iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Obsidian Sea – Dreams, Illusions, Obsessions

Dreams, Illusions, Obsessions è un buon modo per scorprire una nuova band in un genere avaro di sorprese

Obsidian Sea  -  Dreams, Illusions, Obsessions - Recensioni Metal

Uno sguardo sempre più approfondito sulla scena metallica bulgara, dopo realtà alle prese con il black metal e l’ hard & heavy, ci induce a rallentare il battito del nostro cuore, così come le bacchette sulle pelli ed immergerci nelle atmosfere messianiche della musica del destino con gli Obsidian Sea, band proveniente dalla capitale Sofia.

Il trio, dopo il primo demo targato 2010, si presenta con il secondo full length, successore del debutto licenziato tre anni fa ed intitolato Between Two Deserts.
Siamo al cospetto di un gruppo che fa del doom classico il suo credo: onirico, sabbathiano ed assolutamente old school, che nel genere significa zero sfumature stonerizzate, incedere lento, chitarroni heavy e voce cantilenate in odore di messa, nera come la pece.
In Dreams, Illusions, Obsession, il doom classico è onorato con buon impatto, le atmosfere rimandano ai gruppi storici che hanno fatto grande la musica del destino, partendo dai Sabbath per passare ai gruppi della Hellhound, la label tedesca che nel decennio degli anni novanta licenziò i capolavori di Saint Vitus, Count Raven, The Obsessed e Revelation.
Non ci si discosta dal sound classico, anche se i brani sono ottimi esempi di genere, con un’aura messianica che trasforma l’album in una lunga celebrazione del sound caro a chi al fato rende omaggio, lunghe e lente cantilene che la potenza di solos heavy ben incastonati nell’economia dei brani portano indietro nel tempo, così che dai novanta passare al periodo settantiano è un attimo.
La buona produzione, il cantato perfetto per il genere e due o tre brani davvero belli (Confession, Mulkurul e la conclusiva Somnambulism) alzano la media di questo lavoro, consigliato senza riserve ai doomsters dai gusti classici e vintage.
Dreams, Illusions, Obsessions è un buon modo per scoprire una nuova band in un genere avaro di sorprese, approfittatene.

TRACKLIST
1. The Trial of Herostratus
2. Confession
3. Child in the Tower
4. Mulkurul
5. The Fatalist
6. Somnambulism

LINE-UP
Bozhidar Parvanov – Drums
Anton Avramov – Vocals, Guitars
Ivaylo Dobrev – Bass

OBSIDIAN SEA – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.