iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Shadowdream – Um

Qui siamo nel campo della dark ambient, ma più appropriatamente ci troviamo dentro un'immensa colonna sonora, in una casa dalle mille porte.

Shadowdream – Um - Recensioni Metal

Dalla Serbia arriva questa one man band, composta da Magister Nocturnal, aka Rastko Perisic, nato a Novi Sad.

Perisic ha vissuto recentemente in Svezia a Stoccolma, dove ha seguito un corso universitario di cinema, materia già studiata a Novi Sad.
E questo non è un caso, poiché le sue composizioni sono simili a film, sono frammenti neuronali che si incastrano fra loro, percorrendo ponti fatti di sogni ed allucinazioni, di rumore e di melodia.
Si è parlato di psychotic jazz per questo disco, ma non penso sia esatto.
Qui siamo nel campo della dark ambient, ma più appropriatamente ci troviamo dentro un’immensa colonna sonora, in una casa dalle mille porte.
Um, che significa mente in serbo, segna i dieci anni di carriera di Shadowdream, ed è la sesta apparizione su lunga distanza.
La musica di Rastko è impressionante, barocca e minimale al tempo stesso, suonata con competenza, ed animata da un indubbio filo conduttore.
Un cd da scoprire e una musica strumentale non allineata da gustare.

Tracklist:
1. Theological Agnosia
2. Intermetamorphosis – The Abandoned Inhuman
3. First Episode – Hysteria
4. Bedlam – Take My Life
5. Pavor Nocturnus – Death to Me
6. Second Episode – Schizophrenia
7. Ghost Sickness – End of Life
8. The Cotard Delusion

SHADOWDREAM – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Intervista Vanessa Van Basten

I Vanessa Van Basten raccontano Yes, il ritorno alla formazione originaria, tra post-rock, luce, ombra e magia sonora tutta genovese. Da brividi veri.

Paco Vescovi – Carvada

Questo è “Carvada”, ciò che rimane in dissolvenza, musica per un posto che non c’è ma anche per una terra che c’è ancora, bellezza e suoni che accarezzano.