Bob Bert è una sorta di leggenda vivente del garage rock statunitense. Nativo del New Jersey, è stato uno dei primi batteristi dei Sonic Youth, coi quali registrato gli album “Confusion is sex”, “Bad moon rising” e il live “Walls have ears“, prima di lasciare il posto a Steve Shelley ed entrare a far parte dei garage/noise/punkers Pussy Galore (segnando l’inizio di una lunga collaborazione con Jon Spencer, che si è protratta fino alla partecipazione del drummer ai due recenti dischi dei Jon Spencer and the HITmakers) con cui ha preso parte alle incisioni di Lp seminali come “Right now!” e “Dial ‘M’ for motherfucker” (senza contare il rifacimento di tutto “Exile on Main St” dei Rolling Stones) e picchiando pelli e tamburi anche per Chrome Cranks (in long playing memorabili come “Dead cool” e “Love in exile“) Knoxville Girls, Lydia Lunch, Wolfmanhattan Project e altre mirabolanti avventure.
Dopo quattro decenni di percorso musicale, per la prima volta Bert, quest’anno, ha deciso di mettersi in proprio e di pubblicare il suo vero e proprio primo album solista, intitolato “Beach bongo bloodbath“, uscito la scorsa settimana su Bar/None Records.
Visto il pedigree del nostro, ci si aspetterebbe un esordio all’insegna del garage rock ruspante o del punk blues rovente. E invece Bert (che ha suonato quasi tutti gli strumenti sul disco) prende il suo passato e lo mette da parte, preferendo sperimentare e giocare con le sonorità, che del rock ‘n’ roll hanno l’attitudine, più che il canonico contesto sonoro (il full length, infatti, vede l’assenza quasi totale di chitarre e bassi) concentrandosi maggiormente sui suoni di batteria e percussioni, mischiandoli a piano, synth, organi Farfisa, theremin e voci processato, creando un mondo sonico nuovo e inedito, che per una volta esula dalla sua “cup of tea“.
Lungo lo scorrere del disco si alternano diversi brani/interludi sotto il minuto di durata, sei canzoni composte da Bert e otto pezzi coverizzati e riarrangiati in maniera originale e inaspettata, come – tra gli altri – l’anthem punk rock “Love comes in spurts” di Richard Hell and the Voidods trasformato in un allucinato labirinto synthetico, e in alcuni casi totalmente destrutturati e trasfigurati (basti ascoltare il classicone “Mississippi queen” dei Mountain, completamente stravolto, con tanto di cantato à la Alan Vega, e riconvertito in una sorta di inedito dei Suicide sbucato fuori da qualche nastro nascosto per mezzo secolo in qualche scatolone impolverato di qualche cantina newyorchese) o anche “Foggy notion” dei Velvet Underground riarrangiata in modalità Alan Vega che canta un pezzo “surf industrial”; c’è anche “Are you a boy or are you a girl?” dei Barbarians, omaggio alle “nuggets” del garage rock dei Sixties, quando il giovanissimo Bob rimase folgorato dalla visione dei Beatles all’Ed Sullivan Show e decise di prendere lezioni di batteria. E “Pablo Picasso” dei Modern Lovers viene reimmaginata per rendere un piccolo tributo all’adolescenza del Bertelli, trascorsa tra il disgusto nei confronti della scuola (cattolica) e la scoperta del mondo artistico e musicale sotterraneo di New York, tra il mitico CBGB, il Maxwell’s, gallerie d’arte alternative, fanzine (BB Gun) e il lavoro per Andy Warhol.
“Beach Bongo Bloodbath” è un lavoro di un artista che, mentre suonava, ha assimilato e assistito a mezzo secolo di musica (rock ‘n’ roll e non solo) e oggi si diverte a cambiare le carte in tavola e, come attitudine DIY e voglia di sovvertire gli schemi, rievoca la stagione della no wave newyorchese, tra groove selvaggi e ritmiche non convenzionali generate attraverso oggetti metallici di recupero, lamiere e taniche, dando sfogo alle sue passioni per i film teenage horror, l’atteggiamento ribelle e trasgressivo del punk e vibrazioni Warholiane, fondendo paesaggi sonori distorti, improvvisazione, arti visive e underground music. Sorpresona.
TRACKLIST
1. Earth To Kitten
2. Fuck You, Man
3. Oink Oink
4. Hell’s Bells
5. Love Comes In Spurts
6. Beach Bongo Bloodbath
7. Quaalude Interlude
8. Pablo Picasso
9. Cancel This!
10. Mississippi Queen
11. Four Enclosed Walls/Banging The Door
12. Are You A Boy Or Are You A Girl?
13. Smerf’s Blues
14. Foggy Notion










