Chi Siamo 1 - fanzine

In Your Eyes ezine

In Your Eyes nasce nel ormai lontano 1999, dopo varie esperienze su fanzine cartacee. Nasce e continua a svilupparsi nell’idea di poter dare una mano a band, scrittori o chiunque voglia esprimersi sotto qualsiasi forma.

In Your Eyes è totalmente slegata da logiche e dinamiche editoriali: i nostri collaboratori si occupano anche dell’aspetto grafico e della diffusione in rete della stessa, in pieno spirito diy.

In Your Eyes è legata a concetti dell’autoproduzione e dell’ indipendenza assoluta.

In Your Eyes ha come unico scopo di diffondere la propria passione e di saziare il nostro bisogno comunicativo

In Your Eyes non recensisce tutto quello che riceve, è a sua discrezione la pubblicazione online dei contenuti

In Your Eyes non ha regole o dogmi da seguire, noi esprimiamo il nostro punto di vista.

Un grazie a Tatoosa Creative per la realizzazione del sito web e per la grafica dello stesso.

Chi Siamo 2 - fanzine

I nostri collaboratori attivi

argomassimo01@gmail.com
calcagnoluca31@gmail.com

Il Santo alias Luca ovvero il secondo (o il primo,fate voi) urlatore alla sbarra,a proposito tutti sul podcast ad ascoltarci.Il sopranome l’ho adottato non per motivi religiosi, ma ispirandomi al miticopersonaggio interpretato da Roger Moore nello splendido telefilm Simon Templar.MI piace ascoltare musica,leggere,il gioco del calcio,pensare con la mia testa.Mi piace il sublime e il terribile, il rock’n’roll piu’ semplice ma anche un sacco di altre cose. Mi piacciono le persone che non si fanno di inutili menate per questo mi piacciono Simone e Loriana e per questo scrivo e sostengo In your eyes.

simone@tatoosa.it

editor of In Your Eyes ezine.

bobsaintclair@libero.it

Da sempre appassionato di musica, tanto che ne ha fatto una religione fin da adolescente… è invece oggi un 40enne incallito – come del resto potrebbe anche non esserlo – che si dedica anche alla scrittura e alla lettura. Ha in cantiere di scrivere un romanzo e una silloge poetica, ma assorbire musica in tutti i modi possibile è quello che gli riesce meglio.
Ha lavorato in una webradio agli albori della nuova decade conducendo una rubrica letterario/musicale con Nicoletta Bartolini (scrittrice e sperimentatrice di format comunicativi) gestendo altresì con lei un sito di scrittura amatoriale dal nome “scrivolare.it” , esperienza che si è conclusa non molti anni fa.

toten.info@gmail.com

Marco Valenti [La Spezia 1971]
megadirettore galattico di Toten Schwan Records
racconta i suoi deliri sul magazine aperiodico Tritacarne
parla di musica nella sua rubrica “L’ora del lupo” su Fango Radio
perde il suo tempo guardando vecchi incontri di wrestling

giov.panetta@gmail.com

“Appassionato della musica indipendente e rumoristica. Analiticità e criticismo fanno parte della mia attitudine, attraverso anche il culto del localismo. Direttore di Nikilzine”.

gofuzzyourself1985@tiscali.it

” Io sono un vuoto a perdere, uno sporco impossibile, un marchio registrato, un prodotto di mercato. Io sono un punto fermo, una realtà di base, un dato di fatto, un dato per perso. Non ho codici segreti né codici cifrati, non cerco centri di gravità permanenti. Io sono una pratica evasa, io sono una vertenza chiusa, un vicolo cieco, un pozzo senza fondo. Non sono come tu mi vuoi. “

e.dassereto@gmail.com
nidieunimaitre79@hotmail.it

sono nato a Pontedera (PI) nel 1979 e poi me ne son pentito. Attualmente suono la chitarra e canto negli Orrendo Subotnik. In passato ho suonato con: Santa Sangre (non quelli indie rock di Genova)), Magdalene (non quelli nu metal delle Filippine), Klam (non quelli che… vabbè i nomi dei gruppi non sono il mio forte). Di musica capisco qualcosina, il resto me lo invento.

ciccillo@autistici.org

Boomer, musicista, docente, ascoltatore decisamente saturo, dai tempi dei 45 giri nel mangiadischi al presente dei file scaricati con torrent.
In generale non ama molto il rock – a meno che non sia “in opposition” – e l’elettronica spesso lo annoia.
Legge prevalentemente saggi e ne ha pure pubblicato uno ma ogni tanto si concede qualche romanzo, sempre degli stessi 7 o 8 autori.
Negli ultimi vent’anni è diventato anche un cinefilo casalingo incallito, cui il lockdown ha dato il colpo di grazia.
Il suo blog di condivisione di materiali musicali è: aldezabal.blogspot.com

atomdeca@hotmail.com

Più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, con cui ha firmato la quasi totalità della sua discografia, si è affermato soprattutto come autore di musica elettronica e musica ambient, accostandosi poi ad altri ambiti come quello teatrale, multimediale e televisivo. E’ autore di musiche per la RAI da oltre un decennio. Le sue prime incisioni su vinile sono diventate ricercati pezzi di alto valore collezionistico. Buona parte delle sue produzioni oggi è distribuita nel mondo attraverso i cataloghi di EMI e APM.
Da tempo ha fatto della dimensione onirica la chiave di volta della sua vita personale ed artistica. Ha coltivato una vena narrativa firmando alcuni romanzi di genere fantastico e surreale, nonché fumetti e graphic novel.
È stato a suo tempo tra i fondatori e promotori del Manifesto del Distonirismo.

stercone@gmail.com

Inadatto a vivere, cerco di tirare avanti dividendomi tra amore per la musica, devozione per la filosofia e paura per il domani

COLLABORATORI NON ATTIVI

Sono Talla KANTE, sono insegnante d’italiano ed appassionato di scrivere e il network. Oltre ad insegnare d’italiano, vorrei contribuire a far meglio conoscere il continente africano tramite il portale Iyezine puntando sulla cultura, news ed altri vari aspetti sconosciuti del continente africano.
Ho creato vari gruppi su FB per agevolare la conoscenza dell’Africa e promuovere gli scambi culturali tra popoli.

