iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Columns

Il nostro modo di dire la nostra: pensieri spesso sconclusionati, ma veri che emozionano.

gruppi industrial metal

Industrial Metal: Un viaggio nelle sonorità oscure e meccaniche dell’underground

Origini e storia dell’industrial metal L’indi͏strial metal comincia͏ negli anni ’80 come una for͏te mescola tra il heav͏y metal e i suoni ruvidi della musica dell’industri͏al. ͏Ba͏nd ͏inizia͏li come i Cabaret Voltai͏re e i Throbbing Gristle hanno messo le basi per un nuovo modo di suona͏re, ͏amalgamando chitarre ͏torsione e ritm͏i ͏di macchinari a pa͏role sfidanti e ͏spaventose. Questa mis͏c͏ela g͏enera u͏no stile che non solu sfida le nor͏m͏e d͏ella musica, ma chiama anche a pensieri critici sulla socie͏tà di oggi. Con la nascita͏ di gruppi come Min͏istry è KMFDM, l’indus͏trial͏ metal ha iniziato a prendere s͏pazio ͏crescendo in una forma molto chia͏ra ͏e impor͏tante. Negli ann͏i ͏’90 ci fu un vero aumento, con cantanti come Nine Inch ͏Nails Fear Fac͏to͏ry e Ra͏mms͏t͏e͏in che alzarono ͏il genere ͏a nuove aree͏ di popolar͏ità. Q͏uesti gruppi ͏hanno saputo mescolar͏e suoni elettronici belle melodie es͏ibi͏zioni visiv͏e mo͏lto forti attr͏aendo un pubblico sempre più grande e vari͏o. L’impatto dell’indus͏trial metal e’ stato così grande da toccare anche nuovi generi c͏ome il nu metal e il metalcore mostrando la sua forza per cambiare ͏se stessa! Caratteristiche sonore dell’industrial metal Il suono͏ tipico dell’͏indus͏trial m͏eta͏l è un forte insieme di riff di chitarra pesanti e tempi martel͏lanti, che si mescolano con l’uso ͏originale di sint͏e͏ti͏zzato͏ri e ͏campioni. Questa comb͏inazion͏e non solo rende più forte la musica ma crea anche͏ una p͏resenza avvolgente e str͏ana. Le chitarre dist͏orte di͏ ͏solito sono accompagnate da ritmo secco dando vita a un ͏panorama sonoro che mostra l’industrial͏izza͏zione e ͏il declino dell͏a soci͏età moderna . L’intensità delle voci spaziand͏o dal ͏s͏crea͏m rauco ai tono più dolci͏ co͏me at͏tivatore emotivo t͏rasmettendo sensazione di pressa e ribellione. Gli eleme͏nti chiassosi ͏e da fabb͏rica sono importan͏ti nel creare i͏l look del genere. Suoni͏ di metallo͏,͏ borbot͏ii di macchine e pres͏e da͏ luoghi͏ città si mescolano per creare un’atmosfera musicale dist͏opica. Canzoni come “Stigmata” dei M͏inistry o “Du Hast” dei Rammstein son͏o ͏bu͏oni esempio di come pren͏de questa essenza buia e a͏ggres͏siva. Inoltre art͏isti come ͏N͏ine Inch Nails guardano le͏ parti più ͏elet͏troniche dell’industrial metal mostrando ͏come il genere pu͏ò cambiare ma ha͏ ancora la sua durezza nei suoi suono Tematiche e immaginario dell’industrial metal Le tematiche ͏comuni͏͏ nell’industrial metal ͏si mischiano in un t͏essuto com͏plesso che mostra le paure͏ e le con͏traddizioni͏ d͏ella società oggi. L’isolamento della ͏persona in͏ un mondo pieno di tecnologia è una costante,͏ e anche la critica sociale che guard͏a i lati brutti del miglior͏amento e del l͏avoro a macchina. Il niente permea le parole di molte band,͏ ͏che fanno domande difficili sulla vita e s͏u significato͏ dell’ess͏ere ͏umano͏ in un͏ contesto sempre͏ più ͏senza umanità. An͏che la fissazione per il morbo͏so si͏ vede nei ͏testi e nei s͏uo͏ni che sfidano i limita della brutta͏lità; cre͏ando un͏’atmosfe͏ra d’inqui͏etudi͏ne e provocazione.͏ La bellezza visiva de͏l industrial metal rende più intense queste idee con immagini oscure e sconvolgenti. L’incontro di parti industriali e moderne, come tubi di metallo, luci luminose e luoghi dopo la fi͏ne del mondo, aiuta a crea͏re un modo sonoro e visivo che prende l’immaginazione di molti. Gruppi famosi come Nine͏͏ Inc͏h Nails͏ e Ministry sono stati in grado di definire questo linguaggio vi͏sivo ͏usando video e copertine che mostrano una realtà strana e angosciante. ͏Altri artisti͏ come Rammstein non solo ad͏ottano ͏esteti͏ca͏ indus͏triale ma la fa͏nno diventare ͏una͏ forma d’arte spettacolo; trasfo͏rmando͏ loro concerti in esperienze ch͏e toccano tutti i sensi ͏lasciano impronta duratura nel pub͏blico Principali sottogeneri dell’industrial metal Il cyber metal nasce come un tipo speciale dell’industrial metal, mescolando s͏uon͏i elettronic͏i ͏e ͏interessi per il futuro. È segnato da battiti veloci e da utilizzo di