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Recensione : Mistweaver – Nocturnal Bloodshed

"Nocturnal Bloodsheed" è un disco consigliato senza riserve agli gli amanti dei suoni estremi scandinavi.

Mistweaver  -  Nocturnal Bloodshed - Recensioni Metal

Le strade del melodic death metal sono infinite, o meglio, in questi anni dove in tale calderone finiscono sopratutto band dai suoni moderni e core solo per l’uso delle clean vocals, incappare in una band che il genere lo suona veramente, seguendo le orme delle band scandinave dei primi ‘90 è vero solluchero per le mie orecchie, orfane delle affascinanti melodie dei primi Amorphis e delle band che fecero la storia del genere una ventina di anni fa.

I Mistweaver sono spagnoli, con alle spalle una carriera iniziata nell’ormai lontano 2000 con un Ep, per poi sfornare ben quattro full length nello scorso decennio, di cui almeno gli ultimi due di notevole spessore: “Age Of Darkness” del 2005 e “Tales from The Grave” del 2010.
Nocturnal Bloodshed va ancora oltre, questa volta è quel geniaccio di Dan Swanö a prendersi cura dell’album, in quanto responsabile di mix e masterizzazione agli Unisound Studios, riprova che la band fa le cose in grande ed in effetti l’album risulta davvero ben fatto.
Melodic death oscuro e pesantissimo nelle ritmiche, impreziosito da ottime melodie tastieristiche, devastante quando la band pigia sull’acceleratore, malinconico e a tratti doom (Lake Of Tears) quando la tempesta si calma ed escono dal cilindro musicale grandiose parti acustiche, dai rimandi folk, arricchite da arrangiamenti ora più in linea con i suoni black sinfonici (Dimmu Borgir), ora velati di prog (Amorphis epoca “Tales From The Thousand Lakes”).
Bellissime le female vocals, ad opera di Jennie Tebler (sorella del compianto Quorton), che danno un tocco gotico ad un album convincente ed emozionale.
L’oscurità di fondo si scontra con una predisposizione per suoni che, a tratti, riempiono l’atmosfera di un’aura epica, come di norma solo le band scandinave sanno fare in maniera naturale senza risultare forzate, e tutti questi cambi di atmosfere creano uno stupendo affresco di metal estremo, lasciando l’ascoltatore in balia delle tempeste che si susseguono brano dopo brano.
La band non si tira indietro, non facendo mancare ritmiche velocissime e cavalcate metalliche (la partenza della title track è 100% black metal) per poi ammaliarci con intermezzi atmosferici di ottima fattura, tra doom, folk e ombrose parti gothic/dark, chiamando a sé tutte le proprie ispirazioni per donarci quaranta minuti di musica orchestrata a meraviglia.

Nocturnal Bloodshed, End Of Time, Hell’s Arrival, la spettacolare Pandemonium (Therion docet) fanno di questo lavoro un must per gli amanti dei suoni estremi scandinavi, da avere.

Tracklist:
1. The Birth
2. The Biggest Threat
3. Pandemonium
4. Hell´s Arrival
5. God is Dead
6. Nocturnal Bloodshed
7. Perpetual Darkness
8. End Of Times
9. Deceivers´ Fall

Raúl Weaver – Guitars, Voices
Eduardo Alonso – Guitars
David de Pedro – Bass
Joaquín Velasco – Keyboards
Ramón Mur – Drums

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