Claudio Vergnani – Lovecraft’s Innsmouth

Claudio Vergnani - Lovecraft’s Innsmouth 1 - fanzine

Claudio Vergnani – Lovecraft’s Innsmouth

Devo dire la verità: Dunwich Edizioni non la conoscevo. Girando per il web mi colpisce questo nome altisonante che rievoca l’orrore cosmogoniaco del Solitario di Providence: nientepopodimeno che H.P. Lovecraft.

Dunwich Edizioni è una giovane casa editrice nata nel 2013 che pubblica narrativa di genere: horror, fantasy, mistery, steampunk, con un occhio di riguardo appunto al nostro caro vecchio scrittore con la fissa per i tentacoli, e lo fa prevalentemente in e-book (facciamocene una ragione noi anziani adoratori usma-carta, gli alberi scarseggiano e il futuro comodo e multitasking ci alita in faccia) e si presenta con queste copertine fumettose e un sito carino.
Devo dire la verità: stimando da sempre il puritano scrittore del New England e avendo incubato sottopelle i suoi orrori ancestrali dalla prima lettura, cerco nel catalogo della casa editrice un libro affine al tema, che ovviamente non fatico a trovare. Cthulhu Apocalypse è una collana di racconti ambientati nei giorni nostri in un mondo che vede il risveglio dei Grandi Antichi, in ogni volume un autore diverso ci regala uno spaccato di questa ambientazione. Il primo volume è Lovecraft’s Innsmouth di Claudio Vergnani.
Devo dire la verità: in questo breve romanzo il Vergnani è scaltro con l’arte della scrittura, caratterizzando personaggi, mescolando sapientemente atmosfere lugubri con ironia feroce. Sarcasmo che sfiora il dileggio oltranzista e triviale ma che ci scommetto: strapperà ad ogni lettore più di un sorriso – io mi sono trovato addirittura a ridere di gusto.
Questo autore, di cui troviamo la biografia a fine libro, appuriamo trattasi di un classe ’61, boxeur e scacchista, cacciato dai vigili del fuoco, ed ex militare in Libano, ci fa sospettare che giochi di fantasia anche con la narrazione della propria vita, ma sicuramente completa in maniera perfetta questa opera dalle caratteristiche ibride e a tratti originale.
La storia narra di due amiconi per la pelle, avventurieri e burloni sempre in vena di punzecchiare/punzecchiarsi con battute caustiche, ex militari e contractors, che accettano l’incarico di effettuare un viaggio negli Usa come guardie del corpo per un professore, accompagnandolo in una sorta di luna park che ripropone in tutto e per tutto il villaggio, la storia, i personaggi (con nugoli di mostri pesciformi e branchiati compresi), e i fantastici avvenimenti del racconto del 1936 di Lovecraft “The shadow over Innsmouth”. Qui scopriremo altri “innominabili” segreti tra arcane presenze, apparizioni fantasmatiche, gorgoglii e minacciose urla al ritmo di “Ia Ia! Cthulhu Fhtagn!” e tutto il repertorio del vernacolo da Grandi Anziani del culto lovecraftiano.
Devo dire la verità, rischiando di apparire ripetitivo e forse troppo sincero: il libro mi ha reso perplesso in vari punti, forse per l’eccessiva enfasi dialettica di alcune battute e per non sempre azzeccate forme di punteggiatura, ma mi batto il petto, mi prostro a Shub Niggurath, Nyarlathotep, il Demone Sultano Azathoth e il sempre vispo Cthulhu ad aspettare in qualche profondità fisica/spaziale/marina e mentale/inconscia e ammetto: aspetto con impazienza di leggere il romanzo completo di questa storia, che la Dunwich Edizioni mi assicura in uscita entro la fine dell’anno.
Lo aspetto perché Vergnani possiede la caratteristica insolita e certamente apprezzabile di riuscire a scrivere mescolando in maniera eccellente humor sferzante, atmosfere horror, e una buona action ricca di particolari e sfumature colte e precisazioni interessantissime. Tutte quelle cose, insomma, che ti fanno amare la scrittura.
Aspettando di leggere le peripezie complete dei due protagonisti ora non mi resta che tornare al mio capanno, munirmi delle attrezzature idonee, spolverare il vecchio tomo, e procedere al rituale sacrificio di questa notte, al culmine delle tenebre.

Alessandro Pedretta
illegaleesperienza@gmail.com

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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