Vera Bonaccini – Little Town Blues

Vera Bonaccini - Little Town Blues 1 - fanzine

Vera Bonaccini – Little Town Blues

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Esce per la Matisklo Edizioni nella collana Comete il nuovo libro di Vera Bonaccini, un e-book di 39 poesie, con la bella immagine di copertina di Sergio Olivotti e la prefazione a cura di Roberto Keller Veirana.

Le poesie di Vera svelano le idiosincratiche movenze moderne, frullate con gergo sapiente, malinconico, pregno di nichilismo satirico, di ribellismo canzonatorio e di seria presa di coscienza dello status aberrante e insieme melodioso delle cose.
Queste poesie ci fanno scoprire, tra l’altro, gli archetipi nefasti di una cultura dell’usa&getta, l’ipertrofica civiltà del consumo assoggettante e sprazzi vomitanti quest’epoca spersonalizzante. Ma insieme ci aprono porte di speranze individuali, dove l’amore e l’acuta limpidezza è dietro l’angolo, in uno sguardo, nella stessa consapevolezza nell’osservarsi attorno, insomma nella partecipazione. Partecipazione che non può mancare immergendosi nell’intensa e famigliare narrazione in versi di questo libro, tra le righe dei suoi componimenti aggressivi e crudi (volevo dirti/che il suono di una mano/quando applaude/ricorda quello/di un ruscello gambizzato – dalla poesia Ciao, volevo dirti che l’ha già fatto Queneau) ma dolci (campi di fragole/quantiche/in cui/girare/scalzi/e sorrisi dirigibili/colmi/di idrogeno/felice – in Satori, oppure da Io non lo so atipici versi dolcemente post-catastrofici: so solo che sei bello/e che ti amo/e che nel caso/di un’esplosione atomica/non mi dispiacerebbe/sopravvivere insieme/mano nella mano/a depredar cadaveri/nel clima atipico/dell’inverno nucleare/io e te), ma anche versi completamente distruttivi (Benedica/tutto quello che rende l’uomo/immagine e somiglianza/della feccia/Benedica Cristo massacrato/e Guevara marchio registrato – da Paradice).
Insomma: una personale e ritmica e quasi mai banale poetica, dove le parole si rincorrono, rivendicando un senso nuovo in ben pensate combinazioni tra sincero sperimentalismo e vulgata controculturale danzereccia. 39 poesie da far srotolare sulla lingua: accogliendole senza difese le si gusteranno a pieno.
Qui si gioca con le parole ma il gioco, in questo caso, è una cosa seria.

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Alessandro Pedretta
illegaleesperienza@gmail.com

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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