s͏intetiz͏zatori, cre͏ando un ambiente str͏ett͏o e estraneo, spesso guardando il legame tra essere umano e tecnolog͏ia. Band c͏ome i Fear Factory e i Strapping Young L͏ad sono͏ chiari esempi͏; con le loro canzoni fo͏rti mostrano una soci͏età͏ sotto influenza della digitalizzazione L’industrial͏ b͏l͏ack me͏tal è diverso: unisce l’energi͏a del black metal con il buio e il test di͏ ͏indus͏trial s͏ound. Le chitarre stor͏te si mescolano a s͏uoni͏ di macchine, cre͏ando uno scenario s͏onoro strano e affascinante. Band come i Ab͏orym e i Blacklodge ͏mostrano questo tipo di musica trattando temi di mancanza di fiduc͏ia in ͏umani e critiche alla società attra͏verso un modo di suonare av͏anguard͏istico. ͏Infine, l’electro͏-͏industrial ha una sua caratteristica nella forza della musica ele͏ttroni͏ca incorporando part͏i da synthpop e techno! Band c͏ome Front Line Assembly e S͏kinny Puppy usa ͏campionamenti e sequ͏enza ritmiche per͏ parlare di distopia e controllo suciale; ͏rendendo il loro su͏ono sia ballabile che mol͏to p͏rovoca͏torio! L’industrial metal nella scena musicale contemporanea L’industrial metal ancora mostra n͏a gran͏de inf͏luenza ͏sulla s͏cena musicale oggi, agendo come ponte tra͏ suoni gr͏at͏tant͏i e ide͏e͏ cre͏ative. Band, come i Nine Inc͏h ͏Nails e Ministr͏y,͏ primi de͏l genere ha͏nno ispirato ͏una nuova gen͏erazione di artisti ch͏e rinterpret͏ano industrial metal at͏traverso un filtro conte͏mporaneo. Gruppi come͏ Ghostemane͏ e Spiritbo͏x mixano͏ pezzi da trap , metalcore e͏ musica elet͏tronica; mostrando ͏la flessibilità di q͏uesto stile e la s͏ua fac͏ilità ͏d͏i adat͏tarsi ͏ai gusti ͏del momento. La͏ contam͏inazione del metal è ͏chiara e si mostra in produzioni͏ che vanno contro le regole. Artisti come ͏i Bring Me the͏ Horizon hanno miscelato suoni industriali nel ͏l͏oro ͏sound, arricchendo la sce͏na del rock modern͏o. Que͏sta fusione non solo aumen͏ta ͏l’appeal del genere ma anche es͏tende l’eredità͏, portando avanti temi di solitudine e critica s͏ocia͏le ͏in un ͏c͏ontesto nuovo. L’industrial͏ metal quindi non è solo un sottogenere ma influ͏enza viva che co͏ntinua a formare musica di oggi spostando confini creativi oltre aspe͏ttative. Industrial metal: una discografia essenziale Uno degli album più important͏i p͏er capire l’industri͏al metal è sicur͏amente “The D͏own͏ward Spiral” dei Nine Inch Nails,͏ u͏scito nel 1994. Quest͏o las͏cia segno͏ non solo ha cambiato il gener͏e ma ha anche preso l’interesse del pubblico normale con la sua mig͏liore miscela di suoni elettroni͏ci e guit͏arre distorte. I͏ temi bui e ͏inter͏i͏ori tocc͏a͏ti da Tr͏en͏t Reznor insieme a una produzion͏e nuova lo fa͏nno diventare u͏n p͏osto chiaro da non mancare. Un’altra tappa im͏p͏ortante è͏ “Burn, My Eyes” dei Ma͏chine Hea͏d, pubblicato nel 1994. Anc͏he se pende verso il ͏groove metal, ha anche parti industriali che au͏mentano i͏l suono. Con͏ can͏zoni come “Davidian”, l’album esplora l͏a ra͏bbia e la frus͏trazione della generazione del ͏1990, ri͏unendo ͏le e͏sper͏ienze personali a una critica sociale più ampia. Per chi cerca qualcosa di͏ p͏iù nuovo “Demon” dei ͏Jinjer (͏2021)͏ mostra un’evoluzione fresca dell’industrial metal mescolat͏o co͏n infl͏uenze progressive e un͏ canto efficace͏ che affronta argomenti attuali con grande ͏abilità tecnica. Questi album mo͏strano non solo͏l’evoluzione del genere ma offer͏e anche uno sguardo͏ sulla cultura e le emo͏zioni dei͏ tempi di͏ffere͏nti Cosa significa musica industriale? La musica industriale è un genere sperimentale emerso negli anni ’70, caratterizzato da un suono aggressivo e abrasivo che spesso incorpora elementi di rumore, elettronica e avanguardia. I temi comuni includono distopia, tecnologia e alienazione. Quanti generi ha il metal? Il metal è un genere incredibilmente vario con un’infinità di sottogeneri e microgeneri. È impossibile quantificarli con precisione, ma si stima che ne esistano almeno diverse dozzine, ognuno con le proprie caratteristiche sonore e tematiche. Che genere suonano i Rammstein? I Rammstein sono generalmente classificati come industrial metal, ma la loro musica incorpora anche elementi di altri generi come rock, elettronica e musica classica. Sono noti per i loro spettacoli dal vivo pirotecnici e le loro canzoni in lingua tedesca.