Davide Donati – Nato a Senigallia (AN) il 25-02-1988, fin dai primi anni mostro interessamento alla musica ascoltata dalle sorelle più grandi. Infatti intorno ai 13 anni comincio a suonare la batteria e anni più tardi a suonare in band della scena marchigiana come Home By Three e Jasmine gli Sbalzi. Amo il punk-rock e il rock in genere, la musica elettronica, ma cerco di ascoltare musica di tutti i generi il più possibile.
Da gennaio 2016 gestisco una piccola etichetta indipendente (Big Lakes Records) dove mi occupo di produrre e promuovere band e artisti del panorama indipendente.

Dedicata alla scrittura dall’età di dodici anni. Dopo alcune esperienze, più o meno proficue, nel campo dei concorsi letterari (Secondo posto Concorso Europeo di narrativa “Storie di donne” 6° edizione, Fenalc Salerno 2001; Premio Scrittura San Vitale 5° edizione, sezione teatro, Bologna 2002; secondo posto ex-aequo 12° Premio Letterario Navile città di Bologna, edizione 2007; selezione Scriba Festival, sezione “Oroscopi”, Bologna 2013, Selezione “Concorso Scrittura Creativa 2015, La Ragnatela editore) ho intrapreso la strada dell’auto-pubblicazione e dell’auto-promozione sfruttando appieno le nuove risorse del web, da Amazon a Facebook. Non a caso, i miei ultimi lavori risentono molto dell’impatto tecnologico. Dopo alcuni tentativi fallimentari con case editrici solerti nel pubblicare a pagamento ma per nulla interessate a pubblicizzare gli scrittori emergenti, ho deciso di provare a scavarmi una nicchia in modo indipendente. Al di là delle più nere aspettative ho trovato persone pronte a collaborare in modo gratuito e spassionato, dagli aiuti grafici per le copertine allo scambio di recensioni su siti, riviste e blog. Pur consapevole della dispersività della rete, ripongo le mie speranze in questo nuovo strumento di autogestione, unica alternativa ai canali istituzionali dell’editoria italiana con le sue, a me sconosciute, logiche di selezione e commercializzazione.

Mi chiamo Azzurra, ho 26 anni, sto tentando di laurearmi e nel mentre faccio foto.

L’ardito Bum e il Palombaro Clic e Mina Bisso sono componenti del collettivo artistico che si è costituito nel 2015 intorno alla figura immaginaria di Capitan Abisso, che ha ispirato testi del gruppo musicale Musica Molesta e il fumetto AB1550 di J. Le Roli.
L’Abisso è illuminazione

Nonostante la mia scelta di avvicinarmi al cinema e alla città di Bologna, dove attualmente studio, non sono comunque riuscito a lasciar stare la musica e Savona, dove sono cresciuto. Mi piace scoprire nuovi artisti e gruppi, magari alle prime pubblicazioni o che prima quasi ignoravo, ma anche ascoltare e riascoltare un brano di Springsteen dell’82. Me la cavo a guardare film (cosa che faccio anche come materia di studio) e a suonicchiare la chitarra (cosa che faccio anche, da qualche anno a questa parte, in un gruppo di SV).

Sono nata a Padova nel 1990 e vivo nelle nebbiose terre della campagna veneta. Fin dall’infanzia mi interesso alle letterature di tutte il mondo e coltivo una passione smisurata per la musica; dopo una prima fase di metal-rock duro e puro, ho cominciato ad aprirmi ad altri generi, cantando anche in alcuni gruppi della (retro) scena patavina. Dottoressa magistrale in Lettere moderne e scienze linguistiche a Bologna, sto cercando di capire cosa questo significhi e comporti; al momento vivo imprigionata nella tela tessuta dai vari concorsi per diventare insegnante: la mia aspirazione. Amo camminare in montagna, che è la mia vera dimensione. Credo fermamente nell’importanza capitale del saper comunicare: ecco perché sono arrivata qui.

Assimi Mina nata 10/03/1973 a Ben Ahmed un piccolo paesino nella regione di Casablanca. Dopo l’elementare , liceo tecnico a Settat e poi University Route d’El Jadida di Casablanca Diritto in Lingua francese per 2 anni. Lavoro segretaria presso aziende d’Import e presso la Federazione Nazionale degli Impresari del Marocco “Fnbtp”. Febbraio 2000 in Italia, lavoro nel settore ristorazione per 9 anni e poi a scuola come vigilante. Durante ho preso il diploma da privatista.

Sono Alessio, nasco punk ma nella mia maturazione ho assimilato blues, new wave, garage, noise; se la musica è spigolosa, se il riverbero nella registrazione è sufficientemente calcato, o se la chitarra pare un Fokker in decollo, gli elementi base sono definiti. Poi, in generale, sono onnivoro.
I miei padrini sono stati Nick Cave, Syd Barrett, Lou Reed, Robyn Hitchcock, Johnny Thunders, Kim Salmon; recentemente è entrato in famiglia Jon Spencer.
Non mi precludo nulla sulle recensioni, fuorché la musica leggera: i negozi di abbigliamento hanno di che diffondere mentre ci si sceglie i calzoni senza necessità di miei consigli, e ho sempre maldigerito quasi tutto il rap e l’hip hop, salvo casi di contaminazione/crossover.

Scrivo per indirizzare o aiutare negli ascolti, e per svuotarmi, e chi non conosce Lester Bangs beh, lo conosca.
Leggo tanto, troppo, in modo dispersivo, e credo che le bio sugli artisti siano spesso lavori estemporanei di fan infatuati: difficile trovare cose memorabili, ma è pur vero che all’avanzare dell’età il giudizio di pari passo s’addolcisce!

