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Recensione : Sotabosc El batec dels maquis

Sotabosc firmano El batec dels maquis: black metal atmosferico, memoria antifascista e furia catalana tra boschi, post-rock e amore rivoluzionario.

Un bellissimo atto di bellezza, di memoria antifascista e di amore rivoluzionario, un disco che commuove e fa ricordare.

“El Batec dels Maquis” è il debutto discografico dei catalani Sotabosc su Dunk! Records. Il suono di questo gruppo è un black metal atmosferico con bellissimi intarsi di post metal e di post rock, una miscela altamente emozionale e che si dispiega in canzoni di lunga durata e di grande fascino. I Sotabosc sono stati fondati nel 2023 da Òscar Linares e Manel Song, noti per il loro lavoro con i Syberia, insieme a Xavi Forné, ideatore del progetto dark-folk Ulmus e fondatore di Error! Design.

Nel 2025, il progetto si è consolidato con l’ingresso di David Rodríguez alla voce e Gerard Serrano al basso, completando una formazione profondamente legata alla scena underground catalana. Le canzoni sono quattro, cantate in catalano e dalla fortissima impronta antifascista fin dalla copertina, dove c’è la rielaborazione di un famoso simbolo antifascista. Il black metal oscuro ed atmosferico dei Sotabosc ci porta nei boschi della Catalonia durante la tremenda stagione della Guerra Civile spagnola, tragedia che portò al franchismo e alla vittoria dei fascisti.

I Sotabsoc raccontano le emozioni e le gesta dei partigiani, dei repubblicani che combatterono per la libertà, e che stavano anche vincendo fino ad un certo punto, per poi cominciare una lenta discesa verso la disfatta. In quegli anni la Catalonia, e specialmente Barcellona fu teatro anche di sperimentazioni politiche molto importanti, specialmente in campo anarchico, e qui c’è tutto questo e molto di più.

L’impetuosa potenza dei Sotabosc si incanala in un black metal altro che riempe le casse e le cuffie, l’onda delle emozioni monta e travolge tutto, le loro composizioni sono un sistema di pesi e contrappesi emotivi, a volte il piede non si alza dall’acceleratore, altre volte le melodie sono autostrade verso il cielo, a volo radente sopra i boschi. Proprio la natura, fin dal nome, gioca un ruolo molto importante nella creazione della poetica e della musica del gruppo catalano.

Il risultato è un disco molto compatto, con un black metal atmosferico di fattura incredibile, originale e con temi assolutamente al di fuori del comune, confermando come il nero metallo atmosferico sia spesso un codice per raccontare la politica, la vita e la caduta di tante antifasciste e antifascisti caduti nei boschi e non solo, combattendo per un mondo differente. A loro va il nostro ringraziamento e questo disco, un bellissimo atto di bellezze e di amore rivoluzionario, un disco che commuove e fa sognare.

Sotabosc El batec dels maquis

Sotabosc El batec dels maquis

1. Nerthus 07:10
2. Heimdall 03:58
3. Freyja 04:42
4. El batec dels Maquis/Records vius en la foscor 17:34

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