
The Queen Is Dead Volume 221 – Nam-Khar, Sutekh Hexen & Hissing, Aetere
Nam-Khar, Sutekh Hexen & Hissing, Aetere: due monolitici lavori di dark ambient e drone in casa Cyclic Law, e doomgaze di alto livello da Bordeaux.
Nuova rubrica che ho lo scopo di parlare di dischi che sono degni di nota, in maniera da superare la solita figura trita e ritrita della recensione. Se un disco è in questa rubrica non è per sminuirlo, ma è per poter parlare di più cose contemporaneamente in maniera colloquiale ed aperta ai commenti e suggerimenti.

Nam-Khar, Sutekh Hexen & Hissing, Aetere: due monolitici lavori di dark ambient e drone in casa Cyclic Law, e doomgaze di alto livello da Bordeaux.

Afterglow, Frozen Sand e Scatter attraversano shoegaze, prog metal e cyber thrash: tre uscite diversissime, piene di visione, intensità e puro carattere.

Da New York alla Finlandia fino a Bangalore: Sons Of Ghidorah, Mandy Manala e Maneating Orchid travolgono doom, occult rock e mathcore senza alcuna tregua.

Puntata interamente immersa nell’universo del metal, con diverse sfumature, dal doom metal dei Godthrymm, allo stoner psych dei Mörkekraft, per finire con il black metal sinfonico degli inglese Hecate Enthroned.

Giorgia Faraone, Dark Millennium, Solar Mantra: partiamo con un gran disco di black music italiano, poi death metal d’avanguardia tedesco e si chiude con disco grunge stoner e doom

Blood Grave, Vaeovon, Abrasive Trees: Devastante death metal cileno, black\death neozelandese di caratura mondiale ed infine un disco di psichedelia illuminante da dei druidi inglesi.

Puntata interamente nel sottobosco musicale italiano, tra i perugini Buio Dentro ed il loro post-rock e post metal di grande effetto, il bellissimo magma sonoro dei Dagerman, per poi finire con il ritorno discografico dei LaCasta, un massacro.

Tra death metal rituale, elettronica da Quadrato Nero e stoner doom nordico: Sacriversum, Demikhov e White Tundra scavano nel buio con tre dischi fuori asse.

Palmer Generator, Taxology e Imperium Omega aprono tre mondi sonori: post-rock cosmico, psichedelia pugliese e buio industriale da ascoltare senza difese.

Alternative molto vario e di grande qualità da Milano, un assalto lo-fi punk crust sludge dagli Usa profondi e un ottimo disco di grunge metal dall’Ungheria.

Isegrim, Palmar De Troya, King Potenaz: si apre con la ristampa di un classico del black metal tedesco degli anni novanta, poi tanto noise andaluso e si chiude con la meglio psichedelia pugliese.

Atlantic Ridge, Rashco, Gli Alberi: dai mari del sud del mondo, passando per il garage punk rock foggiano per arrivare ai deserti alla fine del mondo.
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