Marco Terribili è nato il 31 Dicembre 1987, e per questo odia il capodanno. È cresciuto a Porto San Giorgio, per poi spostarsi a Bologna dove ha studiato a Statistica e Ricerca Sociale. Ora lavora come statistico a Roma. Scrive anche di attualità su postik.it

Dal 1975 da un piccolo villaggio abruzzese, adottato da Roma, innamorato del “sur”. Convinto che la curiosità non sia solo donna,​
che “chi semina muri non raccoglie niente e che sarebbe meglio costruire ponti”, che il Nobel per la felicità sia un’assenza non più giustificabile,​
che la musica è compagna di vita ed i libri l’amante, che il cuore è a sinistra.​
Vive e resiste in periferia, a volte sopra a volte sotto il suolo per divertimento, adora Lionel Messi come ​f​
arebbe un adolescente, ama.

Nato a Siracusa il 30 Gennaio 1990, musicista per passione sin da piccolo, studia sax ma predilige chitarra e basso con cui ha ha intrapreso diverse esperienze in band di vario genere. Laureato in Economia Aziendale ed iscritto al corso di laurea magistrale in Direzione aziendale a Catania è felice di supportare la scena musicale italiana fondando la prima webzine della sua città, Aretusea Magazine. Spronato da una continua voglia di fare, pensa che la bellezza e la poesia siano le uniche armi a disposizione per un necessario cambiamento.

Studente romano di Scienze Politiche presso “La Sapienza Università di Roma”, appassionato di musica da quando nello stereo della macchina di papà risuonarono le prime note di ATWA dei System Of A Down. Avevo dieci anni. Una decina di anni più tardi eccomi amante dell’ heavy metal, thrash metal, progressive, death, black metal… insomma non proprio musica leggera (anche se amo il blues, il rock classico anni’70 ed il jazz).

Amo scrivere e suono chitarra da ormai una decina di anni. Come dire, sono coinvolto da sempre nella musica, ed a 360 gradi.
Poco sotto all’amore infinito per la musica ecco il calcio, onore dunque a queste due preziose arti.
Peace & Rock on. Up The Irons.

Frequentatore di universi sonori di radice black metal, allargati al death ed al grind; convinto sostenitore delle profusioni sperimentali: dal drone al free-jazz, dal shoegaze al fuzz.

Nato in una famiglia di ascoltatori impenitenti di musica, fin da bambino sono stato indottrinato sul fatto

che una giornata senza ‘ascolto’ equivale ad una senza sole. L’unico grande vantaggio della musica rispetto

al sole e che se anche il sole non c’è, puoi mettere un cd e goderne, sei tu a decidere. Gli ascolti della mia

vita…? Fin da bambino, tutti: dalla classica napoletana, al prog anni 70, dai cantautori italiani, al rock, dalla

NewWavePunkInglese, al brit pop, dal funk, alla musica popolare brasiliana alla world music. Un unico

grande amore però, il Jazz, da quando un mio zio anarchico a 13 anni mi portò ad ascoltare in un club di

Napoli, Chet Baker. Buona Musica a voi.

Dj Hobbes nasce a Genova nel 1992 e fin da subito si appassiona alla musica elettronica. Scopre la Drum and Bass nel 2012 quando partecipa a un festival dove sono presenti artisti come di Serial Killaz e Black Sun Empire, ed è subito amore. Da quell’estate inizia la sua ricerca di Dj, eventi e musica Jungle e Drum and Bass nell’area Genova e non solo. Pochi anni dopo decide di entrare a far parte del mondo del Djing per scoprire poco dopo il mondo del vinile. I suoi set inizialmente sono caratterizzati dalla jungle old school ma la sua voglia di rinnovarsi continuamente lo hanno portato ad alternare Jungle, DnB e Neurofunk.
Nel 2016 parte la sua rubrica ispirato dal libro “All Crews” riguardo la storia della JDB nel sito iyezine.com dove inoltre è in progetto una webradio.
Resident Dj presso due club genovesi e conosciuto ormai in tutti gli spazi autogestiti genovesi ha inoltre collaborato con molti Dj del calibro di Mollie Collins (UK) e Bonnot (IT), e chiuso diversi concerti con artisti come 99 Posse, Garrapateros e molti altri ancora.

Mi chiamo Andrea Siri, ho 22 anni e vivo a Mele, un piccolo paese situato sulle alture di Genova Voltri. Lavoro, in nero, per due soldi, in un ufficio tecnico di Voltri come geometra, in attesa e alla ricerca di una sistemazione più sicura e che mi permetta di essere un po’ più indipendente. Ma pare un miraggio.
Cerco di rendere meno dolorosa la mia vita da disoccupato/semi-mantenuto ascoltando molta musica: dallo shoegaze al garage punk. Ascolto un po’ tutto quello che riesce ad ottenere il mio gradimento indipendentemente dal genere, insomma.
Oltre a quella per la musica, sono affetto da altre due malattie: quella per il calcio e, soprattutto, quella per il ciclismo.

Tropical Zena sono Marco e Rocco, ragazzi genovesi appassionati di vinili e sonorità degli anni 60/70/80 provenienti da Africa, America Latina, Caraibi, con un occhio di riguardo anche ai suoni di India, Turchia e mondo Arabo. Vintage Afro Latin Caribbean Indo Arab music!!!
Tra afrobeat, afrofunk, soukouss, semba, funana, gumbe, benga, ethio-jazz, cumbia, merengue, calypso, kaseko, carimbo, forro, samba, chutney, kompa, biguine, latin funk e psichedelia in un viaggio senza confini da Benin, Guinea, Senegal, Capo Verde a Etiopia, Brasile, Colombia, Perù, Suriname, Venezuela, Antille Francesi e molto di più.
Tropical Zena è anche una trasmissione radiofonica su Radio Gazzarra.
http://gazzarra.org/category/podcast/tropical-zena-on-air/
Sono costantemente alla ricerca di dischi rari e perle musicali del passato, spesso dimenticate, anche attraverso la ricerca diretta nei paesi di origine (recenti le avventure tra Colombia, Perù e Congo) andando a caccia di vinili nei garage e nelle case di vecchi collezionisti, nei mercati, nei negozi di dischi e magazzini di ex radio, talvolta incontrando i miti di cui spesso passano i brani.
Viaggio come strumento per apprendere la cultura dei posti quindi, per studiare la genesi di un genere musicale, la sua diffusione e le influenze che ha avuto, vissuto fondamentale per provare a comprendere davvero, e a preservare, la musica che in quei paesi ha contagiato intere generazioni in anni in cui gli unici formati musicali esistenti erano i dischi in vinile e le cassette.
Lo scopo di Tropical Zena è diffondere questi suoni, divertirsi e far divertire, avvicinando il pubblico a ritmi apparentemente lontani dal nostro immaginario ma con in realtà una infinita serie di connessioni con esso.

