I hate it here! – Brevi riflessioni su Transmetropolitan


Spider Jerusalem, oltre ad avere un nome incredibile, è probabilmente uno dei personaggi della fantascienza disegnata più irriverente, tossico, cinico e politically uncorrect che siano mai stati creati. Un colonnista senza scrupoli, e senza filtri, pronto a denunciare, col suo stile un tantino sopra le righe, tutte le contraddizioni e le depravazioni del mondo in cui vive, alla ricerca della verità fine a se stessa. Il mondo di Transmetropolitan è infatti un mondo del futuro, cyberpunk e transumano, pieno di creature al limite con l’alieno, il robotico, il transustanziale, il divino. E nonostante tutto ciò, non è poi così diverso dal nostro.

Creata da Warren Ellis e disegnato da Darick Robertson, la serie a fumetti fu pubblicata per un certo periodo da Helix e poi da Vertigo (entrambe costole di DC Comics) tra il 1997 e il 2002 in 60 volumetti americani. L’espediente narrativo del giornalista che rappresenta l’occhio obiettivo sugli eventi dell’attualità è piuttosto vecchio, e tuttavia Ellis fa un ottimo lavoro nel renderlo molto originale.

Le storie narrano dei variopinti reportage di Spider e delle sue due filthy assistants (Channon Yarrow e Yelena Rossini, rispettivamente una spogliarellista iscritta alla scuola di giornalismo e la nipote del direttore del giornale) in questi Stati Uniti distopici. I temi affrontati vanno dalla ribellione di transumani (uomini che hanno preferito modificare il loro corpo con mutazioni di tipo alieno o talvolta spirituale) a vere e proprie lotte al potere distopico imperante negli States contro il presidente Smiler, corrotto, sudicio nell’animo, e, ovviamente, sempre sorridente.

Un’altra tematica interessante è quella religiosa. In un mondo decadente dal punto di vista dei valori morali, quanto sbrilluccicante dal punto di vista estetico – immaginate enormi monitor pubblicitari che vendono prodotti completamente inutili, infarciti di messaggi subliminali da fare invidia al più esperto psicologo della comunicazione e, no, non sto parlando del 2018 – in questo mondo, dicevo, la religione, o meglio le varie micro-sette religiose hanno preso il sopravvento e la loro pratica viene vissuta dai fanatici come un vero e proprio gioco, come fosse uno sport. In questo modo l’appartenenza a una religione sembra più quella dei tifosi per la squadra del cuore. Si sono così venute a creare delle vere e proprie fiere riguardanti il sacro, somiglianti più alle odierne fiere del fumetto, in cui i dogmi non sono altro che prodotto da bancarella (vi segnalo a questo proposito le magiche scarpe Air Jesus, con le quali potrete finalmente camminare sull’acqua come il vostro eroe preferito).

“Ieri ho comprato una gomma da masticare chiamata ALTER. Abbastanza innocua. Ha l’obiettivo di ridurre un po’ il vizio del fumo, sapete — tutti quei dannati additivi nelle sigarette della città mi hanno procurato mal di gola, quindi ho pensato che avrei dovuto darci un taglio per un po’, finché non mi sistemo. Sulle montagne nelle sigarette non c’era altro che tabacco, merda di animali e vetro smerigliato. Certo, voi tutti conoscete questa marca di gomme, e state già ridendo. Sapete cosa succede dopo. Nessuno di voi fottuti mi ha però detto che quelle gomme portano a un lieve disordine della personalità multipla… ecco per cosa stava “alter”

Da una delle celebri colonne di Spider Jerusalem

 

In conclusione: se siete amanti del cyberpunk metropolitano, se vi piacciono le storie di mutazioni e tecnologia spinta, ma che facciano riflettere al di là degli sbudellamenti, se avete una certa affezione a dinamiche da tossici senza scrupoli e soprattutto se siete un po’ critici nei confronti dei “sistemi” in generale, è il fumetto che fa per voi… ma neanche a dirlo, le traduzioni italiane, quelle pochissime, fanno tutte un po’ cilecca. E questo è ciò che ne pensa Spider…

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1 Comment

  1. Bob Accio
    26 aprile 2018
    Rispondi

    Deve essere il personaggio che cercavo! Nice review (Y)

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