Disappears-Pre Language

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Disappears-Pre Language

Pre Language è senza dubbio il miglior album della discografia dei Disappears, un felice concentrato indie plasmato con materia post-punk, noise rock e vibrazioni psichedeliche

Iniziamo subito col dire, giusto per sfatare dubbi della prima ora e mistificazioni future, che questo Pre Language è indie rock ai suoi massimi livelli e una delle cose migliori che si siano sentite nel panorama della musica indipendente da un po’ di tempo a questa parte. I Disappears ci avevano già anticipato quello che sarebbe stato questo loro quarto album con il rilascio della sua opening track Replicate, ma in pochi ci avevano scommesso veramente, naturalmente scettici di fronte ad una produzione anteriore non esattamente di eccellenza o artificialmente snob di fronte all’entrata di Steve Shelley come batterista in pianta stabile.

E invece eccolo lì, Pre Language, un disco che aggredisce con un mix irresistibile di Sonic Youth (periodo Dirty-Murray Street), rabbioso post-punk (Fall in modo particolare) e un certo rock psichedelico di ascendenze hard rock/noise (Unwound).
Un album che non inventa nulla, certo, ma che riesce ad aggiornare e a far sbocciare di nuova energia generi altrimenti fossilizzati come il post-punk, che viene riletto con una insolita vena psichedelica (Joa) o l’indie rock, al quale viene dato uno sprint che sembrava ormai perso nella notte dei tempi attraverso copiose inserzioni di hard-noise (Hibernation Sickness) e post-punk muscolare (Replicate e, in maniera meno plateale, Pre Language). Il tutto è ben amalgamato e tenuto insieme da una voce che ricorda a tratti Mark E. Smith, a tratti Thurston Moore e a tratti pure sua maestà l’Iguana, un ambientazione dark affascinante, un’ottima sezione ritmica (veramente lodevole in Love Drug) e una chitarra che raggiunge voragini noise riuscendo sempre a rimanerne ai bordi senza mai precipitare (si ascoltino le “youthiane ma non troppo” Fear of Darkness e Love Drug).

Una bella sorpresa questo Pre Language, un disco che scorre che è una meraviglia dalla prima all’ultima traccia (l’indie rock solare di Brother Joliene con finale rumorista shoegaze è una chiusura perfetta) rockeggiando e divertendo e riuscendo a pacificare il sottoscritto con la materia indie. Grazie di cuore!

TRACKLIST:
1. Replicate
2. Pre Language
3. Hibernation Sickness
4. Minor Patterns
5. All Gone White
6. Joa
7. Fear of Darkness
8. Love Drug
9. Brother Joliene

LINE-UP:
Brian Case (chitarra, voce)
Jonathan van Herik (guitar)
Damon Carruesco (bass)
Steve Shelley (drums)

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