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elettronica



Partition 1 EP è un disco di una techno diversa, soprattutto per la sua diversità e varietà e nel modo di svolgere la narrazione elettronica, senza fretta, con grande riguardo per il viaggio.

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Un ottimo ep che mostra un Michael Klein che riesce a fa rendere al massimo chi collabora con lui, dandogli una robusta dose di saggezza techno che lui possiede in abbondanza, riuscendo a coniugare vecchie e nuove istanze guardando al futuro.

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Dirty Labbra è un lavoro originale ed innovativo in un panorama atrofizzato, è un prodotto che è undergound ma non solo, può piacere anche a chi è nato con un altro tipo di rap, come ai giovani che ne conoscono il tipo più moderno.

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Tutta la musica di The Bloody Beetroots è un immenso fumetto, una scenografia di una realtà altra, come quando si apre l’albo e si girando le pagine, entrando in un’altra dimensione che appaga molto più della vita reale.

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Due figure che sono state molto importanti per scene differenti, ma che grazie al talento hanno prodotto un ep davvero notevole, per un’etichetta come la Hard Electronic di Lenny Dee, nata per cogliere l’aspetto più industriale e potente della techno.

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La testimonianza, viva, ritmica e pulsante che la musica è stata, è , e sarà sempre apertura, gioioso miscuglio e ponte fra le anime.

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In una Venezia che si conferma polo di novità e fermento creativo, ecco un duo dall’alto potenziale che si esprime seguendo una concezione musicale offbeat, battendo forte sulla ufficiosa filosofia della gloriosa K Records, incisa per mano di Mark Baumgarten, “It’s a scary world, but we don’t need to be scared anymore. We need active visionary protest, we need to grab hold and make the transformation, from complaining that there is NO FUTURE to insisting there be a future.”, autore del libro “Love Rock Revolution”.

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Non è ritmo, non è musica, è una mutazione elettronica di qualcosa di molto più antico, un uomo che suona la musica ed un altro che rielabora, il tutto secondo il loro gusto, e seguendo quell’unione che le musiche sanno compiere e benedire, come all’inizio dei tempi.
https://manyfeetunderconcrete.bandcamp.com/album/avsa-parallels

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Come molte delle scene meno note a livello globale la scena coreana, almeno quella fotografata dall’Ameniia, rielabora molto bene alcune tendenze della techno moderna

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Chapter 1 è un disco illuminato, a un certo punto i nostri occhi si chiudono e si parte, e quando il disco è finito si ha un malessere fisico, come se si fosse allontanati bruscamente dalla propria placenta.

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i Me, The Other And hanno acquisito le cose migliori del trip hop e non solo per arrivare a schiudere le ali e fare qualcosa che potrebbe essere definito come il soul, una nuova veste per un uomo elettronico.

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Aria di masterpiece soffia in questo dosato e geniale lavoro di HLFMN, autore e produttore nostrano, che in pochi anni si è posto all’attenzione del mondo musicale con doti compositive che attraggono con forza profonda e influente, qui risulta anche finemente dolce ed evocativo di paradisi sconosciuti.

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