Darkher – Realms

Darkher – Realms

Poco meno di due anni fa scrivevo, riguardo all’ep The Kingdom Field: Darkher è come un veleno che viene assimilato in piccole dosi ad ogni passaggio nel lettore finché, raggiunta la dose massima tollerabile dal nostro organismo, ci paralizzerà definitivamente rendendoci schiavi devoti per l’eternità di questa splendida artista.

Ed ecco arrivato il momento di assumere la dose presumibilmente fatale, visto che Realms, a differenza del suo predecessore, è un full-length che consente di godere di tre quarti d’ora di musica composta ed interpretata da quella meravigliosa creatura che risponde al nome di Jayn Hanna Wissenberg.
Accompagnata dal marito Martin (chitarra e basso) e dall’ex Anathema e My Dying Bride Shaun Taylor-Steels (percussioni), la cantante inglese torna ad insinuare nel nostro animo la propria voce, sussurrandoci le proprie visioni ultraterrene, deformate atrraverso una lente in cui è preponderante una sciamanica spiritualità.
Nonostante in questo lavoro vi siano almeno due brani (Wars e la già conosciuta Foregone) nei quali una parvenza ritmica pare scuotere la musica della Wissenberg, quasi come un vento repentino ed impetuoso fa con le estreme fronde degli alberi, a colpire mortalmente sono le canzoni più rarefatte, quelle dove la voce si fa respiro riuscendo dove fallirono le sirene con Ulisse e gli Argonauti, assoggettandoci al suo canto senza remissione alcuna.
Da ascoltare senza farsi distrarre dalle cose terrene, lasciandosi attraversare da un’onda sonora che, come una marea, al suo ritrarsi lascia, quale segno tangibile del suo passaggio, una calma incrinata da un immanente senso di inquietudine.

Tracklist:
1.Spirit Waker
2.Hollow Veil
3.Moths
4.Wars
5.The Dawn Brings A Saviour
6.Buried Pt. I
7.Buried Pt. II
8.Foregone
9.Lament

Line-up:
Jayn H. Wissenberg
Martin Wissenberg
Shaun Taylor-Steels

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Stefano Cavanna
[email protected]

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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