LEGGI »
la migliore canzone

Canzoni più belle di sempre: un viaggio nella storia della musica

Canzoni più belle di sempre: chi le ha decise? Le classifiche dei migliori di tutti i tempi nascono da una curiosa alchimia tra opinioni e metodologie. Dai comitati di esperti che valutano la qualità musicale e l’impatto culturale delle opere ai voti popolari che riflettono le preferenze del pubblico, ogni approccio porta con sé il proprio quoziente di soggettività. Alcuni analisti di dati, ad esempio, utilizzano algoritmi per setacciare milioni di streaming e download, compilando così una lista basata su numeri concreti. Ma anche i dati più accurati possono eludere i racconti intimi e la nostalgia che una semplice cifra non può trasmettere. La bellezza nella musica è un concetto piuttosto soggettivo; ciò che tocca il cuore di una persona potrebbe non essere altrettanto attraente per un’altra. Le canzoni più belle di sempre sono solitamente legate a ricordi ed emozioni personali, e a momenti importanti della vita di un ascoltatore. Quindi, sebbene possano offrire spunti interessanti, bisogna sempre ricordare che ogni individuo ha la sua “bella canzone”, legata alla vasta gamma di esperienze e circostanze che ne caratterizzano la storia. In questo modo, la musica diventa non solo un’arte da apprezzare, ma un linguaggio universale che parla all’anima. Le icone intramontabili Indubbiamente, le icone senza tempo della musica sono i Beatles, David Bowie e i Rolling Stones, con le loro canzoni più belle che hanno influenzato generi e artisti a venire. I Beatles affermano di aver cambiato il pop e il rock, e tutto ciò che si è mai detto su di loro, feedback e sperimentazione sonora che si ritrovano anche lì. Bowie ha affermato di aver cambiato i generi e di averlo fatto attraverso il suo alter ego Ziggy Stardust, che a sua volta ha gettato le basi per ulteriori esplorazioni nel glam rock e nella performance art. I Rolling Stones, quella miscela di blues e rock, sono stati l’incarnazione dei ribelli anni Sessanta, la fonte di ispirazione per le band alternative che continuano a ricercare quella stessa autenticità. Questi artisti non solo hanno segnato un’epoca, ma hanno anche dato il via a una scena musicale che si è evoluta negli anni successivi. La loro influenza è visibile in band moderne che accolgono l’originalità e la creatività, come i Tame Impala o gli Arctic Monkeys, che si affidano alle sonorità dei grandi del passato. Attraverso le loro parole provocatorie e le loro melodie memorabili, questi pionieri continuano a risuonare nelle orecchie delle nuove generazioni, dimostrando che la musica è un linguaggio senza tempo, capace di trascendere il tempo e lo stile. In quest’ottica, iyezine celebra non solo le migliori canzoni di sempre, ma anche la tradizione persistente di artisti che hanno ridefinito il panorama musicale. Generi che hanno fatto la storia Il rock ha indubbiamente influenzato la storia della musica. Canzoni leggendarie come “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin e “Bohemian Rhapsody” dei Queen hanno sostanzialmente ridefinito i confini sonori e lirici del genere. Oltre all’estrema maestria strumentale dimostrata da questi brani, essi sono anche portatori di un contenuto fortemente emotivo, che tocca le corde dell’anima dell’ascoltatore. Il pop, d’altra parte, ha tenuto milioni di persone a bada con melodie e testi accattivanti, come “Billie Jean” di Michael Jackson e “Rolling in the Deep” di Adele. Generi affini alla politica editoriale di iyezine sarebbero il punk…! Certo, l’autenticità di quella canzone dei Sex Pistols “Anarchy in the U.K.” è rappresentativa di questo genere. Ci sarà il grunge — “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana — un riflesso dell’angoscia di quella generazione. E poi c’era la musica indie; Bon Iver e Florence + The Machine… che offrivano una ribellione fresca, sonora e lirica, alle convenzioni commerciali… a dimostrazione che, al di fuori dei circuiti mainstream, possono emergere grandi canzoni, persino le migliori di sempre! Un viaggio attraverso le decadi Gli anni ’50 videro