iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

The Gobs – 1 – 2 – 3 – 4!! – Cassetta

The Gobs-1-2-3-4!!-Cassetta // Una matassa di voce, chitarra, basso, batteria e synth ti assale all’ascolto senza mai negarti il piacere della melodia e il naufragar m’è dolce in questo mare dove tutto si confonde formando un suono unico, indivisibile.

The Gobs - 1 - 2 - 3 - 4!! - Cassetta - Musica Punk

Una matassa di voce, chitarra, basso, batteria e synth ti assale all’ascolto senza mai negarti il piacere della melodia e il naufragar m’è dolce in questo mare dove tutto si confonde formando un suono unico, indivisibile.

Raramente capitano piaceri così intensi in un disco, tanto vale restare qui, a galleggiare, lasciarsi condurre alla deriva dalle frequenze a bassa risoluzione di questo miracolo generato su bandcamp per tutti i Budget Punk che amano crogiolarsi tra suoni polverosi e mandati in saturazione.

D’altronde è tanto che aspettavamo l’idea geniale; l’abbiamo talmente attesa che, quando si è manifestata, un giorno, per caso, tra capo e collo, senza preavviso, non è stata, forse, neanche una sorpresa.

Così doveva essere. Punto e basta.

L’idea geniale ce l’ha avuta questo tipo di Portland con la sua etichetta Spared Flesh (hanno già all’attivo quel piccolo capolavoro indie Lo-Fi che è “Halbum” degli Zero Percent APR, i synth punkers Slimex e la versione americana della cassetta di Cosey Müeller del duo tedesco DAS DAS): prendere i primi quattro singoli dei Gobs, usciti solo in digitale sul Bandcamp del gruppo, e farne un’unica uscita.

A dire il vero non è che ci volesse la maga o un intelletto superiore per capire che il modello dei Gobs, e cioè fare uscire, di volta in volta, un singoletto da tre pezzi, era una dolce tortura:

dolce perché i Gobs propongono un punk rock a bassa risoluzione che è roba da maestri del genere (primo nome su tutti: gli Spits); tortura perché, ogni volta, tre pezzi soltanto lasciavano sempre quello strascico d’insoddisfazione che accomuna più i tossicodipendenti che gli appassionati di musica:

quel desiderio che accompagna l’ultima dose fino alla prossima che non si sa quando ci sarà ma, per certo, ci sarà e sarà migliore della precedente.

Difficile dire se è stata l’attesa a impreziosire, ogni volta, l’ascolto di un nuovo singolo da tre pezzi dei Gobs o proprio la qualità maestra della proposta.

Ora che tutto è messo in fila, per un ascolto che non sia frammentato, appare tutto più chiaro: è la qualità.

Punk Rock alla Spits, si diceva, ma con in più quella passione per la scarsa definizione, confini non tracciati tra uno strumento e l’altro, che aggiunge all’insieme quella cifra mesmerica, rarefatta, nebbiosa che rende quasi il tutto, tra velocità ossessive e armonie confuse tra mood generale e voce, un’esperienza, mi si conceda il termine, psichedelica.

Ascolto e riascolto tutto di filato, in loop, vinto ed avvinto e mi rendo improvvisamente conto che dal 22 Marzo del 2021 (data di uscita del primo singolo dei Gobs) abbiamo assistito, piano piano e a piccole, letali dosi, alla composizione graduale di uno dei migliori dischi dell’anno (ormai siamo a Novembre, si può iniziare ad usare facili entusiasmi senza troppa fatica).

Non capita spesso che un gruppo condivida coi suoi ascoltatori un processo così. E io, che adesso, finalmente, percepisco il divenire di un disco così bello nel suo insieme, non posso che ringraziarli di avermene reso partecipe.

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Siselabonga - Halo's Glitter

Siselabonga – Halo’s Glitter

In un viaggio sonoro che scardina i confini dello spazio-tempo, i Siselabonga ridisegnano i codici della musica africana dimostrando che il futuro ha radici antichissime.

Dwarves – Jenkem

Siete in cerca di un disco per rovinare qualsiasi “gioco aperitivo” e far scappare via inorriditi tutti in questa estate che impazza quando siete al

Gom Jabbar – Gom Jabbar

“Gom jabbar” su Subsound Records è l’esordio dell’omonima collaborazione fra Fabio Bortolotti aka Kenobit e Federico Trimeri bassista e tastierista degli Stormo, grandissimo gruppo italiano underground, rumore e cuore.

Akem Manah, Diana Darby, Miserate, Mordeo e Void of Light

:: ACUFENI :: FASTIDI AURICOLARI CONTEMPORANEI #49

Cinquanta (meno uno) episodi di :: acufeni :: in compagnia di Akem Manah, Diana Darby, Miserate, Mordeo e Void of Light, per una serie di sollecitazioni decisamente eterogenee, ma tutte comunque orientate ad un approccio di rivolta, sentito come necessario, che non possiamo non condividere in toto, senza se e senza ma.