Dramma di Rolf Thiele sulla crisi psichica di una donna, i suoi vizi, le passioni e il labirinto della mente umana.
Neurose (Labyrinth)
Regia di Rolf Thiele, 1959
“È proprio la mancanza di profonde esperienze che turba l’equilibrio mentale degli uomini…”
Lungo il viaggio verso i film da riscoprire incontriamo Neurose, coproduzione italo-tedesca del 1959. Si tratta di un dramma in bianco e nero che delinea la psiche della giovane scrittrice Georgia Gale (Nadja Tiller), ormai dipendente dall’alcol, dissociata e in piena crisi creativa. Dopo essersi consegnata spontaneamente a una clinica psichiatrica, la donna stringe un legame col dottor De Lattre (Amedeo Nazzari), il “grande mago”, che la prende particolarmente a cuore nella speranza di farla rinsavire.
Georgia vorrebbe solo abbandonarsi al suo vizio ma, messa a nudo di fronte alle proprie debolezze, cerca rifugio in un convento per ritrovare la pace spirituale, accarezzando persino l’idea di farsi suora. “Lei cerca di sfidare Dio, invece di sfidare se stessa”: con queste parole la madre superiora cerca di far capire alla donna che non è quella la sua strada. Solo in un secondo momento, tornata in clinica, Georgia si troverà a fronteggiare un trauma ben più grande, datole dalla povera Marjorie, una ragazza depressa con tendenze suicide. Di fronte al reale orrore della morte, Georgia troverà finalmente la sua catarsi.
Tratto dal libro Unruhig ist mein Herz di Gladys Baker, Neurose rappresenta una buona prova per Rolf Thiele, regista conosciuto maggiormente per il film La ragazza Rosemarie, sempre con la Tiller.
L’attrice è stata una presenza piuttosto costante nella filmografia di Thiele, ma il suo è un volto che ritroviamo anche in pellicole come L’etrusco uccide ancora di Armando Crispino, o I peccatori della foresta nera di Julien Duvivier.
Il montaggio, gli effetti visivi e un uso descrittivo del sonoro rendono gli avvenimenti estremamente rarefatti, tanto per la protagonista, quanto per chi osserva. L’intento è chiaramente quello di materializzare le fughe mentali di Georgia e la perdita di percezione dell’ambiente circostante, tanto che a tratti si sfiora l’onirismo; ciò accade specialmente in alcuni momenti nella prima metà del film, ma è evidente anche in scene successive come l’entrata in convento nel cuore della notte.
Buone le musiche del compositore tedesco Hans-Martin Majewski, che spaziano da momenti jazz ad atmosfere più sperimentali, con un tema centrale costituito da cellule melodiche ben riconoscibili. Le interpretazioni generali sono di buon livello, specie per quanto riguarda la coppia Tiller – Nazzari. All’epoca, il film uscì in Italia con il divieto per i minori di sedici anni. Il dvd italiano Cecchi Gori ha una durata di 83 minuti, a differenza dei 94 minuti circa (2570 m; 35mm) talvolta riportati online, che si discostano anche dal metraggio dichiarato sul documento censura di 3100m.
Successivamente, Rolf Thiele si dedicherà anche alla commedia erotica, firmando film come Dio me l’ha data, guai a chi la tocca o I giochi olimpici del sesso.