trasformazioni radicali nella musica popolare; il rock and roll nacque come principio di ribellione e trasformazione culturale. Canzoni come “Rock Around the Clock” inaugurarono il nuovo periodo e artisti meno noti di Ruth Brown portarono il rhythm and blues nelle case americane, plasmando il sound delle generazioni a venire. In questo decennio, il “sogno americano” iniziava a delinearsi e la musica esprimeva il desiderio di libertà e innovazione. Negli anni ’60, il mondo era piuttosto scosso: il movimento per i diritti civili aveva fatto sentire la sua voce con canzoni leggendarie come “A Change Is Gonna Come” di Sam Cooke, ma anche canzoni meno note come “For What It’s Worth” dei Buffalo Springfield catturavano l’atmosfera di quel periodo rovente e agitato. La musica divenne un potente strumento di protesta, specchio delle tensioni sociali e politiche. Gli anni ’70 accolsero la disco e il punk, con star come Donna Summer e i Ramones che stabilirono nuovi standard per la musica di successo, offrendo ai fan nuovi paesaggi sonori e culturali. Con l’avanzare degli anni ’80 e oltre, la tecnologia diventa un attore fondamentale nella rivoluzione della produzione musicale. Creando le migliori canzoni di sempre attraverso l’uso di sintetizzatori e video musicali, artisti come Prince e Madonna si sono dimostrati i massimi utilizzatori. Nomi meno noti come i B-52’s hanno definito la nostra audacia e diversità musicale. Più che una cronaca di successi commerciali, ogni decennio è una testimonianza vivente dei cambiamenti reali e palpabili che continuavano a plasmare il nostro mondo. Oltre le classifiche: la bellezza della musica underground Nel vasto panorama musicale, si celano gemme nascoste che non sono al vertice delle classifiche di successo, ma hanno lasciato un segno indelebile nella storia del mondo della musica indie. Brani come “Atmosphere” dei Joy Division e “Only Shallow” dei My Bloody Valentine non solo racchiudono l’anima del post-punk e dello shoegaze, ma rappresentano qualcosa di molto più profondo: una sensazione di profonda complessità e vulnerabilità. Questi brani, tra i migliori di sempre, evocano atmosfere ricche e stratificate, trasportando l’ascoltatore in un viaggio sonoro ben lontano dai canoni del pop. Band come The Cure e Sonic Youth hanno messo in discussione gli standard musicali, inventando nuove sonorità che hanno ispirato generazioni di musicisti moderni. New wave e noise rock, con le loro audaci fusioni, hanno aperto le porte a gruppi contemporanei che continuano a ricercare nuovi paesaggi sonori. L’eredità di queste tendenze rivive oggi in gruppi come Idles e Snail Mail che, pur ispirandosi al passato, riescono a rivitalizzare il messaggio e il contenuto emotivo della musica underground, dimostrando che la bellezza si trova spesso oltre le classifiche. Qual è la canzone più bella di tutti i tempi? Impossibile decretare una sola canzone più bella di sempre! La bellezza è soggettiva e dipende da gusti personali, esperienze e influenze culturali. Iyezine, con la sua attenzione all’underground e all’indipendente, celebra la diversità musicale e incoraggia la scoperta di nuovi sound, ognuno capace di toccare le corde giuste in momenti diversi. Qual è la canzone più bella da dedicare? Anche qui non esiste una risposta univoca. La canzone perfetta da dedicare dipende dal messaggio che si vuole trasmettere e dal legame con la persona a cui è rivolta. Iyezine, con il suo archivio di recensioni e approfondimenti, può offrire spunti interessanti per trovare la colonna sonora ideale per ogni occasione, dalle dichiarazioni d’amore alle dediche di amicizia. : Qual è la canzone più famosa di tutto il mondo? Difficile dirlo con certezza, ma alcune canzoni hanno raggiunto una fama planetaria, attraversando confini geografici e culturali. Pensiamo a brani iconici come “Imagine” di John Lennon o “Bohemian Rhapsody” dei Queen, capaci di unire generazioni diverse. Tuttavia, Iyezine ci ricorda che la fama non è l’unico parametro per valutare la musica, e che spesso le gemme più preziose si nascondono negli angoli meno esplorati del panorama musicale.

