Gli Eterni di Jack Kirby


Jack Kirby è stato senza dubbio uno degli illustratori più influenti del fumetto internazionale, nonché uno dei più grandi innovatori della nona arte. Gli Eterni (The Eternals), la serie di cui vi parlo oggi, sebbene non strettamente supereroistica, ne contiene alcuni stilemi caratteristici, e riesce a superarli mischiando a questi altri generi come la fantascienza galattica e la fantarcheologia tipica dell’immaginario delle teorie degli Antichi Astronauti.

Jack Kirby, classe 1917, ha militato sin da giovanissimo nelle file della casa editrice Marvel, acquisendo (o contribuendo a creare) uno stile che non gli permetterà mai di sentirsi a suo agio presso altre case editrici.
Nel 1941 crea, insieme a Joe Simon, la prima versione di Captain America, il supersoldato contro le (allora contemporanee) forze naziste, ripescato poi negli anni ‘60 (e nei ghiacci) da Stan Lee.

Kirby lascia la Marvel due volte e per due volte vi fa ritorno. Nel suo primo rientro contribuisce a definire personaggi ormai divenuti immortali nell’immaginario contemporaneo pop, I Fantastici Quattro, Hulk, Thor, ecc… Quando se ne va per la seconda volta, nel 1970, per degli screzi con Stan Lee, approda alla DC dove crea l’epopea del Quarto Mondo. Ma, come dicevamo, la collaborazione con la casa editrice di Batman non è destinata ad avere vita lunga, e ancora una volta riporterà le sue chine in casa Marvel.

Una volta a “casa” dà vita a questo progetto ambizioso. Gli Eterni è una serie stampata, nella sua prima versione, in diciannove volumetti americani e un numero speciale, tra il 1976 e il 1978. Racconta le vicende di Ike Harris (pseudonimo di Ikaris), l’archeologo Daniel Damian e sua figlia Margo, che sulle Ande si mettono alla ricerca di una Tomba degli Dei dello Spazio. Una volta aperta la “Camera degli Dei”, i tre sono in grado di richiamare gli Dei sulla Terra.

E gli dei sulla Terra ci arrivano per davvero!

Si scopre così che l’uomo non è nient’altro che un esperimento dei Celestiali, i quali hanno creato anche altre due forme di semidivinità, una benevola, gli Eterni, l’altra malvagia, i Devianti. L’umanità si troverà così ad assistere alla guerra proprio tra queste due diverse forme di intelligenza superiore, mentre gli Dei sono lì, giganteschi e immobili, a presenziare. E sarà una guerra ricca di suspense, tra civiltà dai poteri fantasmagorici, a cavallo di mondi alternativi o immersi in un ambiente profondamente tecnologico.

La serie ha il vantaggio di essere relativamente breve. Nonostante ciò, negli ultimissimi numeri la tensione cala soprattutto a causa di un crossover forzato con Hulk. Qui infatti sembra che “The King” sia stato in qualche modo costretto a inserire la saga degli Eterni all’interno della continuity marveliana, un po’ forse dagli editor, un po’ dai fan accaniti che con le loro pressioni potrebbero aver condizionato l’evoluzione della storia pur di poter vedere qualche personaggio cardine della casa editrice.

I protagonisti, le semidivinità, sia quelle buone che quelle cattive, possono essere, se vogliamo, un modo diverso di concepire il supereroe, eletto in qualche maniera teofanicamente, e non per qualche accidente come accade per quelli partoriti dalla mente di Stan Lee, o legati a qualche tipo di tecnologia, come qualcuno della DC.

In questo senso, Gli Eterni sono un’incredibile avventura galattica raccontata in pieno stile marveliano, e illustrata dal tratto inconfondibile di un grande del fumetto americano, che ha lottato per la piena realizzazione delle proprie idee (se poi ci sia riuscito, ai posteri l’arduo giudizio), ma anche e soprattutto un grandissimo fumetto di fantascienza, una fantascienza più originaria rispetto a quella del genere supereroistico, per i temi trattati e per le l’efficace capacità di suggestione.

Successivamente la Marvel ha realizzato altre tre serie dedicate agli Eterni, una negli anni ’80 e due nel nuovo millennio. Pare che a breve ne avremo anche un film. Speriamo che sia all’altezza del gioiellino che ci ha regalato Kirby negli anni ’70.

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