Per contatti:

http://tropicalzena.blogspot.it/

https://www.facebook.com/tropicalzena

https://soundcloud.com/tropical-zena

https://www.mixcloud.com/marcoardizzone12/

Livia Del Pino nasce l’8 maggio 1989 a Milano. A parte un paio di brevi parentesi, è qui che cresce, spostandosi solo da un punto all’altro della città. Dopo il diploma, ha la brillante idea di iscriversi a Lettere moderne. Finita la triennale decide di perseverare nell’errore e sceglie il corso magistrale Cultura e storia del sistema editoriale, prendendosi però una pausa di sei mesi che passa a Parigi.
Da quando ha memoria si porta dietro quaderno e matita, a volte per far scena, spesso per scribacchiare qualcosa. Ora sta svolgendo uno stage presso la redazione della Marcos y Marcos, legge ininterrottamente e di tanto in tanto scrive recensioni.

Aaron Zonka’s work has been seen on t-shirts, posters, card games, album covers, comic books, human bodies and many different walls. He is inspired by the poetic moments of the world, the grotesque and the beautiful. He is fascinated with how people relate to creativity and inspiration. Aaron lives and works in San Francisco.

To contact or see more of Aaron’s work check out aaronzonka.com.

Alessandra Caputo, classe 1983, sociologa, appassionata dell’uomo in ogni sua espressione, aspira alla cooperazione e allo sviluppo internazionale sopratutto attraverso la contaminazione culturale. Scribacchia sul web per diverse riviste online, colpisce senza pietà laddove sente odore di diritti calpestati. Lavora come free lance gravitando attorno a tutto ciò che include la scrittura come forma di espressione.

Federica Bruno nasce a Salerno, il 20/09/1988. Studia al liceo classico Torquato Tasso, sceglie di proseguire gli studi umanistici e si laurea in Filosofia. Affronta un master in editoria e comunicazione, uscendone viva, e si mette subito a collaborare con alcuni editori e scrittori come correttrice di bozze, editor, consulente editoriale. Lavora presso la Marcos y Marcos in qualità di stagista, in ambito ufficio stampa/ grafica/ redazione. Scrive recensioni per diversi blog dedicati ai libri, sua infinita passione. Ha cantato in un gruppo rock e in un coro gospel, è innamorata della musica e non può fare a meno di vivere con essa. Ha lavorato come stagista in ambito ufficio stampa presso la Mondadori Libri, vivendo la sua vita in mezzo all’elemento che più assomiglia a una casa per lei: i libri. Successivamente ha intrapreso una collaborazione con l’agenzia media Babel Agency, mentre attualmente lavora nell’ambito Corporate Brand Identity presso Edison spa.
La passione per la scrittura ha contagiato anche la sfera lavorativa: collabora con entusiasmo, in qualità di copywriter, proofreader e revisionist, con l’agenzia olandese Spotzer.

Claudio Spinosa, Sulmona 74.
La sua biografia poetica comprende:
Il mio dovere esserico 2005
Sinapsi esigenti 2007
Autonatura 2008
UomoAsfalto 2010
Il signore cobalto 2011
Al asor 2012
Trapassato mentale 2012
Twitter haiku 2012
Anorac 2013
Samsara 2014.
I suoi riferimenti sono l’haiku giapponese e la poesia ermetica.

Francesca Ognibene nasce in un piccolo paesino di Caltanissetta nel 1974. Incomincia la sua avventura radiofonica a 14 anni in Sicilia ma per ampliare i suoi orizzonti, abbandona l’isola a 19 anni e intraprende varie esperienze radiofoniche a Bologna, Roma e nuovamente a Bologna. Per alcuni anni collabora con la rubrica “Fuori dal Mucchio – Mucchio Selvaggio” e con le riviste “Hot”, “Trend Wave” e “Zero in condotta”. Attualmente segue con attenzione la scena musicale underground italiana e la divulga con la sua trasmissione “Snatura Rock” su Radio Sherwood.

MR.T nasce dai peggiori bar della zona e si espande fino ad arrivare a Radioskylab,nonchè la prima radio privata d’Italia nata nel 1976 e situata a Varazze (SV)
In quanto a questo,faccio un programma radiofonico ogni martedì da qualche anno ad oggi che si chiama TRASGREDISCO che non è nient’altro che una DJ set live che tocca prevalentemente i generi deep/house/tecno detroit/funk
Non pensate a MR.T come PIE BARACUS, è soltanto l’abbreviazione del mio cognome troppo lungo e “simpatico”?

Giovanni Tartaglione A.k.a MR.T

Je Suis: Marco “Puglia” Puglisi Jr.

WHO AM I?
Ho 21 anni e faccio l’università da casa. Vengo da Imperia e mi muovo in motoretta. Suono in un gruppo emo e parallelamente curo il mio progetto solista col nome di A Morning Loss. I LIKE: Psichedelia Sixties’n’Eighties Revival, Ska, POP (everything), Mod Revivalism, Post Rock, Emo, Post-Hardcore, American/British Folk, Noise, AMERICAN INDIE 1981-1992, AvantGard, Electro (Almost Everything), Soul, R’n’B, NO WAVE!!!

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo.
Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa.
Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline.

Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie.
Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017)
È ancora vivo.

