intervista a classic education

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intervista esclusiva ai a classic education ospiti della rivera summer fest 2011 27 agosto 2011.

iyeAvete finito poco fa il vostro tour americano insieme ai British Sea Power, quali sono i ricordi migliori che vi portate dietro da quelle date?

Sono talmente tanti che è veramente difficile, ormai sono come un collage nelle nostre teste, i paesaggi del Montana, il Big Sur, i paesini del Texas rurale, il Music Hall Of Williamsburg, il finale sul palco insieme ai British Sea Power al Bowery, essere sul palco del Troubadour a LA, visitare Graceland e i Sun Studios, le date in Canada, l’attenzione del pubblico al Neumos a Seattle e al The Independent a San Francisco. In generale tutte le facce che abbiamo incontrato al banchetto, forse quello è uno dei ricordi migliori in assoluto.

iyePoco tempo fa a Lucca avete aperto per una delle band più stimate della scena internazionale, gli Arcade Fire. Vi era capitato già prima di condividere il palco con grandi nomi ma immagino che sia stato lo stesso emozionante per voi e capita spesso navigando nel web di sentire il vostro nome associato al loro. Sentite anche voi questasintonia musicalecon il gruppo canadese?

E’ stata una emozione incredibile, piazza e cornice stupenda e anche pubblico attento devo dire. Avevamo già suonato con loro ed è sempre un onore, sei sul palco con una delle band migliori del decennio. Non sentiamo una sintonia particolare se non il fatto di provare a scrivere belle canzoni, inizialmente venivamo accostati penso anche per l’uso degli archi ecc. Però oh, è sempre un onore essere accostati ad una grande band, noi cerchiamo di portare avanti una nostra poetica, penso più cupa, forse meno rassicurante.

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iyeSul vostro sito avete da poco annunciato il vostro primo lavoro di lunga durata, “Call It Blazing”, un disco sicuramente meditato visto i due EP che lo precedono. Avete aspettato molto prima di fare questo grande passo, ora che ci siete arrivati come vi sentite? Potete spiegarci com’è nato il disco?

Si abbiamo aspettato tantissimo, non ne potevamo più hehe, non so si vede che avevamo bisogno di tutto questo tempo anche per trovare il nostro cammino. Con l’ep Hey There Stranger abbiam sentito di aver raggiunto un nostro equilibrio, un nostro modo di esprimerci e così in poco tempo abbiamo scritto le altre canzoni dell’album. Il disco è stato registrato a Brooklyn ai Rear House, una casa studio gestita da Jarvis Taveniere dei Woods. Ci piaceva tantissimo il suo approccio, molto semplice e vari amici ce l’avevano consigliato e così ci siamo ritrovati nella cucina dello studio a registrare le parti live del disco insieme su bobina. In un paio di settimane avevamo 12 canzoni… per una siamo andati a Philadelphia in uno studio chiamato Miner St.

iyeAvete suonato spesso all’estero e non è difficile capire il perché ascoltandovi. Vi sarete fatti un’idea delle differenze tra quei due mondi diversi che sono la scena musicale inglese/americana e quella italiana. In quale delle due vi sentite più a vostro agioe quale delle due seguite più volentieri?

No direi che ci troviamo a nostro agio ovunque, per dire una delle date che ci ha colpito di più recentemente è stata a Lubiana, bel pubblico, moltoattento e caldo. Tra inglese e americana forse preferiamo la seconda soltanto perchè è più aperta, ha meno regole, molto più onesta e sempre affamata. In Italia secondo noi non è un brutto momento, ci sono tantissime band valide, forse manca un po’ quel supporto interno, un po’ di sano spirito collaborativo… ma non ci possiamo lamentare.

iyeAscoltando Hey There Stranger sono rimasto stupito nel scoprire che “Toi” è una cover dell’omonima canzone di Gilbert Becaud. Una sorta di gioco o, a differenza mia, vi piacciono veramente queste ballate francesi romanticissime?

Direi che ci piacciono molto, ho appena comprato un bellissimp LP di Becaud live in Germania, stupendo! Si ci piacciono molto le ballate in particolare anni ’60 francesi, c’era una cura negli arrangiamenti molto particolare. Toi ci sembrava perfetta per noi in quel momento, appena l’abbiamo fatta dal vivo non ci sentivamo goffi come qualche volta quando si fanno le cover, ce la sentivamo invece per quanto possibile “nostra”. Chissà ci piacerebbe farne altre in futuro. Al momento dal vivo facciamo già 2-3 cover, una di Sam the Sham & the Pharaohs, una di Elvis a volte e una dei Rolling Stones.

iyeIl Riviera Summer Fest fin’ora ha ospitato per lo più gruppi che si pongono sull’electro-pop (come Drink To Me, Low Frequency Club, DiD e The R’s), voi siete tra i gruppi in programma l’unico dalle sonorità più rilassate, sarà una serata “per intenditori” insomma. Cosa vi aspettate dal vostro live?

Ci aspettiamo prima di tutto un posto incantevole, da mesi ci parlano tutti della bellezza del loco. Dal vivo però non siamo troppo rilassati hehe, speriamo di trovare allora ottimi “intenditori”. Grazie mille per l’intervista.

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