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Recensione : Bedless Bones – Mire of Mercury

Bedless Bones - Mire of Mercury: un disco molto intrigante di ottimo dark synth pop e atmosfere di bassi scalcianti e talvolta rarefatti.

Bedless Bones - Mire of Mercury - Recensioni Elettronica

Nuovo disco per Kadri Sammel aka Bedless Bones, musicista, produttrice, artista, performer e molto altro. Dopo la ristampa del suo primo disco per Metropolis Records arriva questa nuova tappa del suo percorso musicale intitolata “Mire of mercury”.

Kadri è un’artista completa e votata a svelare il lato più oscuro dell’essere umano, e lo fa con uno stile originale e inconfondibile, attraverso un dark synth pop di grande effetto, prodotto molto bene e che riporta un po’ indietro grazie al suono dei syth quasi retrowave, con melodie sempre incentrate su di una poetica pop molto emozionante.

Questo terzo disco sancisce un momento fondamentale per l’artista estone, che con la sua voce molto particolare sta costruendo una opus solida che culla l’ascoltatore, immergendolo in un liquido dolce mentre gli cambia la prospettiva della realtà per farlo suo.

I suoi studi di canto e musica l’hanno portata a costruire una prospettiva molto diversa rispetto a tanti progetti affini. Sviscerando “Mire of Mercury” si possono incontrare molteplici riferimenti, tutti riconoscibili come l’ebm, il synth pop e qualcosa di folk ad esempio e tutto ciò viene rielaborato attraverso la sensibilità di Bedless Bones in una maniera unica e di grande effetto, come dimostra questo disco che è un tesoro di ricerca della luce attraverso il suo contrario, andando a scavare là dove fa più male.

I suoni sono molto eleganti e prodotti perfettamente e portano maggiore enfasi ad una scrittura molto potente, come la musica. Bedless Bones è solo una parte dell’universo Kadri Sammel, dato che lei milita anche nei gruppi Forgotten Sunrise e Deathsomnia, è dj con il nom de plume Dj Dirt Vessel, e ovviamente Bedless Bones.

Un disco molto intrigante di ottimo dark synth pop e atmosfere di bassi scalcianti e talvolta rarefatti.

Recensione Sublime Malaise

Bedless Bones – Mire of Mercury

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