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Recensione : Osees – Cara Maluco Ep / Off Course Lp

John Dwyer è una mente brillante e sempre attiva, non è certo il tipo di persona che, a livello musicale, ama restare con le mani in mano per troppo tempo, e così anche quest’anno la sua penna ha sfornato diverso materiale: da un lato, ha potuto dare sfogo alle sue attitudini più sperimentali col progetto solista Damaged Bug (col quale ha pubblicato l’album “Zuzax“, quinto complessivo, dai suoni più obliqui e sofisticati rispetto al ruspante garage/psych/synth punk della sua band madre) e, dall’altro, ha tenuto fede alla sua prolifica vena creativa dando alle stampe (a un anno dall’ultimo lavoro sulla lunga distanza, “Abomination revealed at last“) attraverso la sua label Castle Face / Deathgod Records, due nuovi episodi che vanno ad aggiungersi alla nutritissima discografia della sua creatura principale, gli OSEES (e moniker affini).

Cara Maluco” è un Ep di quattro brani, in cui l’ensemble statunitense ha affidato all’heavy/psych rock fuzzato della lunga title track il ruolo di “cerniera” tra il precedente Lp e il mood di questa nuova release, che nei passaggi successivi si muove rapida, tra la scattante (e Who-iana nella sua parte strumentale) “Joro“, la frenesia garage punk di “Synaptic static” e gli spasmi DEVOluzionisti di “Joy in oblivion“. Un gustoso antipasto sonoro di un quarto d’ora, in attesa di “Off course“, questa volta un full length – e dovremmo essere arrivati al traguardo dei TRENTA realizzati dal combo californiano – sbucato fuori la scorsa settimana.

I nostri (Tim Hellman al basso, Dan Rincon e Paul Quattrone alle batterie, Tom Dolas alle tastiere/synth e percussioni e Brigid Dawson alle backing vocals, capitanati da mastro Dwyer alla chitarra, voce e keys) hanno rivelato di essere tornati a un vecchio metodo di scrittura dei pezzi, ovvero suonando a briglie sciolte, con tante jam e sessioni di improvvisazione, registrando la musica in presa diretta su nastro, alla quale poi Dwyer ha aggiunto le parti vocali e ha lavorato con Dolas e Dawson per dare i ritocchi finali al materiale inciso live in studio, rielaborando e mixando il tutto, dando vita a cinque composizioni definite “organ rock ‘n’ roll“.

Il risultato di questo free jamming ha prodotto una title track che è una sarabanda electro-punk dalle ritmiche cangianti, suonando come uno strano ibrido tra i Pink Floyd Barrettiani e “Funhouse” degli Stooges, ma riprocessato ai sintetizzatori; “Hecate’s reflection is a trick” e la strumentale “The trick” si muovono sulla stessa falsariga, dimenandosi in una sorta di convulsa danza tribale funk-punk, mentre in “Syringe” sembra di ascoltare dei Kraftwerk strafatti di acido che imbracciano strumenti fisici e si mettono a scimmiottare il punk rock. La conclusiva “The brute on his knees” spiazza col suo sound organistico alla Procol Harum (!) rimescolato in un garage/prog dal feeling allo stesso bizzarro e malinconico.

Un album per chiedersi: “Ma dove cazzo siamo finiti e come ci siamo arrivati?” Ma la risposta, nonostante tutto, è: we are here, we are alive and we are together.

TRACKLIST “Cara Maluco Ep”

1. Cara Maluco

2. Joro

3. Synaptic static

4. Joy in oblivion

TRACKLIST “Off course” Lp

1. Off Course

2. Hecate’s reflection is a trick

3. The trick

4. Syringe

5. The brute on his knees

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