Si apre con la ristampa di un classico del black metal tedesco degli anni novanta, poi tanto noise andaluso e si chiude con la meglio psichedelia pugliese.
ISEGRIM
Ristampa in digitale e in vinile limitato da parte della Fireflash Records di un disco fondamentale per il black metal tedesco e per il black metal in generale, l’album omonimo di Isegrim uscito originariamente nel 1999. Isegrim è Blackwater A., uno dei principali fautori e agitatori del nero metallo in terra tedesca, compare in numerose bands e in progetti parallali per una carriera che dura ormai da quarant’anni, e Isegrim è sicuramente la sua creatura più personale e sentita.
Questo disco di esordio è un’inno al satanismo, alla lotta contro la morale e la religione cristiana, e soprattutto un mostrare che il vero nemico, il vero distruttore, il vero lupo, è l’umanità stessa. Il lavoro è un black metal di chiara e limpida tradizione teutonica, uno sgorgare di black metal della seconda ondata, prodotto molto bene e con un cantato sempre comprensibile e con testi interessanti. Dentro questo lavoro possiamo trovare un black metal che è fatto con passione e con grande conoscenza del genere, all’epoca della sua uscita è diventato subito un classico del black metal tedesco ed europeo.
Blackwater A. ha messo tutto sé stesso dentro questo nero capolavoro e le note di questo disco sono una delizia per chi ama il black metal, e questa ristampa, con tre canzoni aggiuntive e vari bonus nelle diverse edizioni viniliche, ha il merito di farci riascoltare un disco fondamentale per chi ama questo suono, e che non si trovava da un po’.
Isegrim è un lupo che corre solitario per la foresta nera e la steppa, vivendo la sua vita senza pietà o sentimenti inutili, cacciando per il nero signore. In questo debutto omonimo troviamo un black metal di chiaro stampo satanista, debitore dei maestri ma totalmente in grado di cercare e trovare una via personale al suono, diventando un punto di riferimento in terra tedesca e non solo.
La ristampa del disco precede la pubblicazione di un nuovo lavoro inedito di Isegrim che dovrebbe vedere la luce nel 2027, e nell’attesa sentiamoci questo che va strabene.
PALMAR DE TROYA
“III” è uscito il 10 aprile 2026 per la storica Reptilian Records, la stessa etichetta di Chat Pile, Unsane e God Bullies — e il fatto che abbiano scelto loro non stupisce affatto, perché i Palmar de Troya parlano esattamente quella lingua, con un accento tutto loro, caldo e spietato come il sole di fine estate della Spagna del Sud.
Dalla città di Granada, dall’Andalusia profonda, arrivano i Palmar de Troya con il loro terzo EP e lo fanno con una potenza e una chiarezza di intenti che lascia davvero pochi dubbi: questo gruppo è uno dei nomi più interessanti e urgenti che si muovono oggi nel panorama noise rock e post-punk europeo.
Sette tracce che non danno respiro, sette coltellate calibrate con precisione chirurgica. Il suono dei Palmar de Troya è uno schiaffo in faccia, ma uno schiaffo che lascia il segno perché arriva da qualcuno che vuole fare davvero male.
Le radici sono chiarissime: Sonic Youth, The Jesus Lizard, Girls Against Boys,quella stagione gloriosa e sporca degli anni Novanta americani in cui il noise rock aveva tanto spessore. Ma i cinque di Granada non si limitano a riesumare fantasmi, anno invece ingurgitato anche la nuova ondata europea post-punk: Lambrini Girls, Ditz, Dry Cleaning, e il risultato è qualcosa di personale, non derivativo, non un esercizio di stile ma un’identità vera e propria.
La voce di Lucía è il vettore di tutto questo, capace di muoversi tra la freddezza tagliente e momenti di tensione quasi viscerale, mentre le due chitarre di Salinas e Toto costruiscono architetture dense e angolate che non cedono mai all’ovvio. La sezione ritmica di Willy e Jose Romero è il cuore pulsante della macchina — pesante, precisa, inesorabile.La produzione, registrata ai The Borderline Music Studio di Granada, mixata da Rafa Camisón all’El Bisonte Estudio di Jerez de la Frontera e masterizzata da Mario G. alla Kadifornia Mastering,è esattamente quello che deve essere: diretta, potente, senza artifici, fedele all’energia di un gruppo che dal vivo si dice sia devastante come è devastante e potente questo disco.
KING POTENAZ
“Arcane Desert Rituals Vol. 2” su Majestic Mountains Records è il nuovo lavoro dei King Potenaz. Il gruppo pugliese è al secondo episodio discografico in casa Majestic Mountains Records, dopo “Arcane Desert Rituals Vol. 1”.
Questo nuovo lavoro è un gioiello desertico finemente cesellato da giri di chitarra in pieno stile doom, stoner e desert e una potente base ritmica bella grassa. Da qualche anno a questa parte il gruppo di Fasano si è messo in maniera prepotente sulla mappa dei migliori gruppi di psichedelia pesante della penisola italiana, e sta scalando molte posizione anche in Europa e non solo. Il loro suono è abrasivo, psichedelico e con tanto fuzz, e in queste quattro composizioni dall’ampio respiro il gruppo mette dentro tantissime cose, che risaltano molto bene grazie all’ottima produzione di Stefano Manca al SudestStudio, e alla notevole masterizzazione di Marc Uselli.
Il suono dei King Potenaz è lascivo, antico, desertico e molto evocativo. Ascoltando “Arcane Desert Rituals Vol. 2” ci si può staccare completamente dalla realtà e dai pensieri negativi che opprimono la nostra mente, entrando in una dimensione diversa, dove sogno ed incubo si mescolano assieme per dare una nuova concezione del nostro io.
I King Potenaz mettono assieme in maniera originale e personale doom, stoner, desert, tematiche occultistiche e personali, un insieme notevole che cresce nota dopo nota, canzone dopo canzone, e addentrandosi dentro il suono dei Kink Potenaz si viene accolti in un antro ora freddo, ora caldo, non al sicuro, ma vivi e con gli antichi dei che ci scrutano. Un disco che è davvero corposo, pieno quanto psichedelico e vicino al cielo stellato, una conferma da parte di uno dei migliori gruppi italiani e non solo in ambito psichedelia pesante.