Nasco come progger, ma nei soli 23 anni della mia vita mi sono divertito a spaziare praticamente tra tutti i generi. Nel mio iPod potreste trovare un album di Tom Jobim e subito dopo “Symbolic” dei Death. Considero la musica una vera ‘musa’, e in quanto tale cerco di rispettarla, venerarla e accarezzarla allo stesso tempo. Cerco, nei ritagli di tempo, di coltivare la passione per la tastiera, nata fin da quando ero piccolo: autodidatta, e figlio di batterista a sua volta autodidatta. Alcune delle icone più significative nel mio percorso? David Bowie, Pat Metheny, Mia Martini, De Gregori, Bjork, Genesis, Weather Report, Dream Theater, Opeth.

Nato a Genova nel 1984 e cresciuto nel negozio di dischi Distorsioni di Luca Calcagno (a.k.a. Il Santo) a Varazze, sono sempre stato un grande fan dell’hardcore/crust punk e del metal estremo; in particolare, i Sepultura hanno avuto una forte influenza sul mio sviluppo personale. Tuttavia, negli ultimi anni, ho aperto la mente a tanti altri generi musicali, inclusi quelli da classifica (la vita è troppo breve per le rivalità musicali). Sono vegano, pratico mindfulness, ormai 100% astemio, tifoso del Genoa e del Deportivo La Coruña. Politicamente, gravito intorno alle filosofie di Bertrand Russel e George Orwell, con alcune puntate verso l’anarchismo (specialmente in ambito scientifico, in stile Paul Feyerabend). I miei interessi includono la linguistica e le lingue moderne (che, attualmente, è anche il mio lavoro), la storia, la scrittura, il disegno a matita, i tatuaggi, la cucina e la natura. Credo sia tutto. Amor e luz, namastê!

Ollie Mikse is a lonely Aruban (some would say The Lonely Aruban) living in New England where he spends his time doing research at Dana-Farber, writing for various websites, recording music, doodling, and finding the nearest air-conditioned space. He lives in Chatham, Cape Cod with his two Jack Russell Terriers Duke and Shempy. He would also like to point out that if your cancer does somehow get cured by the content of this website, it is merely coincidence. You should get treatment.
Emily Yoder is a writer and nonprofit professional living in Boston with a (the?) lonely Aruban and two cats. Her interests include: antiques, feminism, remote islands, joining too many book clubs, and (unsuccessfully) teaching magic tricks to the aforementioned cats.

Studentessa di Communication Design presso il Politecnico di Milano.
Inguaribile musicofila ed appassionata di fotografia alla ricerca di un futuro (in)stabile.
21 anni – Milano

Bruno Ercole, classe 1997, studente del Liceo Scientifico di Savona, amante dell’ Indie. “Sono alto e bello a detta di mamma. Tengo la barba per sembrare un accattone o un original hipster in base ai casi. Suono pianoforte e chitarra. Sono stonato.”

Della grigia Torino racconto solo i contorni che la nebbia permette di ancora vedere.
Per questo motivo i miei disegni sono in bianco e graffite, con qualche sfumatura carica
e qualche altra sbiadita.Frequento L’accademia albertina dove non mi viene permesso di
frequentare il corso di incisione per saturazione posti per ben 3 anni ( su 7)
Decido allora di prendere in mano la matita e scoprire le gioie e i dolori del tratteggio e del
puntinato. A4, A3,70×50, 70×100,5×1,50 e 20 x 2 metri, alla ricerca di spazio per poter espletare
i miei ricami mentali.
Horror vacui ? No, mancanza di spazio vitale, effettivo, pratico, logistico, emotivo, affettivo e
sociale, non chè espressivo.

Nicolamaria Plescia (Termoli (CB), 1976 – ? ) è un musicista-dj-ingegnere malato di rock’n’roll, garage e punk. Attualmente risiede in provincia di Salerno ed è il chitarrista fondatore (insieme al cantante Albino Cibelli) dei “The Bidons”, lasciati a fine 2014, e del dj-duo “Joe & Frank”, insieme a Luigi Sabino, con il quale condivide anche la punk’n’roll band “The Dead Flints”. Nel 2015 fonda i “The Nitroglycerine”, band garage blues con nome ispirato da un brano dei The Gories. Nello stesso anno fonda i “Superslots Terrible Smashers” band garage punk. Colleziona strumenti vintage, vinili e veicoli d’epoca. E’ interessato a tutto ciò che appartiene al periodo ’50-’70 e che da esso sia stato direttamente o indirettamente influenzato, passione che lo ha portato a collaborare con Think UP!, IYEzine e la rivista cartacea Sottoterra per la stesura di recensioni e report dei live di band di settore. Recensisce garage, punk, rock ‘n’ roll, glam e hard rock

Se interessati, scrivete a: nico.plescia@gmail.com (Joe Swindle)

Mr. Cigarette Butt è nato in mezzo al nulla in un villaggio nuragico, cresciuto tra leggende e paganesimo camuffato, si nutre di cassette : R’n’R, PUNK, HC e BLUES per la maggiore, crescendo capisce che quella è la strada della perdizione e ci si butta di testa. Trasferitosi nel continente continua per la sua strada, organizzando concerti ovunque e mettendo dischi (non suonandoli!!). che dire? : “Blues is the teacher Punk is the preacher” .

Lorenzo Piazza, aspirante bassista di gruppi ska-punk-rock’n’roll a cavallo del nuovo millennio, cresciuto nella florida fauna musicale ligure, si è ormai riciclato come architetto a Parigi. Non ha perso il vizio di ascoltare musica indipendente e neppure di divertirsi a scrivere recensioni e commenti parziali e talvolta ignoranti, ma in buona fede e appassionati. Per questo è fiero di far parte di IYE

Kime o Madkime (si legge Chime però mi raccomando..)
è lo pseudonimo di Claudio Chimenti artista grossetano classe 1984
Cerca di sviluppare uno stile di comunicazione personale,che è andato sempre di più ad abbracciare l’illustrazione.
L’influenza del lavoro di grafico è molto forte, nella continua sintesi di forme e colori verso l’essenziale.
Non incline alle forme d’arte più tradizionali, crea soggetti ironici dai tratti vivaci e sintetizzati con colori privi di sfumature,che realizza su ogni tipo di supporto, e con varie tecniche.

