La musica africana è tradizione, memoria, passato; eppure, lo sguardo occidentale tende ancora troppo spesso a relegarla a un’etichetta “primitiva”. Al polo opposto, la musica elettronica è sintesi, tecnologia, futuro. Come possono due mondi così distanti convivere? La risposta porta il titolo di “Halo’s Glitter”, affascinante cortocircuito di sonorità africane, elettronica, venature pop e rarefazioni ambient, che i Siselabonga ribattezzano Afro Soul Tronic.
Siselabonga è una parola inventata, unione di “siyabonga”, “grazie” in isizulu, e “si c’est bon”, “è buono, va bene” in francese. La prima metà è frutto delle radici sudafricane della cantante Nongoma Ndlovu, la seconda del percussionista svizzero Fabio Meier. Insieme, i due danno vita ad una musica che scardina i paletti imposti dell’afrofuturismo più puro. Nongoma entra nel progetto Siselabonga come voce del nuovo disco “Halo’s Glitter”, uscito su A Tree in a Field Records, immergendo canti in dialetto e sonorità lontane in bagni di sintetizzatori e texture elettroniche d’avanguardia. Il duo esplora territori di intimità, sessualità, legami tra genitori, figli e antenati, in canzoni che funzionano come mantra. Parole ripetute fino a perdere il loro significato letterale e assumerne uno nuovo fatto di musica. I colori dell’Africa, i suoi costumi sgargianti, le feste sfrenate: tutto si riduce a un minimalismo a tratti asettico, algido, riconoscibile nel suo futurismo autentico. Le sorelle Ibeyi, Jamila Woods, Sudan Archives nel suo disco d’esordio “Athena”: esempi di tradizione non stereotipata, proiettata in un futuro ipertecnologico, ordinato, quasi formale.
L’opening track “Halo” è una filastrocca amara, una poesia velata di lucido sarcasmo: la protagonista chiede un’aureola, un punto luce che ne illumini il volto per mascherare i traumi di una vita. Che bella la produzione, che bello l’arrangiamento, che bella la voce di Nongoma. “Sisasebancane” sembra uno strano scioglilingua che la cantante ripete in diverse intonazioni per quattro minuti e mezzo, nello stile inconfondibile di Miriam Makeba, “Numbers (9-7-8)” un pezzo avveniristico, codice da decifrare sulle percussioni di Fabio e la base elettronica. “7-8-9 are the last three digits of my number” ripete, come se non volesse rivelarci il numero intero e lasciarci la speranza di un altro indizio nel brano successivo. Invece, si lascia sciogliere nella malinconia delle giornate piovose di settembre, quelle giornate uggiose che si portano via l’ultimo sole estivo; “September (Rainy Daze)” è un R&B alternativo (ma neanche troppo) delicato, che scivola leggero sulla pelle. Con “Agolo” il duo omaggia la hit del 1994 di Angelique Kidjo, trasformata per l’occasione in una traccia elettronica calma e spezzettata, rimodellata su synth e tamburi stroboscopici. Obiettivo raggiunto proprio perché nega la copia, suonando a tutti gli effetti come un pezzo originale dei Siselabonga.
Il cuore del progetto è “Kwasha Kwacima”: non siamo nient’altro che polvere di stelle, unione di fragilità e potenza infinita. Il dolore è inevitabile, ma scalare le vette della nostra mente e aggrapparsi a ogni barlume di speranza è ciò che ci rende immortali e allo stesso tempo divini. La voce di Nongoma che si sovrappone, il ritmo primordiale scaraventato in un futuro elettronico e la strofa del poeta Modise Sekgothe convergono in quello che è, a mani basse, l’episodio più carismatico dell’intero lavoro. Verso il finale, “Magdalena The Dancer” traccia i lineamenti sensuali di una una donna libera e audace. Magdalena non balla per gli uomini ma per sé stessa, immune agli sguardi predatori che la circondano, in un racconto di resilienza femminile di una donna che non ha paura di raccontarsi. I bonghi di “Shut Up N Drive” sono consigli per calmarsi, guidare in silenzio una terapia per tornare alla pace.
Qualunque cosa volessero fare i Siselabonga ci sono riusciti alla perfezione. Volevano un disco che fondesse Africa ed elettronica? Ce l’hanno. Speravano in un disco facile da sentire ma complesso da ascoltare? Ce l’hanno. Cercavano storie autentiche da raccontare in testi non banali? Le hanno trovate. Non importa quanto l’artista possa essere legato al continente, cadere in luoghi comuni fastidiosamente triti è più facile di quanto si pensi. I Siselabonga scavalcano agilmente tutti i possibili inghippi per arrivare al nocciolo, un genere nuovo a cui loro stessi danno nome, l’Afro Soul Tronic. E a noi che piacciono le cose facili, ci risparmiano la fatica di dover etichettare qualcosa di nuovo che, a dirla tutta, ci piace molto.
Siselabonga – Halo
Siselabonga – Halo’s Glitter tracklist
- Halo — 04:48
- Halo Interlude — 00:49
- Sisasebancane — 04:32
- Numbers (7-8-9) — 05:02
- September (Rainy Daze) — 04:33
- Agolo — 04:40
- Kwasha Kwacima feat. Modise Sekgothe — 04:04
- Magdalena The Dancer — 04:02
- Entangled — 01:56
- Shut Up N Drive — 04:38
- Kwasha Flip — 01:40










