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Ojm – Live At Rocket Club

Ojm – Live At Rocket Club: Meglio tardi che mai, è proprio il caso di dirlo. Dopo ben undici anni di silenzio discografico (il lor...

Ojm – Live At Rocket Club - Recensioni Rock

Meglio tardi che mai, è proprio il caso di dirlo. Dopo ben undici anni di silenzio discografico (il loro ultimo studio album ufficiale, “Volcano“, infatti, risale al 2010) tornano a battere un colpo i trevigiani OJM, e lo fanno pubblicando, tramite un benemerito tandem Go Down RecordsVincebus Eruptum Recordings (in sole 300 copie viniliche) un disco dal vivo, “Live At Rocket Club“, registrato nel giugno 2011 in Germania, tratto dai nastri recuperati delle date bavaresi effettuate a supporto dell’ultimo Lp, prima che la band si prendesse una lunga pausa.

Nati nel 1997, gli OJM sono considerati tra i precursori nel diffondere sonorità stoner rock in Italia, per poi virare, col passare degli anni e dei cambi di line up (unici membri fondatori rimasti sono il batterista Max Ear e il vocalist/frontman David Martin) verso lidi decisamente garage e heavy/psych che affondano le radici tanto in certo rock di fine Sixties/inizio Seventies (Black Sabbath e le scorribande dei compianti Jon Lord/Deep Purple e Ray Manzarek/Doors) quanto nel Detroit Sound e nella carica stradaiola Nineties di matrice svedese (soprattutto Hellacopters). Questo live album non fa eccezione e rende giustizia alla bravura di un combo che sa decisamente il fatto suo: al proto-punk scatenato à la MC5/Stooges corretto Scandinavian rock (il deragliante poker iniziale “Welcome“, “Venus“, “I’ll Be Long” e “Wolf“, ma anche in “Sixties” e “Give me your money“) si alternano cavalcate lisergiche degne dei Kyuss di “Welcome To Sky Valley” (“Oceans Hearts“) e lisergici boogie infuocati (“Desert“). Non è un caso, del resto, che in passato si sia scomodata gente del calibro di Michael Davis e Dave Catching per produrre i loro lavori.

Menzione per l’accattivante e “vizioso” artwork, a opera di Ochs works.

Ennesima dimostrazione che in Italia la scena rock ‘n’ roll indipendente è ancora viva e valida, e band come gli OJM meriterebbero maggiore attenzione e riconoscimento da parte dei loro stessi connazionali, molto spesso esterofili e snob nei confronti di band nostrane che, ahinoi, riscuotono più consensi fuori dalle mura del “Bel Paese”.

TRACKLIST

1. Welcome
2. Venus
3. I’ll Be Long​
4. Wolf​
5. Oceans Hearts​
6. Sixties​
7. Give Me Your Money​
8. Desert​
9. 2012​
10. Hush (Billy Joe Royal cover)

LINE UP

David Martin | vocals
Max Ear | drums
Andrew Pozzy | guitar
Stefano Paski | vocals, piano bass

CREDITS

Recorded by Martin Pollner in June 2011 at
Rocket Club, Landshut, Germany.
Mastered by Daniel Grego at Mal De Testa
Recording Studio.
Artwork by https://www.ochsworks.com/

https://www.godownrecords.com/ojm​
https://ojmmusic.bandcamp.com/​
https://www.facebook.com/OJMband/​
https://www.instagram.com/ojmband/​
https://www.ojm.it/

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