Una vita di passione per il metal in tutte le sue svariate forme e la fiamma brucia ancora!!!

La mia passione per la musica, nasce da piccolo, da molto piccolo.
Grazie all’ascolto di radio Ulisse di Pisa e alla comparsa, nei primi anni
ottanta, nell’edicola di paese della rivista Rockerilla. Ma sarà con la
scoperta della scena “antagonista” pisana che riesco a leggere le prime
zine. TVOR e GDHC, quelle che meglio riescono a descrivere il mondo che sto
scoprendo. Alla fine degli anni ottanta i primi tentativi di collaborazione
con qualche fanzine. Dal 1993 al 2003, costruiamo e sviluppiamo, la versione
cartacea della fanzine Cagnara. Da alcuni anni siamo tornati come semplice
pagina Facebook. Spero con la passione di sempre.

Due Parole

Approfittando del caos calmo che ci attraversa i sensi, come il vento caldo ed atomico che da qui a poco investirà di brutto, volenti o nolenti, gli animi, e riprendo volentieri quest’immagine dal testo dei Righeira, il duo electro synth pop italiano in voga nei primi eighties, “Vieni sulla spiaggia. Tutti col sombrero/ c’è il vento radioattivo che spettina un po’ “, m’è sorta l’idea di porre una serie di domande, direi puttosto un aperto dialogo conoscitivo ed illustrativo col referente, nonché boss del magazine on line su cui scrivo da circa tre anni, Simone Benerecetti, della varazzina (SV) In Your Eyes ezine.

Di lui si sa poco, non è un personaggio molto in vista, se si escludono quelli che circolano nel circuito underground della pubblicistica on line in riguardo principalmente alla musica. Simone assurge (lo è di fatto) ad incarnare il perno redazionale adibito a far ruotare, seguendo la filosofia DIY, l’ingranaggio funzionale alla fruizione e diffusione di molti contenuti musicali appartenenti o meno alla scena corrente…

 

E sì, ciao Simone, partiamo proprio dalla musica. Dall’alto della tua lunga esperienza, credo primariamente di ascoltatore (poi non so se hai anche suonato musica nel concreto), quand’è che essa si è tramutata in passione tanto da muoverti a scriverne e a parlarne?

– La passione nasce, penso, da quando ho sfogliato uno dei primi numeri di Velvet, mensile dal quale poi discenderà anche Rumore. Esisteva allora un altro sentire, un altro modo di esprimersi alternativo a quello delle top ten, alla musica da classifica. Inizialmente ho provato a non rimanere un semplice ascoltatore, ma dopo aver visto che non ero portatissimo (diciamo) a suonare uno strumento, assieme ad alcuni amici ho provato a descrivere il tempo che vivevamo mettendo su una fanzine cartacea, Uniduila. La passione sta tutta lì: la voglia di descrivere, di descriversi attraverso la musica, ma non solo questo.

 

Il nome della tua prima fanzine è curioso, vuol dire qualcosa in particolare?

– C’era un allenatore a Varazze abbastanza famoso, che durante gli allenamenti continuava a dire “Passila. Tirila. Uniduila (indicando il rapido scambio ‘uno-due’ fra i giocatori), questo tormentone ha segnato in modo divertente le nostre menti; comunque essenzialmente ci piaceva molto la musicalità di quell’espressione.

 

 

Quali sono i tuoi gusti musicali, avendo vissuto pure in periodi nei quali la musica era ancora un valente fenomeno generazionale d’aggregazione; raccontaci succintamente, lanciati in una breve panoramica di ricordi, se possibile…

– Se parto con i ricordi, ne usciamo con una treccani online. Diciamo che i miei vent’anni sono stati caratterizzati musicalmente da molti estremi: Negazione, Descendents, De la Soul, Public Enemy, Soundgarden.
Resta il fatto che mi piaceva la musica in generale, come ancora adesso. In tutta sincerità, alcuni dischi troppo pensanti dell’epoca (HC punk italiano: Indigesti, Raw Power e anche roba U.S.A. sul tipo Uniform Choice) sono già diversi anni che non li ascolto più, non saprei dirti se ciò sia imputabile ai cambiamenti dell’età o alle trasformazioni dovute ai tanti ascolti.

 

Come inquadri la tua attività, il tuo ruolo nella gestione e nella vita di questa creatura affascinante?

– Sono molto fiero di quello che iyezine ha raggiunto ed altrettanto di quello che iyezine sta diventando. Il mio ruolo, come tu ben sai, è di capo assoluto!
A parte gli scherzi, ci vuole tanta passione; è da equilibristi ritagliarsi tempi e momenti liberi per poterla seguire, e ti posso assicurare Bob che è una vera impresa dibattersi tra vita privata, lavoro e contrattempi vari.

So che tieni molto alla grafica e che te ne occupi personalmente. Passare dal cartaceo al digitale come ti è parso: pregi, difetti, impressioni. 

- Della grafica se n’è sempre occupato Mauro Ferrando, adesso più preso da lavoro e famiglia; così, per supplire a ciò, cerco di far da solo. Sono sempre stato dell’idea che la bella presentazione di buoni contenuti sia importante, pur tenendo conto della famosa User Experience.

 

Spostiamoci un po’ sulla struttura della rivista on line e quale spazio ricopre sui social?

– A livello personale ne sarei uscito da anni dall’universo social, non me ne frega una mazza di sapere se la sciura Carmela ha fatto jogging, tanto per farti capire. Ti dico che all’inizio fb portava al nostro sito molto traffico; attualmente, secondo gli ultimi udpdate, il suo apporto raggiunge circa il 20% di quello totale, il resto proviene da google (grazie all’ottima indicizzazione, e qui la mia modestia si annulla) o da utenti diretti. Al momento utilizziamo i tre maggiori social: fb, instagram e twitter.

 

Oltre alla musica e alle interviste di genere musicale, quali argomenti tratta iyezine?



