Intervista Infection Code

Intervista agli Infection Code: line up rinnovata, thrash industrial e le visioni di Lovecraft dietro 'De Reptilium Arcanis'. Rettili, alieni e Fermi.

Grazie a Trevor di Nadir Records abbiamo avuto la possibilità di fare una chiacchierata con gli Infection Code, che hanno il bellissimo “DE reptilium arcanis” su Nadir Music in pubblicazione. Il disco è un grande lavoro, complesso e stratificato, molto duro e visionario, e qui di seguito viene spiegato benissimo, dandogli ulteriore valore

– Ciao come nasce il nuovo disco “De Reptilium Arcanis” ?-

Ciao e grazie per l’opportunità. Il nuovo disco a seguito dell’ennesimo cambio di line up. A metà Maggio 2025 nel pieno della promozione di “Culto”, abbiamo estromesso dalla band il chitarrista in essere e richiamato dopo più di vent’anni, Macha, il chitarrista fondatore della band. “De Reptilium Arcanis” nasce dall’urgenza di scrivere nuove canzoni con una line up finalmente matura, senza prime donne, dove vige, tranquillità, serenità e confronto. Questo nostro nuovo album è il frutto di sette mesi molto intensi dove abbiamo scritto, suono e registrato ma nel frattempo anche fatto qualche concerto.

– Negli ultimi dischi il vostro suono è mutato parecchio, indurendosi e diventando più oscuro, cosa è successo per arrivare a questo suono?-

Semplicemente volevamo tornare a scrivere musica che rispecchiasse le nostre personalità. Dopo “Dissenso”, volevamo ritornare a sonorità, passami il termine, più metal, più oscure, più serrate, al thrash metal imbastardito con l’industrial e la crudezza dell’Hardcore. Penso che da “In.R.I” questo sia avvenuto per gradi, arrivando a “De Reptilium Arcanis” il nostro disco più completo e maturo.

– Avete sempre trattato tematiche molto interessanti e mai ovvie, di cosa parla questo disco ?-

“De Reptililum Arcanis” racchiude sei storie che sono state influenzate dalle mie letture, soprattutto il Maestro H. P. Lovecraft che mi ha sempre accompagnato, Valerio Evanglelisti con la saga di Eymerich che ultimamente ho riletto, “It” di Setphen King, il romanzo “Il Problema dei Tre Corpi” di Cixin Liu.

– Ascoltando il disco si può notare il grande lavoro sonoro e non solo dietro a questo disco, come nascono le vostre canzoni? –

Sostanzialmente tutto parte da Ricky, il nostro batterista, che ha davvero una biblioteca di files con riffs, idee, linee ritmiche. Le propone a Macha ed Andrea e poi sviluppa la struttura della canzone. Da qui in sala prove o a casa si scrivono le varie parti di chitarra e basso. Per ultimo metto la voce. Come puoi notare è un processo molto semplice ma dà i propri frutti. È un modo di lavorare che non vorremmo cambiare.

– Ogni album per voi è un organismo che ha vita propria, quali sono le peculiarità di questo?-

Le peculiarità di “De Reptilium Arcanis” sono molto semplici. Vorremmo tornare a scrivere canzoni con un certo interesse verso quelle sonorità che sono state i primi amori giovanili, quindi industrial thrash metal, hardcore, death metal con un certo livello di groove., inserendolo in un contesto creativo dove si è raggiunta una maturità ed una padronanza artistica già rodata.

– Una canzone come “Fermi paradox” è quantomai adeguata a questo periodo di cosiddetta disclosure sia politica che non, cosa pensate del discorso alieno ?-

“Fermi Paradox” non ha nulla di politico come la totalità dei testi di De “Reptilium Arcanis”. Il paradosso di Fermi mi ha sempre affascinato e da qualche tempo ho cercato di approfondirlo soprattutto dopo avere letto il romanzo “Il Problema dei Tre Corpi”. Da qui ho scritto il testo della canzone fantasticando che una delle molteplici risposte al paradosso di Enrico Fermi potesse essere che gli alieni o meglio, civiltà aliene, non arrivassero a scoprire la terra perché disturbate dal Magnum Innoninandum, la grande nebbia Lovercraftiana. Mi sono divertito ad unire una riflessione scientifica con una elucubrazione letteraria.

– L’elettronica ha un certo spazio nella vostra musica, come la gestite e quali sono le fonti di ispirazione per questo ambito?-

L’elettronica non sempre ha avuto il giusto spazio nella nostra musica, soprattutto da quando abbiamo ripreso in mano la nostra identità musicale più prettamente metal. Nel contesto odierno dalla band l’elettronica è molto importante, infatti in “De Reptlium Arcanis” troviamo numerosi spunti ed arrangiamenti che vanno a valorizzare le parti più tradizionali. L’elettronica è scritta e gestita da Ricky ma anche Andrea e Macha danno il loro contributo.

-Avete sempre il rumore come motore primo, e la vostra musica è sempre in continua mutazione, cosa vedete nel vostro futuro?-

Attualmente cercheremo di promuovere il più possibile “De Reptilium Arcanis” ma stiamo già programmando un nuovo disco che sarà quello dei trent’anni della band. Il nostro intento è farlo uscire nel 2029. Senza fretta e godendoci i momenti di soddisfazione che questo disco saprà regalarci.

– Nel nuovo lavoro ci sono vermi, rettili e rettiliani, essere provenienti da sottoterra ma anche da altre dimensioni, e poi c’è lei, la regina che divora…-

Come già detto prima ho preso ispirazione da romanzi e racconti che stavo leggendo in quel periodo da autori come Lovecraft, Evangelisti, Machen, Bloch. La regina che divora, “World Eating Queen” ha riferimenti molto marcati da IT di Stephen King, un dei romanzi più inquietanti ed affascinanti dello scrittore americano.

– Cosa vi aspettate da questo disco ?-

Il bello arriva adesso, l’uscita di un disco è sempre l’inizio di un processo, promozionale in primis che tiene impegnata la band per molto tempo. Cercheremo di suonare il più possibile.

Ciao grazie mille.

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