iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Meatmovie esordio tra istinto e visione

Meatmovie

I Meatmovie, costruiscono immediatamente un immaginario preciso e riconoscibile. Viene in mente un universo fatto di cinema grindhouse, romanticismo tossico, fuzz sporco, linee di basso ossessive e una voce sospesa tra sensualità e decadenza. Sembrano suggerire una tensione continua tra noir italiano e garage rock americano deviato, più vicino alle derive dark-surf e post-punk che al classico garage revival da festa sudata e birra rovesciata.

L’atmosfera richiama una sorta di exploitation impregnata di nicotina, fumetti neri, VHS consumate e immaginario giallo anni Settanta. Un’estetica che sembra muoversi tra la new-wave più romantica e disturbata, il punk’n’roll decadente e quel fetish rétro da b-movie capace di trasformare il cattivo gusto in linguaggio stilistico. Ed è proprio qui che il nome Meatmovie funziona: crea aspettative forti, promette qualcosa di lurido, sexy, ironico e melodrammatico allo stesso tempo.

In questo tipo di musica il carisma conta più della pulizia, l’atmosfera più della precisione. Ed è probabilmente questa la loro intuizione migliore. Anche la definizione “garage-pulp” si rivela più intelligente di quanto sembri a un primo sguardo: evita il cliché del garage rock più prevedibile, prende le distanze dal post-punk eccessivamente serioso e riesce invece a suggerire immediatamente immagini, personaggi, estetica e narrazione.

Nato dall’incontro creativo tra Juliet Lacarné, Vinn Borawski e Lester Greenowski, convivono il gusto malato e teatrale dei The Cramps, l’irriverenza sghemba dei The B-52’s, la furia psichedelica dei The Fuzztones e il romanticismo decadente dei The Lords of the New Church. Il risultato è un suono personale e disturbante, capace di muoversi tra tensione, alienazione e fascino notturno senza mai cercare punti di riferimento troppo rassicuranti.

Abbiamo avuto l’occasione di farci raccontare l’esordio discografico dalle loro proprie voci: 

Meatmovie: protopunk, garage e una sorta di nervosismo ipnotico, quanto c’è “di pancia” e quanto è “voluto” nel vostro sound?

Siamo persone diverse, con vissuti e gusti diversi, non abbiamo un modo fisso di fare le cose. Ci incontriamo di volta in volta in Meatmovie con modalità che cambiano spesso. Quello che suoniamo è il prodotto di quegli incontri.

Da dove arriva l’idea di “sporcarsi” le mani col garage visto le vostre varie e variegate esperienze passate?

Juliet trova il garage sexy, Lester ama cimentarsi con vibe che non ha ancora affrontato in scrittura, Vinn si esalta ad alzare l’amplificatore. Tutti hanno avuto quello che volevano. Detto questo garage è una definizione ampia e articolata, ma noi sicuramente non suoniamo garage. Quello che facciamo e attraversare quel mondo con ciò che abbiamo vissuto e con quello che ci piace usandolo per reinterpretare quegli archetipi.

Allora, avete di fronte gente che non vi conosce e potete fargli sentire solo un pezzo tra i vostri per fargli capire chi/cosa siete, quale scegliete e perché?

Belladonna è probabilmente il pezzo che contiene meglio le due anime della band: quella più fisica e sporca assieme a quella più tesa e cinematografica.

Vi ho visto live e non credevo di poter sentire un Theremin dal palco, da dove arriva l’idea di inserire quel suono?

Il Theremin ci piace perché è uno strumento molto fisico e molto etereo allo stesso tempo, non lo tocchi davvero ma lo controlli col corpo, quindi ha qualcosa di teatrale e ineffabile. Dentro il nostro suono porta un elemento da domare, una voce aliena, un grido che squarcia il brano. Serve ad aumentare la sensazione di instabilità, a scatenare il panico nel senso più surrealistico del termine.

Dove possiamo vedervi e sentirvi prossimamente?

Il 18 giugno saremo al Parco Lennon di Castelnuovo Rangone, Modena, per presentare il nostro disco assieme ad Aut! nel contesto della rassegna Note Al Lennon. Il 19 giugno a Vicenza, Gambellar, presso il Beergarden.

Meatmovie Esordio Tra Istinto E Visione Mm Promo 03

TRACKLIST

1. Belladonna
2. Shelly Duvall
3. Mary Boy
4. Not My Fault
5. Beautiful Enemy
6. Disrespectful
7. Candy Dog
8.T ea Green House
9. Surprise Me
10. Electric Milk

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

COMPRA LE NOSTRE MAGLIETTE

shirt shop

Per supportare la tua fanzine preferita !

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Pasolini di Davide Toffolo

Pasolini di Davide Toffolo

Scopri Pasolini di Davide Toffolo, il fumetto che unisce road movie e riflessione su identità, arte e vita del celebre poeta italiano.

La GenZ

La GenZ ha scoperto il rock. E ora?

La GenZ sta davvero riscoprendo il rock o è solo un trend di TikTok? Un’analisi critica tra algoritmi, vinili e il bisogno di autenticità della nuova generazione.

Everyday is Halloween

Everyday is Halloween Snatcher

Everyday is Halloween è il debutto degli Snatcher: punk grezzo tra Ramones e Misfits, adrenalina garage e attitudine DIY. Un disco diretto, sporco e senza compromessi.