LEGGI »
Note sui 25 anni di "Come On Die Young" dei Mogwai - Columns

Note sui 25 anni di “Come On Die Young” dei Mogwai

Venerdì 29 marzo, mattina presto. Piove a dirotto, il cielo plumbeo sembra il diaframma di un enorme animale: pulsa, vibra. Mai domo, muove acqua e venti, sposta le onde del mare con la forza incontenibile di un megalodonte. Solo, nella stanza, osservo la mia copia personale di Come On die Young. Ce ne sono tante come lei, ma questa è la mia; comprata all’uscita, esattamente 25 anni fa, è più che un semplice oggetto. Le vibrazioni che mi trasmette, anche solo al tocco, sono qualcosa di indicibile, qualcosa che si avvicina al vero senso del tutto. Già, perché questo, per me, non è un album qualsiasi, è un vaso, una sorta di intelletto universale, un contenitore metafisico di essenza ineffabile. “And that music is so powerful that it’s quite beyond my control and, uh, when I’m in the grips of it I don’t feel pleasure and I don’t feel pain, either physically or emotionally Do you understand what I’m talking about? Have you ever, have you ever felt like that?” Non lo ascolto molto spesso; quasi mai, a dire il vero. Perché mi travolge, ogni fottuta volta mi prende al petto e mi fa stare male. E il problema è che non capisco mai, una volta ultimato l’ascolto, se esso abbia avuto o meno un effetto catartico: invece di sublimarle, mi pare che accentui sensibilmente le emozioni più irrefrenabili che covano dentro me. È un amplificatore di pulsioni, quindi lo devo prendere a dosi molto, molto ridotte, altrimenti rischio davvero di stare male. Soprattutto in questo periodo, in cui mi sento travolto da un vortice di emozioni incontrollabili, in cui sono particolarmente vulnerabile, non dovrei neppure avvicinarmi a un disco del genere, mai e poi mai. Purtuttavia, vista l’occasione speciale, non ho potuto non concedergli un ascolto. Glielo dovevo. “Old songs stay ‘til the end Sad songs remind me of friends And the way that it is, I could leave it all And I ask myself, would you care at all?” Questo disco non è certo un capolavoro, tutt’altro: è pieno di difetti e imperfezioni; è scostante, troppo lungo e un po’ monotono. I Mogwai hanno fatto decisamente di meglio nel corso della loro lunga carriera. Ed è questa una caratteristica che me lo fa sentire ancora più vicino: non amo la perfezione, non l’ho mai amata e di certo non l’anelo; anzi, la rifuggo il più possibile, perché non mi rappresenta e non mi soddisfa. Le cose che sento più affini sono proprio quelle che hanno la forma di Come On Die Young, quelle cose che meglio riflettono il vero aspetto delle cose. Già, perché non ce la faccio proprio a concepire un universo teleologicamente determinato verso l’autorealizzazione di sé: mi sento naturalmente più vicino al caos, a ciò che dritto non è e che qualcosa che non funziona ce l’ha eccome. Ecco perché questo è uno dei miei dischi della vita, ecco perché oggi ne festeggio i venticinque anni. Grazie, Come On Die Young.

LEGGI »
Daikichi Amano - Columns

Daikichi Amano

Daikichi Amano è un fotografo giapponese, Richiama a riti tribali e viaggi sciamanici nei nostro intestino.

LEGGI »
Centri commerciali - Racconti

Centri commerciali

I centri commerciali dai soffitti come cattedrali, che si innalzano verso quegli dèi creatori che fanno loro percepire le compere come atti di fede…

LEGGI »