Maurice Pianzola
“Io affilo la mia falce.Thomas Müntzer e la guerra dei contadini”
Edizioni Tabor, Valsusa (TO) 2025
pp. 221
12 euro
«Guarda, i principi e i signori sono l’origine di ogni
usura, di ogni ladrocinio e rapina; si appropriano di tutte
le creature: i pesci dell’acqua, gli uccelli dell’aria, le piante
della terra, tutto appartiene a loro”.
Isaia 5
Un libro fondamentale, un bellissimo affresco in movimento di una delle figure più interessanti e potenti della storia europea e non solo, uno scritto con tantissimi spunti di ricerca, e inoltre una visione inedita del sedicesimo secolo, un libro militante per scopi militanti.
Questo bellissimo libro dello svizzero Maurice Pianzola su Thomas Müntzer è uno dei libri più belli che ho letto ultimamente e non solo. “Io affilo la mia falce.
Thomas Müntzer e la guerra dei contadini” edito da Tabor Edizioni, e questa casa editrice meriterebbe un discorso a parte poiché è una delle poche editrici veramente indipendenti e militanti, è la riproposizione di “Thomas Munzer ou la guerre des paysans” edito da Le club français du livre, Paris, nel 1958, e tratta in maniera unica e molto originale, militante, la figura di Thomas Müntzer, il Magister Thomas. le cui vicende e non solo sono al centro del capolavoro “Q” dei Wu Ming, che incendiò le terre tedesche e non solo.
Un libro fondamentale, un bellissimo affresco in movimento di una delle figure più interessanti e potenti della storia europea e non solo, uno scritto con tantissimi spunti di ricerca, e inoltre una visione inedita del sedicesimo secolo, un libro militante per scopi militanti. Un libro fondamentale, un bellissimo affresco in movimento di una delle figure più interessanti e potenti della storia europea e non solo, uno scritto con tantissimi spunti di ricerca, e inoltre una visione inedita del sedicesimo secolo, un libro militante, una delle figure davvero incendiarie della storia europea. Il libro è scritto in maniera molto chiare e con uno stile quasi cinematografico, minimale eppure ricchissimo, Pianzola ci fa assistere in diretta a tutte le fasi della vita di Thomas Müntzer, e fu una vita incredibile.
Il libro prende le mosse dai primi passi di Thomas Müntzer nella vita religiosa, ovvero dalla sua ordinazione come prete nel 1513, e da lì le prime prediche, parlando sempre dei bisogni della gente comune e dei problemi di una fede sentita sempre più lontana dall’ortodossia cattolica, e soprattutto dagli atteggiamenti della Chiesa Romana. Nel 1519 è nella Wittenberg dI Martin Lutero, la cittadina dove lo stesso affisse le sue tesi il 31 ottobre 1517, dando inizio al protestantesimo. Il libro tratta in maniera molto approfondita ed adeguata i rapporti fra Martin Lutero e Müntzer, e per fare un paragone musicale dato che ci troviamo pur sempre in un sito che tratta di cultura musicale, si può affermare che Lutero potrebbe essere paragonato ai Sex Pistols, mentre Müntzer sono decisamente calci sui denti come i Napalm Death.
Lo scritto di Pianzola illustra in maniera mirabile la radicalità di Müntzer che parte dalla sua religiosità estremamente integerrima, Magister Thomas vede molto chiaramente che lo stato attuale delle cose puzza più di una strada medioevale di notte, e che i preti e la chiesa cattolica sono le fondamenta dell’oppressione del popolo, un’oppressione più economica che politica, dato che Müntzer aveva visto le miniere dell’epoca, le botteghe dei tessitori, le stamperie, e tanto altro, e a differenza di Lutero, che non voleva la violenza ma le discussioni filosofiche, per tutta la vita tesse una tela che lo portò alle estreme conseguenze, ovvero scendere in campo con gli umili contro gli insorti, con scritti come questo, giusto per dare un’idea del personaggio : «I contadini di Klettgau e Hegau, nella Foresta Nera, sono insorti, forti di 3 000 uomini e più passa il tempo e più il gruppo diviene numeroso.
La mia sola preoccupazione è che degli stolti acconsentano a un patto sbagliato, perché non conoscono l’inganno […] e ora su, su, su che è tempo, gli scellerati tremano come cani. Incitate i fratelli a far pace affinché il vostro movimento acquisti consistenza […] non guardate ai lamenti degli empi. Essi vi pregheranno gentilmente, piagnucoleranno e supplicheranno come i bambini […] non dormiamo più a lungo […] su, su, su finché il fuoco arde. Non lasciate raffreddare la vostra spada, non vi infiacchite! Battete, pink, pank, pink, pank sull’incudine di Nembrod, buttate giù la loro torre! Finché essi vivono, non è possibile che vi liberiate dal timore umano.
Non vi si può parlare di Dio, finché essi signoreggiano su di voi». Ecco, questo è Thomas Müntzer in estrema sintesi, parole incendiarie per appiccare il fuoco in un momento dove i contadini nelle terre tedesche sono in ebollizione ed insorgono, a partire dalle compagnie del Bundschuh (in tedesco Bundschuh, letteralmente “Lega della scarpa”) organizzazioni segrete di contadini ribelli attive nella Germania meridionale, in particolare lungo il corso superiore del Reno, tra il 1493 e il 1517. Il nome derivava dal tipico calzare contadino allacciato sopra la caviglia, che divenne il simbolo della loro rivolta e campeggiava sullo stemma dei ribelli, rappresentando il duro lavoro nei campi. Il libro in questione è infatti pubblicato nella collana “Bundschuh” della Tabor, proprio perché questo libro, dove i veri protagonisti sono gli umili e gli ultimi che si ribellano, è visto come un incitamento alla ribellione, al rovesciamento dell’ordine a noi sfavorevole, perché si può osare ancora.
