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Recensione : Oozing Wound – Retrash

Una maledizione sonora tra il noise e lo stoner, tra la rabbia e l'ira, in un laddove molto tirato e non commerciabile.

Oozing Wound  -  Retrash - Recensioni Metal

Chi, come me, è cresciuto negli anni novanta, ha sempre nostalgia di un certo suono, di un certo gusto che solo quegli anni avevano, quando l’hardcore, il punk e qualcos’altro si incontrarono in uno strano posto chiamato, forse a torto forse a ragione, noise rock. Band come Helmet, Unwound, Sonic Youth e tante altre crearono un unicum musicale forse irripetibile. Forse.

Sicuramente questo Retrash degli Oozing Wound sarebbe stato uno dei dischi cardine di quegli anni, ma in questi tempi brilla ancora di più. Potenza, distorsione, grandi riff, cattiveria e vera pesantezza, senza alcun tipo di manierismo. I nostri tre musicisti, Zack Weil alla chitarra e voce, Kevin Cribbin al basso e Kyle Reynolds alla batteria, sono veterani della scena underground di Chicago e hanno precedentemente militato in molti gruppi.
Questo è il loro album di debutto, una maledizione sonora tra il noise e lo stoner, tra la rabbia e l’ira, in un laddove molto tirato e non commerciabile. Chi aveva avuto la fortuna di ascoltarli già nella cassetta “Vape and pillage”, uscita su Rotted Tooth, etichetta di Kyle Reynolds, aveva già capito il tiro micidiale di questo gruppo. Si può sentire una non comune violenza ed un discreto puzzo di merda, come può puzzare questa nostra vita. Se dovessi tirarmi fuori dai denti una definizione, direi i Napalm Death in versione rock.
Da annoverare tra i dischi dell’anno e non solo.

Tracklist:
1. Everyone i hate should be killed
2. New York Band
3. Call the guy
4. Welcome to the Spaceship Motherfucker
5. Autopsy Turvy
6. Sustained by hatred Rambo 4
7. Spirit Animal

Line-up:
Zack Weil – chitarra e voce
Kevin Cribbin – basso
Kyle Reynolds – batteria

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