
SALOMEA – axxxis
Non ci sono hit nel nuovo album dei SALOMEA, ma c’è il cognome della cantante nel nome della band: se i calcoli sono corretti, il gruppo tedesco-americano ha tra le mani un capolavoro.

Non ci sono hit nel nuovo album dei SALOMEA, ma c’è il cognome della cantante nel nome della band: se i calcoli sono corretti, il gruppo tedesco-americano ha tra le mani un capolavoro.

Attraverso otto portali, il batterista inglese LOX ci spiega cosa hanno in comune Naruto e la comunità nera: un’anima fiera, resiliente e ribelle, che lotta per i propri diritti e trova la sua voce più autentica tra le note del jazz e del soul.

Tre moschettieri che alle avventure e ai duelli preferiscono un jazz tranquillo e raffinato. Paul Janoschka guida una squadra infallibile in “Trio”, inno alla quotidianità e alla bellezza di fare musica senza pensarci troppo.

In un viaggio sonoro che scardina i confini dello spazio-tempo, i Siselabonga ridisegnano i codici della musica africana dimostrando che il futuro ha radici antichissime.

In un’epoca digitale che si è dimenticata come si dice la verità, Baby Rose serve su un piatto d’argento un piatto di blues, soul e R&B condito con una voce così particolare che si può paragonare solo a Nina Simone.

Andie Loui debutta con un progetto alt-pop che rifiuta i cliché romantici dei vent’anni, preferendo il casino in testa e le paranoie a parole di conforto.

Basta ascoltare “Outsider” per recuperare decenni di blues e soul, di perle nascoste tra Stax e Motown e capolavori firmati dalle più grandi voci della storia americana. Non a caso Tiwayo significa giovane vecchio, e non a caso negli Stati Uniti non c’è nato.

Un disco al guinzaglio che tira prima verso il jazz, poi verso l’afrobeat, poi verso comizi politici e a feste di paese, imprevedibile e necessario, che costringe a uscire di casa (anche se piove).

Egoisticamente, la cantante svedese Cosima Olu fa un disco per sé stessa, per curare il lutto e darci un assaggio di una normalità che, nonostante sconvolta, rimane normalità. Vi si nasconde una musica raffinata ed elegante, senza pretese se non quella di eessere una medicina.

Nel giardino di Kunde c’è posto per tutti i fiori, da quelli più esotici a banali margherite, da rose particolari a tulipani colorati. Eppure quando passa il vento tutti suonano all’unisono un misto di hip hop, jazz e neo soul magistrale.

Il debutto omonimo di Soma Camara dimostra che produzioni curate e hip hop fatto bene contano poco senza una storia autentica da raccontare

L’unico difetto del disco di debutto del producer olandese Stirmouth è che finisce troppo presto. È mainstream? Sì, ma è solo uno dei tanti pregi.