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Recensione : Delitti al profumo di gin. Un debutto inaspettato

Nel mare magnum della narrativa di genere, dove i detective sono quasi sempre uomini tormentati con problemi di alcolismo e un divorzio alle spalle....

Mabel Vane & Olivia Bow: delitti al profumo di gin

Nel mare magnum della narrativa di genere, dove i detective sono quasi sempre uomini tormentati con problemi di alcolismo e un divorzio alle spalle, Mircalla Broglio decide di fare una cosa radicalmente diversa: manda in scena una donna elegante con il gin in mano e una bassottina in coordinato. Il risultato si chiama Mabel Vane & Olivia Bow: Delitti al profumo di gin.

Il mondo è quello del cozy mystery, genere anglosassone che tratta gli omicidi come inconvenienti mondani da risolvere prima del dopocena. Siamo nel 1926, tra Alpi comasche, terme sul Lago di Como, Liguria, ma anche New York e… lo spazio! Vi troviamo un’alta società che beve gin con la serietà di chi svolge un dovere civico. In questo scenario si muove l’elegante Mabel Vane, affiancata da Olivia Bow, bassottina investigatrice con completini coordinati e un’opinione su tutto, anche se solo Mabel la può sentire.

Vale la pena sapere che i nomi non sono casuali: Olivia Bow deve qualcosa a Clara Bow, icona del cinema muto, mentre Mabel Vane è una variazione su Sibyl Vane, il personaggio del Ritratto di Dorian Gray. Non è un dettaglio decorativo. Mabel, sotto l’aplomb impeccabile, ha un carattere più fragile di quanto mostri; Olivia, nella fantasia della loro relazione, è quella che domina e tra loro esiste un gioco psicologico sottile che dà alla coppia una profondità insolita per il genere. Olivia è la musa. Ed è di gran lunga il personaggio più riuscito della raccolta.

Raccolta, esatto. Il libro è costituito da diversi racconti scritti con mano sicura e senso dell’umorismo, che omaggiano il cozy classico senza diventarne una copia pedestre. Il duo Mabel/Olivia ha una sua personalità genuina; il contrasto tra la padrona classy e ragionante e la bassotta che “annusa la scena” è sfruttato con ironia. I misteri sono ben congegnati, ma la risoluzione arriva un po’ in fretta, “vittima” del formato breve. Lo stile è elegante, con qualche caduta nel barocco descrittivo, ma è chiaramente una scelta di tono. Per chi ama Christie, Sayers e l’atmosfera lacustre italiana degli anni Venti, sono letture piacevoli e riuscite.

Certo, oltre ai pregi stilistici e atmosferici, perché è evidente il talento nella scrittura e l’idea di un mondo coerente, vi sono i limiti spesso fisiologici dell’esordio, da definire come strutturali: la trama non è ancora all’altezza della prosa, ovvero l’autrice sa scrivere meglio di quanto sappia ancora costruire una storia. È una fase precisa dello sviluppo dello scrittore, e non è affatto una condanna, anzi, è il naturale percorso: l’atmosfera si può avere subito, se si sa costruirla, ma la struttura si impara nel tempo.

Resta il fatto che la Broglio si dimostra capace di costruire un proprio universo e di abitarlo con personaggi che lasciano il segno. In un panorama dove il thriller tende al cupo per riflesso condizionato, scegliere la leggerezza con consapevolezza è già una posizione ammirevole. Le prossime avventure dovrebbero semplicemente svilupparsi su più pagine. Ne vale la pena.

Curiosità: l’autrice è anche un’illustratrice e impreziosisce la raccolta con delle “copertine” che, giustamente, visto il contesto storico, giocano con influenze Art Déco ma anche con le palette colorate della psichedelia anni ’60, che rendono il risultato un’estetica da fiaba inquieta: assolutamente adatte ad introdurre un bel giallo o, chissà, a finire sull’etichetta di una bottiglia di gin.

Se ami i gialli e la narrativa, trovi tante altre recensioni di libri sul nostro sito.

Delitti Al Profumo Di Gin. Un Debutto Inaspettato Mircalla Broglio Foto 1

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