La prima volta si scorda sempre

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La prima volta si scorda sempre

“La prima volta si scorda sempre”, i migliori quattro racconti del Nero premio a cura di Mariella D’Alessio edizione La tela nera

Francesca Angelinelli. Diego Di Dio. Bruno Elpis. Davide Manenti

Edizione La tela nera.

Premesso che l’horror non è mai stata la mia passione personale e che a mio modestissimo parere è un genere molto difficile e dove è facilissimo scadere nel banale, a essere sincero la cosa che mi ha attratto maggiormente di questa raccolta è stata la copertina.
Detto questo devo riconoscere che il libro si legge bene e agilmente e inoltre che gli autori non si concentrano sugli aspetti più marginali per creare atmosfere fintamente tetre e oscure (col risultato di rendersi spesso noiosi e stucchevoli) ma preferiscono dare ai loro lavori una trama fresca e credibile.
Se dovessi fare una classifica sicuramente i primi due “La prima volta si scorda sempre” (Davide Manenti) e “Lasciatemi dormire” (Diego di Dio) sono i più belli e i meglio scritti.
Noir di qualità dove il filo conduttore è l’insonnia dei protagonisti, un taxista sprofondato nella solitudine metropolitana e un pensionato paranoico prigioniero del proprio disagio domestico.
Qui si legge velocemente e la storia scivola spedita sviluppandosi e coinvolgendo il lettore fino alla fine. Gli altri due altrettanto piacevoli “La nascita di desideri liquidi” (Bruno Elpis) e “Yukionna e La donna delle nevi” (Francesca Angelinelli) portano il lettore in mondi lontani, il primo in una Venezia in festa dove il protagonista/vampiro attende le vittime all’ombra dei calli più bui per succhiargli il sangue, mentre il secondo in un Giappone arcaico dove si mischiano sapientemente fierezza samurai e amore femminile.
Sicuramente una raccolta di spessore, dove si vede che dietro alla scelta degli scritti c’è stata una cernita importante dove si è lavorato a fondo su forma e contenuti e nonostante il genere sia abbastanza lontano dalle mie corde, i loro lavori sono tutti ottimi pezzi d’artigianato (nel senso più nobile del termine).

waww.LaTelaNera.com

La prima volta si scorda sempre

Giovanni Sciuto
giobattabis@hotmail.com

Nato all’ombra della lanterna il 9 luglio del 1977 è costretto ad emigrare in Padania ancora in fasce. Stabilitosi definitivamente sulle desolate sponde del Po matura già dalla tenera infanzia una certa insofferenza verso il grigiore, la nebbia e l’umidità dell’ambiente . Laureatosi in filosofia a Genova entra trionfalmente nel mondo del precariato svolgendo le più svariate professioni partendo dal telefonista, passando per il Mc Donald’s fino a spiccare il grande salto come cameriere nei matrimoni degli industrialotti padani. Sprofondato in questo humus per troppo tempo decide di mettere la testa a posto e di farsi una famiglia. Da dicembre del 2010 è il papà di Veronica che lo costringe a lunghe e indimenticabili veglie notturne generosamente condivise con la compagna Michela.Grande appassionato di cinema e di lettura ama visceralmente la commedia all’italiana e i suoi interpreti, su tutti Gassman, Tognazzi, Sordi e Manfredi. Successivamente s’imbatte in fortunate conoscenze quali Truffaut e Romher, Bunuel e Almodovar e per quanto riguarda il cinema anglosassone Kubrick, Scorsese, i fratelli Cohen, Woody Allen e Spike Lee. Legge voracemente autori più o meno moderni ed è sempre alla ricerca di nuovi titoli e nuovi scrittori. Tiene sempre al suo fianco vecchie glorie come Moravia, Buzzati oltre che Izzo, Murakami e John Fante solo per citarne alcuni.Spinto da un’insopprimibile e masochista inquietudine che lo costringe a seguire le alterne fortune del Genoa è un grande appassionato di corsa, recentemente decide d’intraprendere il cammino del vegetarianesimo.

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