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Recensione : Nu-Shu – Dox – Discographia Clandestina

Essere un duo non è facile, ma i Nu-Shu viaggiano fortissimo e questo disco è una bella sorpresa.

Nu-Shu - Dox - Discographia Clandestina - Recensioni Rock

Secondo disco per il duo leccese Nu-Shu dal nome “Dox” ed esce per Discographia Clandestina, etichetta assai attenta alle nuove tendenze in un mercato assai asfittico. Invece i Nu-Shu sono portatori di una bella scossa, i due sono Giuseppe Paskone Calabrese basso e cori, e Carmine Tundo alla batteria e alla voce.

Qualche anno fa erano molti i gruppi musicali formati da due musicisti soltanto, un vezzo durato qualche tempo, oltre ad essere una simbiosi musicale interessante, e i Nu-Shu ne propongono una declinazione assai interessante, molto lontana dai luoghi comuni di questo tipo di formazione. Il duo leccese è incessante, grazie ad un muro del suono che ha mille elementi al suo interno, come un caleidoscopio di suoni distorti e viziosi, quasi un progressive altro, molto stimolante e fresco.

Nell’onda musicale dei Nu-Shu ci sono molte cose, dallo stoner al math, a echi di electro rock a passaggi grunge e metal, il tutto filtrato attraverso un gusto proprio e con melodie davvero valide e varie.

Il disco è il loro secondo lavoro, sono musicisti con molte esperienze in gruppi del sottobosco musicale pugliese, e sanno quello che vogliono, ovvero riversare rumore e flash sonori sul loro pubblico, e dal vivo ci sanno davvero fare. Ipnosi musicale, potenza e suoni nuovi, una forza notevole nel fare rumore mettendo assieme melodie molto ben composte, un lavoro notevole e mai ovvio, che di questi tempi non è facile.

Essere un duo non è facile, ma i Nu-Shu viaggiano fortissimo e questo disco è una bella sorpresa.

Nu-Shu – Dox

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