– Iyezine si interessa di tutto quello che ci permette di esprimerci. Musica? Libri? Racconti? Mailart? Qualsiasi soggettività esposta deve sottolineare passione e cuore, non di certo perorare il portafoglio.

 

So che c’è anche un iyezine esclusivamente metal, questa fa sempre capo a te, oppure hai altri stretti collaboratori nella cerchia vicina?

– Metaleyes è nata qualche anno fa per volontà di alcuni collaboratori di avere uno spazio dedicato prettamente al metal e a tutte le sue derivazioni. Purtroppo qualche mese fa hanno deciso di sospendere, perchè cosi va la vita. Intanto, però, iyezine ha da pochi giorni ripreso a pubblicare recensioni metal.

 

Altri spunti sono presenti nel vasto mondo di iyezine: facciamo il punto sulla creativa iniziativa generata dalla ragguardevole Netlabel, dal pittoresco merchandising e da quant’altro di bello si ‘spaccia’ sulla zine…

– La Netlabel è un progetto che porto avanti con Massimo Argo e Fabio Battistetti. Rappresenta una ramificazione laterale della fanzine. Ci piace l’idea della condivisione, dell’arte condivisa; questo è lo scopo prediletto in generale dalle netlabel, mettere on line, quindi a disposizione degli utenti, tutte le produzioni in download gratuito. Siamo on line da 5 anni e abbiamo superato i 2000 download

Invece, il merchandising nasce dalla nostra voglia di portare in giro iye. Le prime volte lo realizzavamo esclusivamente per noi collaboratori, dopodiché abbiamo iniziato a vendere qualche prodotto ed approssimativamente in circolo penso ci siano almeno 250 pezzi griffati ‘IYE’ , tutto ciò identificandosi anche nel personale, della zine, esiguo sistema di sostentamento.

 

Che tipo di oggettisca comprende il merchandising e naturalmente chi elabora i disegni…

– Abbiamo stampato magliette e qualche felpa, ma in vista di ristrettezze economiche, il budget non copre le spese necessarie, constatando pure la modesta richiesta, la cosa per forza di cose rimane un fenomeno contenuto, anche se spesso mi è venuto in mente di diversificare la vetrina dei gadgets. I disegni sono stati eseguiti da artisti che ci hanno aiutato a costo zero: Mauro Ferrando e Mad Kime.

 

Mettiamo il caso che abbia registrato in home made un album solo e coltivassi aspirazioni di diffusione del materiale sonoro composto; quindi, avendo avuto notizia della Netlabel, IN YOUR EARS, mi rivolgessi a voi. Nel particolare che tipo di sostegno mi offrireste, quali strategie mettereste in pratica. In quale maniera si svolgerebbe il rapporto col musicista.

– Qualsiasi materiale ci giunga, esso verrà ascoltato sempre e comunque. Se io o un collaboratore lo ritenessimo interessante, per noi degno di nota, a quel punto scatterebbe la recensione; in sostanza è questo l’iter.
Nessuna tariffa da pretendere per le recensioni, benché tanti siti la richiedano a fronte del servizio offerto.
Caro Bob, e cari lettori, sappiate che noi ci cimentiamo in questa attività semplicemente perché ci diverte, evadendo dal lato lucroso privilegiamo assolutamente l’aspetto ludico e creativo, nutrendo l’aspirazione di sponsorizzare buona ed inedita musica proveniente dal buio sottobosco, esattamente come fossimo dei talent scout.
Va da sé che se aveste intenzione di approcciare ad una linea decisamente professionale, beh, per quello esistono agenzie apposite; ed un progetto occupazionale, nettamente preparato e competente in tal senso, è attivo da pochissimo tempo dal nostro team: pr.iyezine.com

Ma riprendendo il filo della Netlabel, il passo successivo di questa mediazione si conclude con la recensione on line e la comunicazione all’artista di poterla condividere sul proprio sito.

 

Ottima cosa, lodevole, divertente. E in bocca al lupo per la neoimpresa di promozione, d’altronde è plausibile che da una passione nasca un mestiere, di solito funziona così!
Bene, boss, continuiamo ad esplorare la zine!

Ah! Scusa, Simone, ho visto però nella pagina relativa allo SHOP che ci sono anche copertine di dischi prezzati a basso costo, oltre alle foto delle curiose T-Shirt col ‘gorilla romantico’ in effige e delle divertenti shopping bag.

– La sezione SHOP è in fase di ottimizazione, i prodotti tessili sono certamente acquistabili, come pure i CD; circa i dischi devo però aprire una parentesi. Roberto Sacco, della capiente fanzine cartacea TUTTI PAZZI, ed amico di lunga data con cui in passato abbiamo organizzato qui nel savonese diversi concerti rock, si appoggia a noi per la vendita di materiale sonoro underground (per conto proprio e delle band) sotto l’ala della sua piccola casa di distribuzione.
Direi, un’altra buona occasione per visitare questa sezione!

 

Le novità che scopro sono notevolmente accattivanti, credo che IYE cominci ad essere tentacolare al pari di una creatura mostruosa abitante gli abissi marini. E questo passaggio ci serve per immetterci nella sezione VALIS…

– Valis nasce da un’idea mia e di Stefano Spataro (che tra l’altro ha pubblicato di recente il suo primo libro di fantascienza, ‘Attis’, su Prospero Editore) e raccoglie la cooperazione con altre realtà artistiche – ad esempio il collettivo del magazine Ronin per la fumettistica – incentrando quale argomento cardine la fantascienza. Per adesso il segmento è in standby, a causa di alcuni problemi, ma il materiale presente è corposo e numeroso; ci trovi interviste, recensioni a libri e film, racconti a puntate. E’ una ‘stazione spaziale’ varia ed eterogenea, senza dubbio.
Naturalmente speriamo di ripartire presto con nuovi input stimolanti e capacissimi di vivacizzare l’attenzione e la partecipazione.

