Clipping There Existed an Addiction to Blood

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Clipping There Existed an Addiction to BloodCi sono entità musicali che prendono le peculiarità di alcune forme musicali e le usano per esprimere qualcosa di totalmente nuovo.

Questo è decisamente il caso dei Clipping, un trio di quello che si potrebbe definire hip hop ma è ben oltre in questo caso.

Daveed Diggs e i produttori William Hutson e Jonathan Snipes propongono qualcosa di nuovo e fresco, una moderna oscurità che viene dai nostri asfalti consumati e dalla cattiveria delle nostre città.

Il loro terzo album per la Sub Pop There Existed an Addiction to Blood, è un concentrato di rime e sensazioni, di rumori, caratterizzato da una completa mancanza di basi, quasi fosse un ambient rap, un cercare le ambientazioni per una narrazione teatrale altera e profondamente differente. La voce senza requie di Daveed Diggs si aggira per le bellissime macerie sonore che i due produttori stendono per lui, sembra un racconto distopico in realtà potrebbe essere qualsiasi dei nostri luoghi digitali e non.

C’è un massacro in corso là fuori, e forse è peggio dove sembra regnare la pace. Certamente i nostri hanno dei riferimenti per creare ciò che hanno creato, e questi riferimenti li possiamo trovare nel rap meno convenzionale a partire dagli anni novanta, forse l’età dell’oro per un certi hip hop non convenzionale, con nomi quali Gravediggaz, Geto Boys e Three 6 Mafia, ma qui abbiamo di più. Alcuni critici potrebbero definire questo disco come post qualcosa, ma in realtà è una delle migliori descrizioni possibili di ciò che si sta scorrendo davanti agli occhi. Qui il rap ritorna a descrivere, ad essere un mezzo impressionisitico e di traduzione in musica di qualcosa che non si po’ esprimere altrimenti. Ci sono momenti nei quali questo disco sembra la colonna sonora dell’ultimo uomo sulla terra, e quell’ ultima unità sei tu.

Momenti duri, paranoici, ma mai scevri di un certo gusto per un soul disossato e frutto di una rigorosissima ricerca. There Existed an Addiction to Blood è un lavoro figlio di moltissimi ascolti e di un talento musicale non immenso, semplicemente diverso.

Nella miriade di belle cose che potrete trovare qui dentro, da afritudini futuristiche a rap quantizzato, c’è una sola cosa che non sentirete mai : la pace.

Questo è un report da una guerra continua a senza fine, che viene qui descritta usando dei codici che ci sono sempre stati nella musica nera, ma che sono stati narrati poco per via della descrizione imperante attribuita alla musica nera, ovvero quella di musica gioiosa o di auto distruzione. La storia qui è un’altra, tutta da sentire.

Tracklist:

1. Intro
2. Nothing Is Safe
3. He Dead (feat. Ed Balloon)
4. Haunting (Interlude)
5. La Mala Ordina (feat. The Rita, Benny The Butcher & El Camino)
6. Club Down (feat. Sarah Bernat)
7. Prophecy (Interlude)
8. Run for Your Life (feat. La Chat)
9. The Show
10. Possession (Interlude)
11. All in Your Head (feat.Counterfeit Madison & Robyn Hood)
12. Blood of the Fang
13. Story 7
14. Attunement (feat. Pedestrian Deposit)
15. Piano Burning (composed by Annea Lockwood)

https://www.facebook.com/clppng/

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