico primo album all’insegna della potenza melodica.

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Un indiano metropolitano a metà tra guru del deserto fuori Los Angeles e folk singer baciato dalle mille e una notte. De Augustine porta una ventata di puro piacere elargendo caramelle zuccherose e rinfrescanti, nel cui sacchetto magico non è difficile trovarne altre altamente stranianti per oscura bellezza. Un’opera cruciale.

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Qui si respira il vero folk, nel senso di musica popolare, concetto che subisce molti attacchi al giorno d’oggi, perché non si conforma ai dettami imperanti di nulla cosmico che deve essere veicolato attraverso la musica.

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I brani di “+” sono dei quadri cantati, un lavoro artistico privo di esitazioni. Sound equilibrato e ogni accordo al posto giusto, la voce di Piek conduce dolcemente per mano l’ascoltatore esattamente dove vuole lui, facendolo addentrare nel suo mondo fatto di immagini e note. Piek non lesina sui colori né sui suoni, proponendo già dalla copertina, da lui stesso realizzata, uno schema fatto di tinte vivaci e sfumature che è la chiave di lettura essenziale dell’album. “+” è un energico disco pop rock attraversato da un vasto range di influenze musicali. Ritmi veloci e lenti. Tante canzoni d’amore. Con molte chitarre, molta batteria e intermezzi elettronici come nuovo elemento della musica di Peter Piek.

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Un disco che stupisce per profondità ed oscura bellezza musicale, ed un cantautore da scoprire.

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Concept album per Garrett Pierce, folk singer della bay area, teso al racconto di una giornata intera, dall’alba al tramonto, ma è evidente che si va ben oltre ciò. Tinte multicolori animano un ottimo disco cantautorale che tiene alto il profilo della canzone. Conquisterà molte anime.

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Dalla terra di Albione, un duo femminile autenticamente originale che riscrive la storia del country folk secondo un personalissimo sentire che sbaraglierà ogni remora sull’eroica missione di cui sono ambasciatrici: W le Worry Dolls.

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