 

Invece dell’attività radiofonica che alberga sul sito alla voce ‘PODACAST’, cosa puoi dirci in merito. Ho ascoltato delle fighe compilation de Il Santo…

– Un paio di anni fa si è cercato di mettere in pratica un’emittente web radio; all’entusiasmo e alla foga iniziali sono succeduti gli stop dovuti ai limiti imposti dalle realtà di realizzazione, connessi soprattutto con la macchina burocratica (licenze, diritti, tasse) e il poco tempo disponibile per dedicarvisi; così abbiamo dovuto ripiegare e accorciare il tiro sfruttando le potenzialità della rete, mettendo a punto dei podcast radiofonici che inglobano il lavoro di competenti speaker come Alberto Calandriello (Championship Vinyl) e Luca Calcagno (aka Il Santo). Trasmissioni registrate ed ottime compilation sonore da gustare comodamente avviando il player virtuale della puntata visibile in vetrina. 
Tuttavia la diretta la riserviamo per rari eventi, di certo utilizzando fb; saggiamente preferiamo non fare cose abbozzate ma meglio elaborate.

I sogni restano comunque diversi, mi sarebbe ad esempio piaciuto avere uno spazio fisico di condivisione e di ascolto della musica. Un luogo culturale, o controculturale, dove mettere in condivisione libri e molto altro, logiche che tengono troppo conto dell’aspetto monetario di cui non disponiamo.

 

Mi piace molto menzionare la presenza di IYE fisicamente, con tanto di stand ornato di magliette e merch esposto ai passanti, sparando buona musica tutt’attorno tramite DJ’s ed elargendo aspetti coloriti e di contatto reale, partecipativo e di scambio con l’ezine: quando, dove e perché uscite allo scoperto in piazza?

– Il nostro stand, a cui teniamo molto, viene utilizzato per alcune date fisse durante l’anno: vedi 25 aprile a Savona e l’8 dicembre al Rude Club. Se fossimo stati più giovani d’età saremmo girovaghi tutto l’anno, e sai che spasso, Bob! Ti dico che solitamente portiamo le t-shirt e le shopping bag in promozione, mentre sta diventando consuetudine regalare fotocopie di un nostro best in pieno stile diy!

 

Scendendo poco più giù con la rotellina del mouse dalla parte superiore del sito, che visualizza i contenuti ultimi pubblicati, incontriamo un grande banner (si può dire così?) che espone il ‘MAIL ART PROJECT 2020’, sottolineando tutta la freschezza della recente ideazione. Si tratta di un concorso, di un lavoro artistico comune? 
So che il grande critico musicale Vittore Baroni è appassionato artista della mail art. Da dove spunta fuori questa novita?

– A dire il vero iye aveva già sviluppato un progetto di mail art (https://www.iyezine.com/poster-parade-2007-mail-art-project-2) nel 2007. Come avrai capito a iye piace molto l’arte dal basso, la cosiddetta street art. Mail art si definisce un movimento artistico populista che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l’invio di opere generalmente di piccolo formato, creando così un feed-back tra mittente e destinatario.
Ovviamente, su tali premesse, crediamo molto in questi eventi, con la possibilità in futuro di poterli anche esporre in qualche piccola mostra.

Sono contento che per contrastare e diversificare questi limitanti tempi imposti dalla obbligata quarantena (noiosi da passare in casa) e che corrono imprevedibilmente su uno sfondo drammatico, il che è dir poco, si sia pensato di inserire sulla home page una nuova occasionale striscia…

FROM MY WINDOWS è redatto come un diario preposto a raccontare la quarantena di chi ne volesse dar notizia in modo personale, spontaneo, divertente, artistico ed alternativo. Ed è aperto ad ogni collaborazione e partecipazione. Occorre farci un salto su per rendersi conto degli originali contenuti esposti sulla bella striscia, in ogni caso il materiale che vorrete sottoporci, ed eventuali domande, ricordate di inviarcele col tramite mail: info@iyezine.com.

Quindi fatevi sotto, vi riceveremo amichevolmente!

Davvero grandioso! Quindi, avendo a cuore pure la divulgazione libera di opinioni nella sezione ‘ARTICOLI’, entro cui transitano differenti temi di attualità e non solo, vedo che dai risalto alla poesia, ai racconti e agli haiku di Claudio Spinosa – la sua è presenza fissa sulle vostre pagine.

 

L’ultimo sguardo vorrei posarlo lungo la sezione più eccitante, parlo per me, della rivista, detta IyeLab.
Cose pazzesche vi ho letto là dentro e lo testimonio addirittura con la presenza di qualche mio scritto ‘sopra le righe’. Possiamo dire che è un’estensione a innumerevoli moduli espressivi, è così, Simone?

– Sì, potremmo chiamarla in questo modo, una lavagna dove ognuno può scrivere ciò che vuole e con la tecnica preferita; il mezzo non fa differenza, è la voglia di esprimere, di esprimersi a cui si da risalto.
Gli Haiku li trovo sempre molto interessanti, sintetici, poetici. Essenziali.

 

Ringraziamo Simone Benerecetti per la sua lungimiranza e tenacia, rendendo possibile questa intervista che ha visto la luce rubando molti attimi di tempo improvvisati, ma che ci fa consci del poter contare su una fanzine che come visto travalica la semplice funzione di rivista di settore on line, fondata per dare voce a chi non la ha e riservando uno spazio ottimale teso a dare impulso partecipativo delle tante cose che ci ruotano intorno.
Chi passa di qui ci lascia il cuore, poiché questa è una creatura a cui si vuol bene.

Tale positività alimenta il motore che ne genera la continua trasformazione, con filosofica oculatezza di tempo e di mezzi.

In Your Eyes ezine raccoglie una significativa esperienza filtrando fin nel quotidiano; la sua attitudine non è rivolta meramente a raccontare, ma nel proprio intimo a creare, a fare, ad esercitare la mente e lo spirito critico nella sacrosanta ottica Do It Yourself.
Complimenti a Simone e al valoroso staff dei collaboratori, che attraverso il loro lavoro sono assolutamente ripagati della fedele dedizione e attenzione dimostrata dai numerosi fans, permettendo a tutto tondo, ancora, di poter dare un senso alla parola libertà.

Grazie Bob!