Questo libro è un capolavoro sulla vita di Müntzer, la penna di Pianzola ci pone negli stessi luoghi degli avvenimenti, siamo con Müntzer mentre tesse la sua tela, siamo con lui mentre conosce e collabora con tutti gli eretici possibili, dagli anabattisti (pur non essendolo mai stato, come non è mai stato luterano), agli hussiti, dagli scritti di Gioacchino da Fiore che lo influenzeranno profondamente soprattutto sulla venuta della Terza Età quando sarebbero terminate le ingiustizie spirituali e sociali. Müntzer era uno spirito inquieto, un vero credente, infatti nella sua visione la religione è alla base di tutto, ed è anche vessillo di giustizia e può anche essere violenta all’occorrenza. Mentre Martin Lutero scriveva “Contro le bande dei contadini che assassinano e rubano“, difendendo i padroni e lo status quo, Thomas Müntzer nel maggio 1525 con 300 uomini risponde al disperato appello dei cittadini di Frankenhausen che stavano lottando contro i tiranni di Heldrugen e il duca Giorgio. Mentre in tanti millantano e parlano Thomas Müntzer ci mette il corpo e viene catturato e giustiziato dopo la disfatta della rivolta. I rivoltosi furono spazzati via proprio perché non volevano dare Thomas Müntzer ai prinicipi.
Cosa chiedevano i rivoltosi ? L’ abolizione delle decime, della servitù della gleba e delle corvée, riappropriazione delle ricchezze e delle terre in mano ai principi e alla Chiesa, messa in comune di tutto il prodotto del lavoro e anche delle terre non coltivate per mettere a disposizione della maggior parte della società sia il legname che la selvaggina che vi erano nelle suddette terre. Sui loro vessilli era scritta una frase molto chiara e priva di fraintendimenti : “Omnia sunt communia”, ovvero tutto è comune, di tutti. Thomas Müntzer lavorò una vita per arrivare a quel momento all’interno di un quadro politico e sociale molto complesso e che in questo libro viene spiegato molto bene, con una visione militante e rigorosa, come sono tutti i libri della Tabor, che sono senza copyright, perché sono di tutti.
Personalmente non sono capace di analizzare i legami fra la guerra dei contadini tedeschi e il marxismo ed il comunismo, posso solo provare a spiegare cosa mi ha fatto scaturire questo libro, un lavoro che ti scalda il cuore, poi ti fa arrabbiare, poi ti fa capire come fondamentalmente dal medioevo a qui non sia cambiato granché, come la chiesa Romana è stata sostituita da altri credi, dalla tecnologia, ma la necessità del padrone capitalista di schiacciare chi lo rende ricco rimane la stessa, ed è incedibile leggere Pianzola mentre descrive gli eretici che creano mondi alternativi, Thomas Müntzer che parte e predica in posti differenti, risponde a muso duro a principi e nobili, che mette assieme minatori e contadini, non dando solo una visione escatologica, ma offrendo la lotta, lotta che nasce dallo stampare volantini contro la falsa fede e i ricchi, come dalla battaglia e dalla rivoluzione, dal saccheggio di monasteri visti come non abbiamo queste cose e le prendiamo da chi vive la fede falsamente.
Questo lavoro ci rende nuovamente e in maniera mirabile la figura di Thomas Müntzer, una delle figure meno note a livello di massa, ma uno dei pochi ad aver realmente cambiato le regole del gioco nel suo ambito, ad aver fatto vedere cosa vuol dire essere hardcore in un mondo di oppressori, dove mettersi a fianco dei vinti è essere vinti a propria volta, condivisione del sacrificio attraverso una coerenza enorme, io predico certe cose e queste cose le faccio, e ci andiamo a riprendere quello che ci hanno sottratto, ciò che è nostro.
Martin Lutero non aveva mai voluto essere Thomas Müntzer, lui aveva altri obiettivi ed è stato fondamentale nella storia europea e mondiale, ma Müntzer vuole fortissimamente essere e morire Thomas Müntzer. Infatti la macchina del fango, guidata dai principi e dai luterani con Lutero stesso, sarà azionata contro Magister Thomas, ma leggendo questo libro si compie un atto di giustizia storica e storiografica, rimettendo Thomas Müntzer al centro della sua storia, e riportandone molto bene le gesta, la sua potenza dirompente e la sua importanza storica. Pianzola ci fa toccare con le nostre mani la potenza delle parole di Thomas Müntzer e la sua grandissima conoscenza delle scritture, e la sua visionarietà militante, nel senso che capì che la rivolta doveva essere organizzata molto bene, e sorretta sia dalle armi che da scritti e discorsi teologici e filosofici.
Un libro fondamentale, un bellissimo affresco in movimento di una delle figure più interessanti e potenti della storia europea e non solo, uno scritto con tantissimi spunti di ricerca, e inoltre una visione inedita del sedicesimo secolo, un libro militante per scopi militanti.










