Recensione : Tiziano Popoli – Selinute

Tiziano Popoli - Selinute - Recensioni Rock

Lavoro notevole, un blues enorme e totale, un viaggio su asfalto, sangue e polvere.

Trasposizione sonora della performance video, musicale e in danza firmata da Tiziano Popoli per la musica e per il resto dal pittore e disegnatore fetish Roberto Baldazzini andata in scena nell’ottobre del 2022 al Teatro La Venere, di Savignano sul Panaro, provincia modenese.

Tiziano Popoli è un compositore e musicista dal grande curriculum e da un’impostazione eretica, uno di quei musicisti che sono molto più di produttori o musicisti, sono degli sciamani e “Selinute” è una delle sue prove migliori. Insieme a Baldazzini che compie un grandissimo lavoro per la parte visiva Popoli ci riporta a suono antichi, quasi un blues ancestrale, dato che il blues è una forma musicale di qualcosa che abbiamo nel nostro dna e che ci portiamo dentro da sempre.

La musica di questo lavoro sa di polvere, sa di vecchie vite che hanno tracciato i loro disegni su muri scrostati, sedie che cigolano e la vita, la vita in genere. Il disco è diviso in “Entrata”, “Prima danza”, Seconda danza” e “Trionfo”, proprio come un’opera musicale, che è la sua vera identità.

Ci sono tantissimi suoni, la musicalità di Popoli è totale, si incontrano suoni e musiche, cose umane e non in una compenetrazione ciclica ed infinita, quasi Popoli riuscisse a compenetrare sia la fisica che la spiritualità della musica e del suono.

Una delle cose che vengono alla mente ascoltando questo lavoro molto particolare è la tragedi greca in senso moderno, la trasposizione di un progetto artistico che raggiunge la sua completezza insieme alla parte visiva, ma può vivere di vita sua.

L’ascolto di “Selinute” è un’esperienza quasi mistica, un crescendo di stimoli, di vita e di sublime nel senso letterale del termine, in un qualcosa al di là del commerciale e che esce anche da un giudizio critico. Opere così sono assolute, nel senso di slegate da qualsiasi cosa e da cogliere nel loro aspetto a nudo, in una cornice particolare.

Lavoro notevole, un blues enorme e totale, un viaggio su asfalto, sangue e polvere.

Tiziano Popoli – Selinute

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