DARKWAYS – Resonance/Rust – Young and Cold Records
…at the end you realise the life, leave no trace behind…
I Darkways sono una band spagnola originaria di Barcellona formata da Marc Perez (chitarra ritmica e voce) e Lluis Sanz (Chitarra Lead)
Prima di questo progetto i due facevano parte dei Suicidal Nation insieme ad un terzo componente di nome David, le cui sonorità rispecchiavano i gusti ed il background musicale metal che i tre condividevano. (Se siete curiosi andate ad ascoltare il loro lavoro più significativo “Ephemeral Existence”, niente male ma un po’ inflazionato.
Nel 2016 Marc decide di esplorare sonorità più vicine al darkwave dedicandosi allo studio di Synth e Drum Machine fondando il progetto Darkways in solitario.
Il primo lavoro omonimo risulta essere una classica transizione fra la furia metal e il successivo sound dark-goth. “Darkways” venne ristampato su cassetta (!!!) per celebrare il primo anno di attività: una manciata di canzoni in spagnolo e una rivisitazione di Smalltown Boy dei Bronski Beat.
Dopo un lungo periodo di assestamento (ricordiamoci anche il periodo Covid), nel 2023 la trasmutazione si completa con la pubblicazione di Resonance, non più come “one man band” ma con l’ausilio del suo vecchio compare Lluis Sanz e David S.
Nel 2026 l’album Rust ridefinisce la line-up con i solo Marc e Lluis al timone.
I Darkways propongono un sound tipicamente darkwave e post-punk con sonorità moderne che fa subito intendere a quali lezioni del passato i nostri hanno attinto: Joy Division (per stessa ammissione di Marc) ma anche Bauhaus, specialmente nelle parti vocali.
Attenzione! Il risultato finale non è certo un copia e incolla di quel vastissimo oceano di gruppi che invadono la scena.
Grazie a “Resonance” hanno raggiunto il successo internazionale, merito dell’iconico singolo “I like the night”, un brano che potrebbe tranquillamente essere considerato un manifesto del genere.
“I like the night – Darkness is my only friend – I like the night – and the night likes me”
I temi affrontati sulle altre tracce sono classici del genere, scavando nella profonda oscurità della psiche umana, affrontare delusioni, lutti e solitudine.
Pur rivelandosi un ottimo successo, la produzione di Resonance risente in buona parte di un DIY che non ha fornito quel quid necessario per la realizzazione di un full lenght perfetto, soprattutto in fase di mastering. Infatti il disco è scritto, inciso, mixato e masterizzato interamente dal trio Marc, Lluis e David. Bastano un paio di ascolti per accorgersi del livello piuttosto piatto della resa finale, unito alle composizioni un pochino acerbe sempre sulla stessa lunghezza d’onda del genere proposto, senza mai osare un pochino di più.
Nel 2026 il loro secondo lavoro, “Rust” viene pubblicato su tutte le piattaforme streaming e risulta lampante il bel passo in avanti compiuto, sia dal punto di vista compositivo sia tecnico.
E’ stato un vero piacere mettere le mani sulla copia fisica (digipack) ed ascoltare le tracce su un impianto audio degno di questo nome.
La masterizzazione stavolta è stata affidata a Lisandro Montes presso i Sonic Art Studios e la differenza si percepisce eccome! Suoni pieni, con le basi di Drum Machine e Synth stereofonicamente maestose che supportano alla grande le texture ritmiche prodotte dalle due chitarre e il cantato di Marc, che sembra uscire direttamente da un girone infernale, grazie alla sapiente mistura di riverberi ed effetti vari.
Ogni canzone fa storia a se. Il filo conduttore dei testi è sempre lo stesso ma, musicalmente, le canzoni si distinguono per una ritmica più incisiva, ritornelli più accattivanti e assoli azzeccati.
Fra tutte spicca il duo “Sino/Legado” unica traccia cantata per intero in spagnolo senza per altro perdere d’incisività. Pur essendo distinte risulta evidente che la prima precede l’altra con un introduzione synth d’atmosfera azzeccatissima.
Menzione speciale per “Eternidad” (qui lo spagnolo si limita al titolo) che parla della perdita di una persona cara e del percorso di elaborazione del lutto che sio affronta durante gli ultimi giorni di esistenza terrena. Un’esperienza che prima o poi dobbiamo affrontare per ricordarci che il nostro tempo in questo mondo è fugace ed effimero.(Cit. Darkways su Bandcamp)
Lascio a voi il piacere di scoprire i darkways in tutte le loro sfacettature. Come avete potuto leggere qui sopra, su Bandcamp, ogni testo di Rust è accompagnato da un piccolo commento della band che contribuisce a comprendere meglio il Darkways-pensiero.
E’ evidente che Marc Perez abbia tanto da dire e raccontare. Probabilmente ha riscontrato nel genere darkwave la perfetta dimensione per esprimersi al meglio musicalmente.
Attualmente sono in tour mondiale e io non vedo l’ora di assistere al loro concerto dal vivo in Italia a Milano, 26 Settembre 2026, al Black Hole Club.
https://www.facebook.com/events/951471324471824
POSTFAZIONE – Il potere dell’algoritmo.
Eoni fa, per essere informati sulle novità musicali, oltre alle riviste di settore e alle fanzine, ci si recava al negozio di dischi di fiducia, si dava una rapida occhiata alla vetrina per capire se c’erano stati dei cambiamenti e, dopo due chiacchere col negoziante, potevi tornare a casa in due modi: a mani vuote oppure con in mano una chicca consigliata dal gestore che conosceva i tuoi gusti, sapendo fare bene il suo lavoro. (E’ così che acquistai l’EP “Broken” dei Nine Inch Nails, tanto per fare un esempio). A volte si partiva con le idee già chiare, comprando a scatola chiusa il nuovo disco del momento, per poi rimanere deluso ascoltandolo a casa. (Successo poche volte, ma è successo). In sostanza eri tu che ti sbattevi per cercare nuova musica.
Al giorno d’oggi, con i social e le piattaforme streaming, la situazione si è ribaltata. Sono gli algoritmi di queste tecnologia che ti trovano in rete e, a volte, t’acchiappano.
Nel caso dei Darkways sono bastati alcuni “like” su Tik Tok ad alcuni reel di gruppi simili per ritrovarmeli proposti sulla mia bacheca. Fortuna vuole che, invece di skippare il reel, mi sono fermato ad ascoltarlo. Mi si sono drizzate subito le orecchie seguendo il ritornello di Legado, con mia grande sorpresa, cantato in spagnolo. Sicuramente più incisivi ed originali di tutti gli altri gruppi del genere ascoltati fin’ora, mi son messo subito alla ricerca di informazioni sul loro conto e all’ascolto dei loro brani su Bandcamp. Il resto beh….l’avete già letto nella recensione.







