
Confessione Di Una Maschera: (r)evolution
La rivoluzione è finita?
Probabilmente sì, anche se per la maggior parte di noi non è nemmeno iniziata.
Confessioni di una maschera – nel momento in cui siamo costretti a crearci una falsa personalità per rispondere ad esigenze di inclusione sociale e nascondiamo quelli che sono i nostri reali sentimenti non possiamo che dirci complici e partecipi di una mascherata. questa rubrica è per chi sente la necessità di togliersi la maschera e mostrarsi per quello che è realmente.

La rivoluzione è finita?
Probabilmente sì, anche se per la maggior parte di noi non è nemmeno iniziata.

Abbiamo sbagliato tutto. Non ci sono scuse. Per nessuno di noi. Siamo tutti ugualmente colpevoli. Anche noi, che ci reputiamo “diversi” e per certi versi, in nome di una superiorità culturale evidente ed innegabile, anche “migliori”, abbiamo le nostre colpe.

CONFESSIONI DI UNA MASCHERA LUGLIO DUEMILAVENTI “KNOW YOUR ENEMY”:

Si è molto parlato in questi giorni del caso di George Floyd, il cittadino statunitense brutalmente ucciso da un agente di polizia nelle strade di Minneapolis.

CONFESSIONI DI UNA MASCHERA MAGGIO DUEMILAVENTI “Changes”:

confessioni di una maschera: marzo duemilaventi “the beauty in darkness”. Non spegniamoci quindi nelle apparenze. Cerchiamo la bellezza delle cose, che, anche se ama nascondersi, molto spesso sa anche sorprenderci.

Si parla spesso di ribellione. Soprattutto in ambito musicale. Al punto che possiamo pensare di trovarci di fronte ad uno dei cliché che maggiormente hanno attecchito, e di conseguenza tra i più difficili da sradicare.
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