Recensione : Mezzala – Irrequieto

Le canzoni di Irrequieto sono tutte piccoli affreschi di vite a noi molto vicine, viste dalla particolare poetica di Michele, che è un cantautore in apparenza disilluso, ma ha ancora grandi sogni, e lo dimostra credendoci e facendo buona musica.

Mezzala  -  Irrequieto - Recensioni Rock

Irrequieto è il termine più esatto per definire Michele Bitossi, in arte Mezzala, uno dei più interessanti e particolari fra i cantautori italiani.

Nel 20111 esordisce come Mezzala con Il Problema di Girarsi, un disco che viene dopo una lunga militanza nell’underground, cominciata con i seminali Laghisecchi, per poi proseguire con Stefano Piccardo nei Numero 6, per poi diventare Mezzala e fondare la sua etichetta The Prisoner Records.
Questo disco è un omaggio ai cantautori italiani degli anni settanta, cercando di trovare una via personale alla sua scrittura. L’irrequietezza contraddistingue tutta la poetica di Michele, che si mette costantemente a nudo raccontandosi, soprattutto nelle sue cose negative. La sincerità in musica è una cosa sbandierata ma assai difficile da conseguire veramente, invece qui va a perfettamente a braccetto con un pop stilosissimo e ben fatto.
L’album è stato inciso al Sam Studio di Lari in provincia di Pistoia, e annovera ottimi musicisti, che hanno registrato in presa diretta tutti assieme nella stessa stanza, con un grande interplay e cio riverbera molto bene nel disco.
Oltre a cambiare la maniera di registrare Bitossi ha mutato anche il modo di comporre, anche se non sono cambiati i suoi duetti creativi con Tristan Martinelli, forse la migliore mente musicale a Genova, e Ivan Antonio Rossi che ha già lavorato con Zen Circus, Virginiana Miller e Bachi da Pietra fra gli altri.
Il disco ne è venuto davvero differente e ricco, molto ricco. Ci sono molti stili musicali e per fortuna è difficile catalogare il suo stile, diciamo che Mezzala è un pop cantautorale nuovo ed originale, un proseguimento di quello stile che parte dai settanta e continua fino ai giorni nostri, ma rielaborato in maniera molto personale.
Le canzoni di Irrequieto sono tutte piccoli affreschi di vite a noi molto vicine, viste dalla particolare poetica di Michele, che è un cantautore in apparenza disilluso, ma ha ancora grandi sogni, e lo dimostra credendoci e facendo buona musica. Forse non raggiungerà chissà quale successo, anche perché le sue canzoni sono troppo belle per le masse, e poco intellettuali per gli indie, ma sono proprio quello che devono essere, ovvero canzoni belle, divertenti e non ovvie.
Mezzala sta seguendo un suo percorso e non lascia nulla di tentato per continuare a rimanere irrequieto.

TRACKLIST
1. Le tue paure
2. Mi lascio trasportare
3. Biodegradabile
4. Capitoli primi
5. Sei l’unica ferita
6. La classifica
7. A chi non vuol giocare
8. Se mi accontentassi
9. Ancora un po’ bene
10. Constatazione amichevole
11. Fino a Liverpool
12. Chissà

LINE-UP
Michele Bitossi : Voce, Chitarra Acustica
Massimiliano Sorrentini : Batteria
Danilo Gallo : Basso
Simone Massaron : Chitarra Elettrica
Paolo Pee Wee Durante : Piano, Hammond, Synth
Dimitri Grechi Espinoza : Sax Contralto
Beppe Scardino : Sax Baritono
Federico Pierantoni : Trombone
Luciano Turella : Viola

MEZZALA – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

ÜT Resonare

Tornano i genovesi ÜT con “Resonare” su   Gli ÜT sono un gruppo che fa un genere a sè stante, che fa musica come se scrivessero un libro o se dipingessero un quadro.

Sun Ra Merzbow Strange city

Strange city” torna in un’edizione migliorata e definitiva, notevolmente arricchita rispetto all’originale, e grazie a questo rinnovo suona ancora più spietato e senza riferimenti, un salto totale in una frequenza che non è umana, nata dall’incontro di due grandi menti musicali

Aether – III

III degli Aether è un viaggio libero tra jazz, prog, rock e ambient: sei tracce eleganti, sognanti e allergiche a ogni etichetta, per chi ama perdersi.