Innanzitutto due avvertenze:1)Non so nulla del gruppo in oggetto,tutto quello che il “capo” mi ha passato e’il supporto fonografico e la sua copertina (peraltro splendida). 2)I bitter tears,che nome da allegroni, sono un gruppo fantastico,uno dei migliori in assoluto che abbia ascoltato negli ultimi tempi.
Ma veniamo ai motivi che mi hanno fatto formulare la roboante affermazione di poc’anzi.
” Slay the heart of the Earth ” e’ un country stralunato con un arrangiamento orchestrale davvero notevole; ma e’ con ” Bachelors say ” che si raggiunge l’apice,un vero e proprio gioiello che rimanda direttamente al miglior Burt Bacharach,un pezzo che,se lo avessero inciso i pur validi Last shadow puppets,farebbe gridare al miracolo anche i critici più alla page’.
Si prosegue con ” Inbred kings ” bello come quello precedente ma meno magniloquente e ” Oiling up ” in odore di Phil Spector,avessi detto niente!
” Hamptons ” e altra meraviglia con un crescendo d’intensità spettacolare,” Stumper ” un po’ alla Wall of voodoo,sarà per la voce,” The campanion ” ennesima gioia,melodia suprema con pathos in vertiginosa ascesa e ” the love letter ” splendido affresco degno dei CSN&Y più ispirati.
Concludo scusandomi ancora per la scarsità di note fornitrte sulla band,ma,un consiglio,che e’ quasi un imperativo,cercateli e fateli vostri.
E,se nel vostro cuore non c’e’ un posto per un album così meravigliosamente bello, vuol dire che un cuore non lo avete può,o forse non lo avete mai avuto.










